Stasera ci sono due chitarristi jazz uno dei quali è Paolo Bacchetta, l’insegnante di chitarra elettrica alla nostra scuola e domani c’è un quartetto con Emanuele Maniscalco alla batteria: solo lui vale la serata.
Cercavo uno spartito (Vivaldi sonata 6 per piano e violoncello) e a forza di passare da un sito all’altro sono andato a sbattere su una valanga di blog di violoncellisti tra cui mi ha incuriosito questo signore che è andato in pensione sta in Alaska e ha deciso di realizzare il suo sogno di suonare: questo due anni e mezzo fa.
Quando poi con l’età si sono resi necessari gli occhiali per leggere e poi via via gli occhiali anche per l’utilizzo corrente … ho fatto finta di prenderla con filosofia ma non mi ha fatto piacere questo segno tangibile dell’invecchiamento fisico.
Da qualche tempo vedo che stringo gli occhi per leggere gli spartiti (mi sono anche visto nel DVD dello spettacolo) e ho deciso di fare un controllo dal mio amico ottico.
Verdetto: devo aumentare le lenti di 0,25, un’inezia ma c’è.
Qualcuno dice che se porti gli occhiali non ti sforzi di leggere e quindi la vista poi si abbassa ancora di più e c’è chi sostiene l’esatto contrario, io prendo atto che c’è un biglietto da pagare per girare sulla giostra della vita e quest’anno costa 0,25 diottrie: un prezzo onesto.
Grazie alla preziosa (come sempre) segnalazione di Gaspar Torriero, ecco la Magnatune, una casa discografica che permette di includere i suoi CD nel proprio sito (embedding) e ovviamente scelgo le suite di Bach per Violoncello solo nell’esecuzione di Vito Paternoster un violoncellista italiano che suona con grande dolcezza.
Interessante il fatto che se si vuole scaricare il CD il prezzo viene fissato dall’utente (minimo 5 massimo 18$ e il 50% va all’artista) e c’è anche un canone mensile con il quale si scaricano liberamente tutti i CD che uno vuole.
Finalmete ho sistemato tutti i brani che Jacques mi ha fatt conoscere a Collioure. Lui aveva aperto un ristorante con musica jazz in rue du Louvre dopo aver ceduto l’azienda ma gli affari non andavano bene e il ristorate lo ha chiuso ma la passione del jazz no, quella è rimasta.
E così ho scoperto musicisti come Manu Dibango, Henri Texier, Les Rita Mitsouko, Superbass, Patricia Barber, Jan Garbarek, Bobby Timmons, Manu Katchè, Antoine Hervé, Claude Bolling. Ma poi mi ha fatto anche ascoltare degli album di gente di cui già avevo qualcosa come Dave, Brubeck, Charlie Haden, Dave Holland
Musica perfetta per leggere e lavoricchiare, che porta con se il profumo dei sigari di Jacques, la luce del mediterraneo, il vino di Banyuls e i quadri fauves di Collioure.
Al concerto non suonavamo solo musica classica ma anche brani moderni (due di Morricone e due pezzi molto noti come We Are The World e What a Wonderful World) ma la novità è stato l’inserimento di due pezzi più roccheggianti.
Honky Tonk Train Blues, è un "classico" del blues e, per quanto possa sembrare strano, è più difficle da suonare per l’orchestra di quanto non lo siano alcuni pezzi classici: siamo in tanti (ben diverso quando suoni in quattro con basso-chitara-piano-batteria) e i ragazzi non sono abituati a suonare "a orecchio" e devono sforzarsi per lasciarsi andare e "sentire" il giro di blues. Ci sono spazi per migliorare gli assoli ma siamo sulla buona strada, soprattutto perchè il mix tra strumenti acustici e elettrici, che crea non pochi problemi per trovare i volumi giusti, mi sembra già ad un ottimo livello.
Aristogatti Suite. Secondo me è il pezzo più difficile che abbiamo in repertorio, per la lunghezza (dura 7minuti anche se qui nella versione ridotta ne dura 4,30), ci sono continui cambi di ritmo e di intensità, pause, stacchi, riprese e dovremo trovare un "sound" come si suol dire, che verrà solo dopo aver ripetuto il pezzo tante e tante volte in pubblico, suonandolo per gusto e divertimento e non vincolati esageratamente alla partitura. Anche qui siamo sulla buona strada e ci dobbiamo ancora aggiungere il brano lento (che abbiamo tagliato per oggettiva difficoltà nelle prove) che completa la suite.
Ho provato ad estrarre dal DVD due brani per metterli su YouTube e mi pare che non ci siano perdite di qualità significative.
I due brani sono versioni ridotte (in pratica ho tagliato i ritornelli) dell’esecuzione di sabato 24 al teatro San Giovanni a Brescia e poterte notare come il suono sia più che decoroso e anche il gioco di luci e di immagini sullo sfondo sia equilibrato rispetto alla musica.
Inno Alla Gioia – Ben eseguito il crescendo (dopo l’immagine del semaforo) e anche il finale è bello sinfonico. Si sente benissimo, quasi troppo, il duo flauto violoncello (ho sempre paura di stonare ma mi sembra di essermela cavata) e anche le percussioni e i campanellini risaltano senza disturbare.
Sinfonia 40. Mi piace proprio quell’immagine di alberi e acqua (parco di Plitvice in Croazia) e sono bravi i flauti che reggono gran parte del brano. Ben eseguito il crescendo finale.
Una faticata perchè abbiamo preparato tutto per il chiostro (scenario e acustica straordinari) ma l’incertezza del tempo con il rischio di pioggia (come in effetti leggera leggera ma continua c’è stata) ci ha fatto decidere alle 19,30 di spostare tutto nel teatro adiacente.
A me è sembrato (ma non ho ancora riascoltato le registrazioni) che i suoni fossero migliori di ieri, che ci fosse meno tensione e nervosismo, o forse è semplicemente dovuto al fatto che sul palco eravamo molto stretti e vicini e quindi sentivo meglio gli altri strumenti.
Impeccabile, come sempre, Giulio alle luci e alla regia tecnica e bravo anche papà Cazzato precettato questa sera al faro seguipersone.
Da domani dopo una bella dormita, torno alle mie solite occupazioni anche se vorrei provare a montare con un po’ di fantasia il materiale video e audio che abbiamo raccolto in questi due giorni: magari vado a Sesto e ci penso su.
Intanto, per dire grazie a tutti, a quelli che ci hanno ascoltato e a quelli che hanno suonato ecco il video dell’applauso finale e la presentazione dell’orchestra.
Per il concerto di domani sera a Brescia non ci sono rischi per il maltempo dato che di fianco al chiostro c’è un bel teatro, con il palco un pò stretto, ma comunque ci staremo.
Mi spiace solo che se piove anche domani, non ci godremo lo scenario del chiostro che è bello per conto suo e suonare all’aria aperta è molto piacevole.
Ma come dice Jovanotti "Piove, madonna come piove, guarda come viene giu!"