Eravamo così presi a raccontare e suonare la musica dei Beatles che non abbiamo detto dove trovare i CD di Fabio e ora me lo stanno chiedendo in parecchi.
Il modo migliore è online al sito della Almamusic
Pensieri e riflessioni non solo sulla tecnologia ma su molte cose che mi fanno pensare
Eravamo così presi a raccontare e suonare la musica dei Beatles che non abbiamo detto dove trovare i CD di Fabio e ora me lo stanno chiedendo in parecchi.
Il modo migliore è online al sito della Almamusic
Ho chiesto a Fabio alcuni suggerimenti per trovare online siti e informazione sull’ukulele e lui, con la sua solita intelligenza non si è limitato a darmi delle indicazioni ma mi ha scritto tre righe talmente piene di arguzia che le voglio condividere: se dopo averle lette non correte a comperarvi un ukulele andate dal cardiologo, il vostro cuore si sta pietrificando il peggio è che non lo sapete.
"Dal punto di vista strettamente fisiologico, l’ukulele è un insieme ben coordinato di vari pezzi di legno sagomati ad arte. Ciò che lo differenzia da Pinocchio è innanzitutto l’assenza del naso. Cosa che gli impedisce di dire bugie. L’ukulele non mente mai. La seconda fondamentale differenza è che lui i fili ce li ha. Quattro. Si chiamano “corde”, in omaggio a quelle vocali. E difatti servono a farlo cantare, non a farlo muovere. Quando un ukulele canta, attenti. È particolarmente contagioso. Potreste cominciare a canticchiare anche voi."
Ah sì, ecco i link:
Per acquistare o occasioni Il Mercatino dell’Ukulele
Informazioni ecc. Italian Ukulele Committee
Corso online Pineapple’s pete uke school
Evviva! Alberto mi ha regalato un ukulele per ringraziare della serata sui Beatles dove Fabio KoRyu Calabrò usava, appunto, un ukulele.
Fabio ha spiegato al pubblico che un ukulele è uno strumento fantastico, chi sa anche solo strimpellare la chitarra lo sa suonare, che costa pochissimo (con 30 euro ve la cavate) e ve lo potete portare dovunque.
Confermo! Accordato (online c’è un sito con l’accordatore … fantastico!), capito che le dita vanno messe come sulle ultime quattro corde della chitarra e via.
Avete un amico chitarrista o che lo faceva da ragazzo ma poi ha smesso per i mille impegni della vita? Invece della solita cravatta o delle banalissime bottiglie di vino, pensate a regalargli un ukulele per Natale, lo farete felice.
In fondo sono in buona compagnia:
i Beatles suonavano l’ukulele e certamente molte loro canzoni sono nate sulle quattrocorde.
E poi c’è lei quella che ha fatto sognare ad ogni uomo di essere un ukulele per potersi appoggiare al suo seno e di farsi abbracciare:
All’inaugurazione dello spazio di Viandanze stasera c’era anche Daniela Savoldi, la mia maestra di violoncello che passa dal Festival Tenco, a Rai Due a questo palchetto di periferia. Eccola lì al centro della foto con la sciarpetta arancione che tiene il ritmo a voce.
Lei è una musicista eclettica senza dubbio, oltre al violoncello è vicina al diploma di chitarra classica, canta e suona le percussioni con questo gruppo di samba afro beat gli ApPel.
Il suo dna brasiliano si sente ma soprattutto si vede da quanto si diverte e per ringraziarla di tanta passione musicale ecco un microvideo girato stasera, montato al volo e messo su YouTube.
In apertura della Serata d’Ascolto ieri sera Alberto Cavoli, direttore della Scuola di Musica, ha annunciato che gli iscritti hanno superato la soglia dei cento cinquanta: davvero un grande segnale di apprezzamento e di crescita.
Io non mi stupisco più di tanto per la verità, dato il lavoro che si è fatto in tanti anni di paziente costruzione e lo sforzo di cambiamento e di rinnovamento di questi ultimi senza contare poi che a Desenzano la domanda di cultura è talmente poco soddisfatta da un’amministrazione cementizia che basta davvero poco per scaldare i cuori.
A un evento particolare come le Serate d’Ascolto, con scarsissimi mezzi per pubblicizzarle, c’erano comunque un’ottantina di persone ieri sera, segno che non è difficile vincere la noia della televisione o la pigrizia di uscire.
I Beatles dicevano "All you need is love", il solo ingrediente che serve è la passione, per quello che si fa e per relizzare quello che si vorrebbe e Alberto e gli altri insegnanti ce ne stanno mettendo tanta.
Sono contento di aver avuto Fabio KoRyu Calabrò come ospite d’eccezione alla serata sui Beatles, lui che i Beatles li ha tradotti e reincisi e cantati con il solo accompagnamento del suo ukulele, esaltandone con la semplicità di suoni elementari, la grandezza.
Oltre che un bravo musicista, sconosciuto ai più come spesso purtroppo capita agli artisti di talento, Fabio è una persona intelligente e di grande esperienza e sensibilità per cui sa subito entrare in sintonia con il pubblico e ha utilizzato la sua musica per aumentare la comprensione dell’ascolto e non per parlare di sè (Qui un assaggio di 20 secondi della sua versione di Piggies – "Maialini" che ha aperto il suo intervento).
Gli avevo chiesto di fare anche un pezzo molto difficile e "rischioso" ma che secondo me è uno dei più riusciti del suo Albume Bianco, la traduzione del doppio White Album: Good Night, il brano che chiude l’album e che i Beatles eseguono con sontuosità e un uso ampio e dolce dell’orchestra e che lui invece sintetizza ancora di più con l’uso della sola voce (perchè possiate condividerne la bellezza anche se non c’eravate, provate ad ascoltare i 30 secondi finali del brano, magari chiudendo gli occhi come ha fatto qualcuno ieri sera).
Anche per lui alla fine richieste di brani e commenti e non si è fatto pregare con "OplaQui Oplalà" e "Attraverso l’Universo" e un simpaticissimo mistone di Michelle e Let it be a temi invertiti (le parole dell’una sulla melodia dell’altra).
Alla fine mi è sembrato contento anche lui.
Ho "ripassato" il programma della lezione sui Beatles che farò venerdì prossimo e mi sembra tutto a posto, i tempi poi dipenderanno dal pubblico.
E’ la prima volta che faccio una conferenza che non sia strettamente legata all’informatica e la cosa mi piace, forse perchè sotto sotto sono convinto di saper fare altre cose meglio di quanto non sappia di bit e bites.
Intento segnatevi la data e l’ora.
Domenica 19 alle 16 all’Auditorium c’è il concerto di Gianni Pirollo e ci sono tanti buoni motivi per andarlo ad ascoltare.
Innanzitutto perchè Pirollo è un musicista eclettico (nel concerto suona il pianoforte ma è un clarinettista e saxofonista altrettanto bravo), poi perchè è un compositore e il concerto si basa sul suo ultimo album "Neve" (sulle sonorità da Ludovico Einaudi per capirci) e poi perchè inizierà a insegnare clarinetto e sax alla nostra scuola e bravi musicisti, compositori e jazzisti sono una risorsa preziosa.
E infine perchè Giulio si occuperà delle luci e saprà creare la giusta atmosfera.