Eroica

Eroica
Luca Formentini mi ha regalato assieme ai suoi due CD questo film in DVD che racconta la prima esecuzione della terza sinfonia di Beethoven, l'Eroica, un momento che cambierà la storia della musica.

Si coglie bene (sono indispensabili i sottotitoli) il senso del momento storico ma soprattutto il cambio che i musicisti colgono tra la musica "prima" e "dopo", tra la musica leziosa e la potenza che Beethoven chiede loro di esprimere.

Alla fine sono esausti ma hanno il senso di aver fatto qualcosa di grandioso.

Accade, suonando insieme.

Tecnomusicalità

Ho passato mezza mattina a trovare la giusta soluzione per amplificare il mio violoncello, con web da una parte per le schede tecniche e il telefono dall'altra per verificare nei negozi la reale disponibilità degli oggetti che mi interessano.

Una classica esperienza di shopping informato.

Per la cronaca e per gli appassionati, tra il Fishman e lo Shertler ho scelto lo Shertler, più costoso ma con qualità decisamente superiore e poi è un microfono dinamico e non piezoelettrico.

Prove di musica

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Il mercoledì è giorno di prove, prima con l'orchestra giovanile e poi con I Fuoriclasse, l'orchestra degli adulti.

E' sempre un grande divertimento e stasera poi abbiamo praticamente ultimato due brani, "Just the way you are" e "The long and winding road": quello spartito a pezzi perchè la parte di violoncello non si trovava è proprio il brano dei Beatles.

Ci son i nostri due insegnanti di supporto Paolo e Milena che fanno un grande lavoro per portarci a un livello decoroso ma è soprattutto la nostra voglia di suonare e di divertirci l'ingrediente determinante.

Proviamo sul palco del teatro dell'oratorio e c'è quel clima da palcoscenico che rende il tutto ancora più intrigante e poi i tendoni del sipario aiutano l'acustica evitando il rimbombo.

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Cesare e suo figlio Enrico, batteria e sax

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Paolo Bacchetta uno dei due insegnanti, discute il finale del brano con i chitarristi, con Milena e Monica la flautista e Kristina al pianoforte.

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Monika, la mia "collega" violoncellista, segue lo schema del brano sul videoproiettore: eh si siamo proprio ben organizzati.

Ancota TV: Il Canale della Scuola di Musica

Spiegavo a Milena i potenziali della televisione autoprodotta sul web e le ho fatto l'esempio di cosa potrebbe fare la nostra Scuola di Musica con un canale televisivo: offrire lezioni ai ragazzi che vogiono ripassare, registrare pezzi per quelli che perdono una prova d'orchestra, mettere in onda i nostri spettacoli.

Invece che in teoria l'ho mostrato in pratica: in mezz'ora il canale video della Scuola era attivo.

Adesso bisogna pensare, fare e studiare con un'attenzione in più perchè c'è un enorme potenziale.

Se stavano zitti, uffa!

All'insediamento di Obama suonava Yo-Yo Ma (Marina mi ha chiamato al volo per dirmelo) ma i giornalisti di Rai3 continuavano a parlare e non si sentiva quasi nulla, dal sito ho letto che suonava una nuova composizione di John Williams.

Intanto sono contento del "riconoscimento ufficiale" dello strumento e del mio violoncellista preferito, poi spero di trovare il video su YouTube fra qualche giorno.

Forse stanno capendo

A quanto pare i discografici (almeno quelli inglesi) stanno capendo che la strategia per contrastare la pirateria online non è quella di intentare migliaia e migliaia di processi ma di trovare nuove strategie.

La fonte è Repubblica online in un reportage dal Midem di Cannes, la più importante manifestazione in tema di musica.

Per i pigri che non vogliono leggere tutto l'articolo riporto alcuni passaggi:

La lotta al downloading non ha prodotto risultati rilevanti. C'è
bisogno di un nuovo approccio al problema del file sharing, e c'è il
consenso di tutti a lavorare con i fornitori di accesso per consentire
una nuova politica" dice John Kennedy, presidente dell'Ifpi, la
Federazione Internazionale dell'Industria Fonografica, presentando, in
occasione del Midem di Cannes, il "Digital Music Report 2009", dove c'è
scritto a chiare lettere che il 95% della musica on line viene
scaricata dai siti illegali.

