Piccoli privilegi

Nei momenti di pausa delle registrazioni chiacchiero con i tecnici e i musicisti e imparo molte cose.

Ad esempio mi sono fatto spiegare dal tecnico audio di Deutsche Grammophon quali interfacce mi servono per registrare in alta qualità anche a livello domestico con il mio mac (per i curiosi l'oggetto chiave è questo) e poi con Francesco, il violoncellista a parlare di liutai e di strumenti e mi ha anche dato suggerimenti d'ascolto a cui stasera ho dato seguito (Le opere di Marin Marais eseguite da Jordi Savals alla viola da gamba).

A proposito di discografia, ho anche chiesto ad Andrea Marcon una discografia ragionata della stessa Venice Baroque Orchestra e, come mi aveva già suggerito il bravo Gaspar, mi ha detto di partire dalle incisioni di Vivaldi con Giuliano Carmignola al violino: "Te te ribalti" mi ha detto in dialetto.

Un Haendel passionale

DobbiacoiPhone

Una scappata veloce a Dobbiaco per ascoltare la registrazione di un'aria dall' Alcina di Haendel "Ah mio cor" che racconta le pene di un'innamorata. (qui una versione su YouTube che però non mi sembra nemmeno lontanamente quello che ho ascoltato io oggi)

Sarà che la soprano oggi aveva i capelli sciolti (rosso tiziano) e in jeans e giubbetto sembrava proprio Janis Joplin che cantava con una passione da non credere.

Approfittando della silenziosità dell' iPhone ho fatto alcuni scatti durante la registrazione:

DobbiacoiPhone (1)

DobbiacoiPhone (2)

“Benedetto” Marcello

Anche ieri ho ascoltato un paio d'ore delle registrazioni della Venice Baroque Orchestra con Patricia Petibon e i due brani in programma ieri mi hanno molto colpito per la diversità e la modernità che li caratterizza: "Come mai puoi vedermi piangere" dall'Arianna di Benedetto Marcello e "Neghittosi or voi che fate" dall' Ariodante di Haendel. (giusto per farvi un'idea potete cercare su iTunes il brano e ascoltarne i 30 secondi iniziali)

In particolare il brano di Benedetto Marcello, con la VBO che esegue la parte del flauto con i violini che esprimono una dolcezza magnifica, mi è sembrato davvero attualissimo e commentavo con il direttore Andrea Marcon che potrebbe essere un brano da SanRemo o da colonna sonora: ascoltandone i passaggi degli accordi si capisce quanta musica attuale abbia preso a piene mani i "giri" degli accordi da questi grandi compositori.

In questa versione trovata su YouTube potete capire cosa intendo facendo lo sforzo di immaginare la cantante che canti come una Mina o Giorgia (devo dire che Patricia Petibon, mette una passione tale che non ti accorgi nemmeno che sia un'opera lirica e che è ben diversa da quella stucchevole che si sente nel filmato di YouTube)

Benedetto sia Marcello!

Una nota tecnica per i miei amici "appassionati" (Mimmo e Gaspar): c'è stato un'interessante dibattito tra la Petibon e Marcon sulla scelta di registrare sia la parte A che la parte B come previsto nello spartito originale ma la Petibon ha preferito fare solo la parte A e togliendo il clavicembalo per dare al brano l'atmosfera romantica e triste che il pezzo esprime. Marcon argomentava che Marcello aveva una sua logica stringente e che forse si rivolterà nella tomba (che tra l'altro è a Brescia ho scoperto) ma ha poi accettato la scelta anche perchè il minutaggio complessivo del disco potrebbe averne bisogno.

Tone master

Dietro le quinte della registrazione lavorano 5 persone, il tecnico del suono, il tecnico della registrazione a computer, un coordinatore e due figure chiave di cui non sapevo l'esistenza: l'assistente vocale che in pratica consiglia la cantante sui passaggi, su come correggersi, su come migliorare e il Tonemeister che è il vero artefice del disco e che guida la sessione.

