Udine non è in america

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Marina mi ha chiesto un software di Karaoke per i suo Powerbook per quando andrà in Sicilia tra due settimane. Cerco su internet e trovo un software che fa al caso nostro, "Mixage" e scopro che è uno shareware che costa 12 Euro.

Poi scopro anche che non è la solita americanata ma è fatto a Udine e il demo è il karaoke di una popolare canzone friulana che mi aveva insegnato mio papà. Semplice e ruspante, i 12 Euro se li è meritati.

Quartetto

Iphone_4Deliziosa mattinata sotto gli alberi di casa di Elena Bittasi (arpa celtica) a suonare in quartetto con due flauti, violoncello e arpa celtica.

L’unico spettatore, un vicino di casa di Elena, si è goduto musica e venticello.

Backstage di un grande concerto

Nomadi_21Non me lo aspettavo proprio un evento così.
Sono stato al concerto dei Nomadi con la Omnia Orchestra in occasione del loro "compeanno": ben 45 anni di carriera!

Innanzitutto l’atmosfera creata dai fan venuti da tutt’Italia con quello spirito che ben si riconsce nella definizione che danno di sè stessi "Il popolo nomade", gente semplice, di tutte le età che vuole musica ma anche ragionamento e continuare a credere nel sogno di un mondo diverso.
E poi loro, i Nomadi che al concerto mescolano riflessioni sulla pace, sulla solidarietà, sull’impegno civile e il rispettoGente_3
che sorprendono in un concerto rock dove ti aspetti il "cioè noi siamo qui per lo sballo": sembrava invece di essere a una Festa de L’Unità on the road.

E poi l’abitudine (mi diceva Giacomo che è sempre così) di portare doni per il gruppo e per le iniziative di beneficenza che i Nomadi promuovono e supportano soprattutto in Madagascar.

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Musica impegnata, con tutto il pubblico che canta con loro e un affiatamento con la gente che fa emozionare.

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Io avevo il pass da backstage grazie alla Omnia Orchestra e ho fatto un sacco di foto (le mie 40 preferite sono già su Flickr ) sia delle prove del pomeriggio che del concerto vero e proprio.

Mi sono gustato la sensazione di stare "da questa parte del palco", vedere le migliaia di persone  di fronte, il lavoro incessante degli assistenti (30 persone) la complessità della amplificazione di ogni singolo strumento dell’orchestra e vedere come i musicisti si divertissero ad ogni pezzo.

Bravissimo Bruno Santori, il direttore della Omnia e davvero molto bravi i Nomadi, d’altra parte quando suoni da quasi mezzo secolo!

E’ davvero una bella storia questa, una dimostrazione concreta di come sia possibile conciliare arte-spettacolo e impegno sociale, di come sia possibile divertirsi senza decerebrarsi, di come allegria e consapevolezza possono stare assieme come le chitarre elettriche e la sezione d’archi.

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Niente divismo (oggi c’è la partita di calcetto tra i Nomadi e il loro staff contro la rappresentativa dei tifosi), grande talento e capacità di interpretare gli umori del pubblico e sincero ringraziamento per chi li segue e con partecipazione e grande calore umano: un’ovazione ha salutato il messaggio della signora Jole che è arrivata al concerto con i suoi 101 anni! e alla fine ha voluto farsi accompagnare sotto il palco per stringere la mano ai Nomadi e a Panariello che presentava.

Com’erano lontani i beceri discorsi razzisti dei leghisti, come erano lontane le Berlusconate che mi rovinano il giornale radio delle 8, com’era lontana la politica di chiacchiere delle sezioni dei DS!

Quando dicono che la gente non fa più politica dicono il falso: la gente fa politica e continua a farla è solo che i vecchi modi di esprimerla sono morti e chi si ostina a non vedere che c’è un mondo di valori che cammina, nuovi "barbari" di ogni età che con il volontariato, con l’impegno civile, con la partecipazione ad un concerto dove musica e parole hanno un senso, chi non lo vede dicevo è solo destinato a continuare a non capire.

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Quando tanta gente si mette in movimento, quando agisce con doni e piccoli segni tangibili dell’amore per l’umanità, allora vuol dire che chi dice che la società peggiora sta solo guardando dalla parte sbagliata, sta solo guardando il campo da cui il popolo nomade ha levato le tenda da tempo e sta andando da un’altra parte.

Era il loro compleanno ma il regalo lo hanno fatto loro a me.

Backstage

Stasera vado a sentire i Nomadi e la Omnia Orchestra a Folgaria con Giacomo Montanini che della Omnia è uno dei fondatori: ho il pass di backstage ed è tutt’altra cosa vivere uno spettacolo dall’altra parte del palco.

Un analfabeta che ama i libri

CelloEvviva! Sono arrivati oggi per corriere due spartiti che avevo ordinato a Ricordi più di un mese fa: le Dodici Ricercate per violoncello solo di Gianbattista degli Antonii e i 7 ricercari di Domenico Gabrielli.