"Basta fare guerra a chi scarica la musica su Internet. Mandarli in
galera non ci farà guadagnare un solo dollaro in più. L'industria deve
dare ai consumatori quello che vogliono, in maniera legittima,
assicurandosi che gli artisti, i compositori e le case discografiche
siano pagate". Chi alza bandiera bianca di fronte alla "pirateria
informatica" è Feagarl Sharkey, responsabile di Uk Music,
l'associazione che mette insieme discografici, artisti e produttori del
più florido mercato musicale europeo, quello inglese

dice ancora Sharkey, "Il 2009 sarà l'anno in cui l'industria della
musica smetterà di preoccuparsi e imparerà ad amare la bomba. Il file
sharing on line va trasformato in un opportunità, in una fonte di
ricavi".

"Se potessimo avere una licenza in grado di far pagare a chi si
connette a Internet un solo euro al mese per poter scaricare
liberamente la musica, l'industria potrebbe guadagnare 500 milioni di
euro al mese, circa 26 miliardi di euro l'anno". Il modello è quello
che dai primi anni del '900 è in vigore per le radio, che consentono di
ascoltare musica gratis, ma che pagano una licenza per poterlo fare.
"Alla fine di tutto quello che conta è la musica", tiene a sottolineare
Feargal Sharkey, "e dobbiamo tornare a pensare alla musica prima di
tutto".

Eravamo in tanti a dirlo e forse cominciano a capire.

E se il mondo lo cambiasse il rock&roll?

Le VeniceSessions continuano anche su Facebook e mi è stato chiesto di indicare chi potrebbero essere i "selvaggi di genio" che Baricco ha indicato tra i possibili costruttori del futuro.

Io ho indicato Mitch Resnick, Liddy Nevile, Daniel Barenboim e Paolo Zanella perchè oltre che avere idee geniali sono direttamente impegnati a cercare di cambiarlo questo mondo.

Poi girando tra le proposte degli altri ne ho trovato una che segnala la Rock&RollForever Foundation di Little Steven (quello che suonava con Bruce Springsteen) che ha creato una organizzazione no-profit per insegnare la storia del Rock&Roll e invertire la tendenza che vede ridurre i fondi per la musica e la cultura.

E se…

Fuoriclasse crescono

Rientro adesso dalle prove d'orchestra e dei "Fuoriclasse", l'orchestra di adulti della Scuola di Musica e sono molto contento.

Il mix è davvero innovativo, un'oretta di teoria musicale (stasera Milena ci aveva preparato un pezzo semplice ma che ha messo a dura prova le nostre capacità di lettura e di solfeggio) e poi un'oretta di brani suonati assieme.

Nel gruppo ci sono i coraggiosi che hanno appena cominciato a suonare ma che capiscono che farlo con gli altri è un'esperienza che arricchisce in modo straordinario, ci sono quelli che sunavano da ragazzi ma che non hanno mai preso la cosa d'impegno e sono "analfabeti" musicali come me, ci sono quelli tecnicamente bravi, che hanno studiato sodo in gioventù ma che non sanno suonare a orecchio e senza uno spartito davanti si sentono persi.

E' proprio un punto d'incontro di opposti: di talentuosi che devono "lasciarsi andare" e di analfabeti che vogliono imparare a leggere come gli allievi di Alberto Manzi.

Stasera c'era anche una nuova potenziale partecipante, Barbara, diplomata in clarinetto ma che vuole condividere la gioia di suonare "a orecchio".

Io stasera ho suonato "a prima vista", cioè leggendo uno spartito mai visto prima di cui conoscevo bene il brano ma non le note da fare (The Long And Winding Road dei Beatles), è vero che non c'erano passaggi particolarmente difficili, ma scoprirmi capace di leggere e suonare dopo tanto studio di questi tre anni è una gratificazione grande.

Grazie a Paolo e Milena, i nostri maestri e grazie a tutti gli altri Fuoriclasse che ogni mercoledì rubano due ore alla stanchezza per far nascere la musica insieme.