C’è anche iTunes nuovo

Assieme all’annuncio dell’ iPod nano nuovo c’è anche il rilascio del nuovo iTunes8 (che l’aggiornamento software automatico non mi aveva segnalato) ma l’ho trovato e scaricato dal sito Apple.

Le nuove caratteristiche interessanti riguardano soprattutto il modo di visualizzare gli album e vediamo un pò com’è. Per ora si installa senza problemi anche se chiede di agiornare anche Quick Time, forse perchè supporta i video in formato HD.

Articolo sulla musica

Su Nova24 di oggi c’è un bell’articolo sulla musica digitale e mi sono guardato tutti i siti e i prodotti che vengono menzionati.

Mi hanno colpito questa tastiera della Behringer, questo software per fare musica in quattro via rete, questo generatore di basi sinfoniche.

Condivido il senso dell’articolo: mp3 ha aperto una strada che le case discografiche hanno duramente contrastato ma la musica prenderà nuove forme e pieghe e con l’evoluzione del web anche modi di produrre radicalmente diversi.

MmmTss

Ci sono software bizzarri e questo MmmTss è uno di quelli: serve a costruire loop sonori con versi fatti con la voce.

La curiosità è che è stato realizzato da Eric Rosenbaum (basta vedere il suo sito per capire…) uno dei ricercatori del MEdia Lab al MIT che lavora al Longlife Kindergarten con Mitch Resnick.

Peccato non funzioni ancora con la versione 10.5 (Leopard) di Mac osx ma se avete una versione precedente o un pc Windows ( o Parallels su mac ) allora potete giocare.

Che meraviglia un asilo infantile per tutta la vita!

The typewriter

Ieri abbiamo scoperto Leroy Anderson e ne abbiamo subito comperato per 5 euro il disco su iTunes (ve lo raccomando!) e così ho scoperto che è sua la famosa esecuzione di un pezzo per orchestra e macchina da scrivere: The Typewriter, resa famosa da una interpretazione stratosferica di Jerry Lewis che ho trovato su YouTube: un classico eterno.

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Ci siamo davvero divertiti

Il concerto di ieri sera è stato davvero molto bello. Forse il brano iniziale di Wagner non ci è sembrato a livello degli altri, sia per la pomposità tutta wagneriana sia perchè a dirigerla non c’era Karen Kamensec.

Quando infatti la "direttora" è salita sul podio la musica è proprio cambiata e si è percepito che l’orchestra è uno strumento e chi lo "suona" fa la differenza.

Con Rachmaninov poi tutta la sinuosità e la dinamicità della musica russa si è espressa grazie a questa minuta signora che sembrava una istruttrice di Thai Chi con le gambe ben piantate a terra per prendere dal basso l’energia che in alto si esprimeva con movimenti flessuosi.

Tutti e quattro i movimenti sono stati eseguiti alla grande, in particolare i finali e quello smorzato del terzo davvero perfetto.

Alla fine grandi applausi e la concessione di due bis intelligenti e divertenti: dato che la Kamensec ha studiato in USA ha proposto due brani di un compositore americano di cui tutti conosciamo molti brani senza ricordarne il nome: Leroy Anderson. (Per la cronaca i brani sono il Waltzing Cat  e il divertente Bugler’s Holiday, ascoltateli e li riconoscerete).

Concerto a Dobbiaco

Immagine_3Oggi alle 18 c’è un bel concerto alla Sala Concerti di Dobbiaco con un’orchestra diretta da una donna, Karen Kamensek nata nel 70 a Chicago, e con un’orchestra con elementi dei Wiener Philarmoniker.

In programma c’è il preludio dei "Maestri Cantori di Norinberga" di Wagner, un pezzo di Schumann e la seconda sinfonia di Rachmaninov ed è un’opera che ascolto spesso perchè la musica russa ha un fascino tutto suo.

Stiamo aspettando Alberto e Gigliola che ci raggiungono per il weekend e per goderci il concerto.

La solitudine dei violoncellisti

Tramite un amico ho scoperto che a San Candido c’è una ragazza che studia violoncello da qualche anno e ovviamente sono andato a cercarla perchè trovare da queste parti qualcuno con cui suonare di tanto in tanto, mi pare una bella opportunità.

Anche lei è stata felicissima di conoscermi perchè non ci sono insegnanti di violoncello a meno di 150 kilometri e ci siamo subito dati un appuntamento per provare qualcosa e per scambiarci spartiti da suonare poi assieme.

Lunario della musica

BoccaMarina mi ha regalato (ebbene sì, la signora mi vizia un po’) questo libro di Carlo Boccadoro, grande musicologo e musicista,  "Lunario della musica" che ha per sottotitolo "Un disco per ogni giorno dell’anno" ed è un libro pericoloso e molto bello.

E’ pericoloso perchè leggendo le dottissime descrizioni degli album che fa Boccadoro vi viene una irresistibile voglia di comperarli e 365x… fa una certa cifra,  è molto bello perchè spazia dal classico al rock, al jazz alla musica etnica con una acutezza e una competenza davvero eccezionali.

Lo raccomando caldamente ai miei amici che amano la musica, quelli che hanno sempre Last Fm o iTunes in sottofondo, perchè si fanno scoperte molto interessanti e suggerimenti di ascolto e di acquisto di estremo interesse.

E poi essendo suddiviso per giorno lo potete tenere a portata di mano (idealmente in bagno) per una di quelle letture che non bisogna necessariamente fare tutto d’un fiato ma potete centellinare e gustarvi le sue riflessioni giorno per giorno.

Io mi sono già letto tutto il primo trimestre.

Un giorno sulle scale

Non ho fatto esercizio fisico, ho studiato le scale nel senso musicale.

Per riposare dalle biciclettate e dalle camminate oggi sono uscito solo per fare la spesa del mattino e poi mi sono messo di buona lena con lo studio delle scale modali e ho fatto un lavorone, ho trascritto le prime cinque in tutti i diversi modi a computer e ne ho ricavato per ogni tonalità le strutture caratteristiche e gli arpeggi che domani mi metterò a studiare con lo strumento.

Ho anche "usato" Marina come cavia del mio grado di apprendimento (se una cosa l’ho capita allora la riesco a spiegare) e lei, santa donna, mi ha ascoltato pazientemente e mi ha detto do aver capito.

Il fascino sta nella intrinseca simmetria delle scale e degli accordi, di come si intrecciano e si legano le une agli altri e di come, una volta compreso il meccanismo, ci sia un ordine e una logica belle quanto l’armonia delle note stesse.

Adesso sono un po’ "fuso" ma domani, se al risveglio non avrò dimenticato tuttto, avrò la controprova di aver capito o quantomeno di avder iniziato a capire.