Sono due autori che ho scoperto ascoltando un bellissimo disco comperato a Cremona alla fiera della liuteria il "Birth of The Cello" di Jiulius Berger che suona questi brani che sono i primi brani di musica per violoncello solo che siano stati pubblicati e Berger li esegue sul violoncello più antico del mondo, il Carlo IX realizzato da Antonio Amati a Cremona nel 1538.

Lo spartito delle ricercate porta la riproduzione del documento originale pubblicato a Bologna nel 1687 e mi affascina l’idea che un documento a la musica che contiene si rinnovi ogni volta per più di 300 anni.

Degli Antonii, come Bach, era organista della chiesa di San Giacomo maggiore a Bologna e pare avesse composto questi studi a scopo didattico e di pratica e li dedica all’arciduca di Modena che era anch’egli un bravo violoncellista.

Adesso ascolto la musica e seguo con il ditino le note sullo spartito come facevano Piero e Giulio quando seguivano sul libro il racconto delle fiabe di Marina pur non sapendo leggere.

In fondo sono un analfabeta che ama i libri.

C’è gente incredibile: Badi Assad

Grazie a un post di Elena Bittasi ho scoperto Badi Assad, chitarrista brasiliana che in realtà viene da un’intera famiglia di musicisti (Sergio, Odair, Clarice, Carolina ), di bravura straordinaria (su MySpace Music e YouTube c’è di tutto, dal concerto con Yo-Yo MA all’insieme di tutta la famiglia a qualche spettacolare duo su temi di Piazzolla)

Il pezzo più "fuori di zucca" è forse questo dove Badi Assad suona, fa l’accompagnamento con lo schioccho della lingua e canta con il naso: one band woman!

A lezione di blues

Parlare di musica con Paolo Bacchetta, uno degli insegnanti della Scuola di Musica qui a Desenzano, è sempre un piacere per la sua competenza e per la sua capacità di andare dritto al cuore di ciò che vuoi sapere.

Dopo averlo ascoltato nel concerto a San Felice con il suo omaggio a Thelonius Monk gli ho chiesto di farmi qualche lezione sui principi di base del blues perchè da sempre lo suono ma senza sapere quali sono le basi armoniche su cui si fonda e nel mio passaggio dal basso al violoncello tutto il mio "sapere" per posizione delle dita si è dissolto.

Già ieri alla prima lezione mi ha spalancato una porta e per i prossimi giorni mi studierò le scale pentatoniche con le "blue notes" che sono la base di tutto il ragionamento e ho cominciato a capire anche qualcosa delle scale modali di cui conosco l’ "effetto" nella musica di Miles Davis ma non ne conosco le basi teoriche.

A chiedere aiuto a quelli bravi come Paolo ci si guadagna sempre e sono contento che la nostra scuola abbia a disposizione talenti di questo livello.

Foto d’orchestra

Ecco la foto che ho scelto tra le molte che Marina ci ha fatto oggi pomeriggio.

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Niente male nemmeno quella che abbiamo fatto con il Doblò e tutto il materiale che riusciamo a farci stare.

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Davvero bravi

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Sì, bravi davvero Paolo Bacchetta e Walter Beltrami, ma bravo anche il Comune di San Felice per aver organizzato questo "cameo" di musica jazz di ottima qualità.

Dato il tempo incerto, invece del cortile interno del palazzo comunale, il concerto è stato spostato nella sala consigliare e in fondo non è andata male: buona l’acustica, pubblico raccolto attorno ai musicisti come in un night club e una sala prestigiosa a sottolineare la bellezza e la qualità della musica.

B & B (Bacchetta e Beltrami) con due splendide chitarre D’Angelico e hanno proposto una "monografia" di brani di Thelonius Monk (se cliccate sul nome di Paolo all’inizio del post lo ascoltate nel bellissimo Round Midnight che hanno anche eseguito ieri sera) un pianista che ha influenzato non poco la musica jazz di fine ‘900 con sonorità e accostamenti di accordi apparentemente dissonanti ma che acquistano nell’insieme una particolare bellezza.

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B & B hanno reso magnificamente le atmosfere di Monk sia giocando il classico ruolo "uno annuncia il tema e l’altro accompagna e viceversa" sia giocando con gli effetti elettronici delle pedaline (registrando piccoli riff e imporovvisando su di essi con un effetto "a 4 chitarre").

Unica nota dolente, se così si può definire, erano così emozionati (ebbene sì anche quelli bravi hanno l’adrenalina a 1000 !) che hanno a malapena annunciato i loro nomi e il titolo di un paio di brani e nulla hanno detto del loro lavoro di rielaborazione dei brani di Monk e di cosa li rende particolarmente complessi per un duo di chitarre: è come spiegare un piatto a chi lo sta gustando per aiutarlo a coglierne tutte le sfumature.

Appena tornato a casa ho messo sul lettore CD in camera uno dei due album di Monk e mi sono addormentato ascoltando ‘Round Midgnight, Teo, Just you just me, Pannonica, April in Paris: se non li conoscete datevi da fare, un album di Thelonius Monk non può mancare nella discografia di qualunque amante della musica.