Il Tonemeister è un ingegnere di registrazione e sarà lui che poi dirigerà il montaggio, ma è anche un musicista che segue l'esecuzione con lo spartito in mano e ad ogni "take", ad ogni registrazione dice cosa andava bene e cosa no e fa rieseguire interi pezzi o anche poche battute fino a che il risultato non è quello desiderato. Ovviamente deve conoscere alla perfezione il brano che si sta registrando perchè interviene anche con commenti sulla qualità dell'esecuzione (più brillante, alla battuta 36 non eravate assieme, attenzione all'intonazione alla ripresa ecc.)

Anche nella musica classica la registrazione in studio avviene per fasi che poi verranno montate successivamente e per ciascun brano si fanno più take e poi registrazioni specifiche dei passaggi più difficili che verranno incastrati al posto giusto, in effetti un lavoro faticoso, circa cinque ore per tre brani e con un grado di attenzione sempre altissimo perchè lo sbaglio di uno costringe tutti a fermarsi e a rifare.

Mi ha stupito la cantante che dopo aver rifatto 6 volte un passaggio con un acuto che faceva tremare la sala è passata a registrare la parte successiva, una cadenza, in cui cantando faceva la stessa parte dei violini e dell'oboe, in pratica un gorgheggio continuo,  a una velocità mozzafiato. Era come ascoltare Ella Fitzgerald quando "svisava" dopo un assolo di Duke Ellington.

Quattro chiacchiere sul suono

Oggi tra una foto e l'altra sono riuscito a scambiare quattro chiacchiere con il tecnico del suono della Deutsche Grammophon e gli ho chiesto spiegazioni di alcuni dettagli che avevo notato.

Il fatto che sul fondo della balconata della sala fossero stati emssi dei teloni di feltro mi pareva ovvio, dato che la sala è vuota si voleva ridurre la riverberazione "secca", ma perchè c'era un cassone dietro il contrabbasso? perchè i convertitori analogico/digitali dei microfoni sono in sala e alla regia ci vanno in fibra ottica che dista una trentina di metri dal palco?

La risposta è di finezza: si vuole evitare la riverberazione del contrabbasso contro la parete alle sue spalle, e la conversione digitale in sala serve per ridurre la lunghezza del cavo microfonico che comunque attenuerebbe il segnale e ottenere un suono il più possibile perfetto.

Per questo ci sono 5 microfoni sulla cantante (per quelli alti il tecnico ha misurato la distanza con un'asta per compensare il ritardo di propagazione…) e 5 microfoni puntati sul soffitto e sul retro dell'orchestra, per cogliere il suono nelle sue diverse intensità e poi in fase di montaggio, dosandolo sapientemente, ricostruire quanto si ascolta in sala.

Di sicuro vorrò ascoltare questo disco perchè ne imparo a conoscere tutti i dettagli ma la riflessione che facevo tornando a casa è che nel suono, come nel video, come in tutti i campi con cui entra a contatto, la tecnologia crea condizioni qualitative incredibili e nell'innalzare il gusto di chi guarda o ascolta impone a chi vuole realizzare prodotti in questi ambiti di ricercare livelli qualitativi eccelsi.

E' la differenza tra una cosa banale e quella che, non sai perchè ma lo senti, ti fa sobbalzare sulla sedia.

Oggi Haendel

In tanti lo conoscono per il Messiah (aaa-lleluya! aaa-lleluya! alleluya! alleluya! alle-e-e-lluya!!) ma Haendel ha composto una gran quantità di musica che poi per quasi due secoli, a pare alcuni "hits", è finita nel dimenticatoio.

Ho ascoltato stamattina la prova e oggi la registrazione di tre arie di Haendel e mi piacerebbe trovare un modo per farla ascoltare a un pubblico di non addetti, a ragazzi che ascoltano Alanis Morisette o Nora Jones: musica d'impatto con una grande cantante.

La solista qui è Patricia Petibon, una grande soprano francese, e ieri quando è arrivata sembrava una ragazzina minuta ma quando ha cominciato a cantare il salone si è riempito di voce: incredibile!

Ho trovato sul suo sito un video che riproduce quello a cui sto assistendo anche se con un'orchestra diversa da quella di tipo barocco che c'è qui: lei in tuta da ginnastica, i musicisti "in borghese", un sacco di microfoni (tutti Sennheiser per la cronaca ne ho contati 24) e noterete nel video una lampada rossa che indica la registrazione in corso e un telefono bianco sotto con cui la cantante o il direttore dialogano con i tecnici del suono che sono in una sala a parte e da cui seguono la scena con una telecamera panoramica montata alle spalle dell'orchestra.

Un corso davvero speciale

VboDemetrio, il Presidente di DOC la più grande cooperativa di musicisti d'Italia,  mi ha procurato un'occasione davvero unica: da domani assisto alle sessioni di registrazione di un'orchestra che incide per Deutsche Grammophon e che ha scelto come sede per farlo il salone del Centro Culturale di Dobbiaco.

Già domani pomeriggio assisterò a tutta la messa a punto dei microfoni e delle apparecchiature da parte dei tecnici di Deutsche Grammophon e solo questo mi sembra un corso di apprendimento assolutamente speciale.

Ieri e oggi ho ascoltato alcune registrazioni della Venice Baroque Orchestra per "entrare in clima" e da giovedì ascolterò l'intera sessione fino a domenica.

Ho anche proposto di fare fotografie e riprendere alcune scene per ricompensare dell'opportunità e anche questo sarà divertente.

Due modi di suonare

Meraviglia questo docente di basso elettrico del Berklee College of Music (una cattedrale dell’educazione musicale) di Boston che insegna l’uso delle scale pentatoniche utilizzando un brano di King Curtis come esempio. Da guardare con attenzione la sua mano sinistra che scorre sul manico apparentemente senza fare sforzi ma solo sfiorando le corde.

Dopo aver visto questo filmato sono andato a cercare il brano di King Curtis e, magia di youTube eccolo. Notate le dita del bassista che articolano le note con un “lavoro” decisamente superiore, e quindi con maggiore fatica di quanto ha fatto vedere il docente di Boston.

Rallentare la musica 2

Ha ragione Milena, si può rallentare la musica senza variare la tonalità anche con Audacity e la ringrazio per la segnalazione.

Io provavo con la funzione "Cambia velocità" (menu effetti) e invece bisogna usare "Cambia tempo": perfetto perchè Audacity è gratuito e c'è su Mac e PC.

La sola avvertenza da tenere presente è che una volta cambiato il file non è possibie tornare alla versione originale (lo sanno i matematici e i commercianti che 100-30% = 70 ma 70+30% non fa 100) per cui è bene tenere inalterato il file master di partenza e ricaricarlo ogni volta che si vuole rallentare o velocizzare.

E' utile, anzichè rallentare un'intera canzone (cosa succederà alla voce? mah, ci proverò)  o un'esecuzione strumentale, sezionarla in tanti pezzi più brevi, magari quelli con i passaggi difficili che si stanno studiando e rallentare i singoli spezzoni.

Vale la pena di ricordare che se prima di schiacciare il tasto Play si tiene premuta la maiuscola, si attiva la funzione Loop che ripete il brano in continuazione e quindi se, come appena detto lavorate a spezzoni, potete fare per bene l'esercizio ripetendo più volte i passaggi critici fino a che non vengono come si deve.

Incompatibilità audio di Snow Leopard

Le interfacce audio professionali e semiprofessionali non funzionano con Snow Leopard e a quanto ho letto dal forum apple in proposito, i vari produttori devono aggiornare i drivers dei loro apparati che supportino la nuova modalità a 64 bit.

Per un momento mi aveva preso lo sconforto perchè contavo proprio di dedicare del tempo allo studio delle interfacce audio e l'intoppo mi avrebbe impedito di proseguire, per "fortuna" proprio dal forum Apple ho scoperto che LogicPro e MainStage sono applicativi ancora in versione 32 bit per cui vedono correttamente le interfacce e in effetti, almeno per l'input del pick-up del violoncello, ho risolto il problema.

Interessante una frase di uno degli utenti che risponde a un tecnico Apple che dice che il problema non è loro ma sono le terze parti che devono sviluppare i software necessari "Apple knows we all use them" riferendosi alle interfacce audio e quindi sa bene che il problema cade addosso agli utenti e, in fondo, torna alla Apple stessa.

Come dire: i problemi dei tuoi clienti sono SEMPRE tuoi problemi,