Perchè un’orchestra

Un altro video di José Antonio Abreu che illustra la sua visione sul ruolo dell'orchestra come una comunità che ha la caratteristica esclusiva di costruire il consenso.

Da vedere (non si riesce a fare embed) ma il video è qui sotto il menu The Communicator.

Perchè la musica

Oggi ho suonato con l’orchestra dei ragazzi della scuola e poi con gli adulti per preparare il concerto del 28 prossimo. E’ sempre una gioia immensae mentre girovago in rete per diluire l’adrenalina che la musica sempre mi regala e per calmare la collera per le notizie che leggo del degrado della politica.

Sono incappato in questo video di TED che premia José Antonio Abreu, un visionario venezuelano che ha dato vita a un sistema che vede nella musica il percorso per lo sviluppo di un nuovo mondo.

El Sistema conta oggi 350.000 ragazzi che studiano musica, 150 orchestre giovanili e 70 orchestre di bambini, un progetto straordinario che ha una grande visione alla base e che Abreu ricevendo il premio enuncia in questo fantastico discorso.

Non è vero che Windows è inutilizzabile

Si possono fare anche cose utili con oggeti che non vanno bene per il loro scopo primario: fare tamburi con bidoni della vernice, flauti con bottiglie vuote, chitarre con ruote di bicicletta storte.

Anche windows si può riutilizzare e quello che sorprende di questo video è il numero di visualizzazioni (ho ricontrollato tre volte) 5 milioni e ottocentomila!

Uno dei miei musicisti preferiti

TittiTitti Castrini è un Musicista e un Artista (le maiuscole sono volute) come pochi qui attorno. Adesso è uscito il suo nuovo CD (Si può comperare su iTunes) e grazie a Cristina scopro questo video e questo brano che mi dice che siamo vicini al fatidico momento in cui tre anni fa mi ero dato come obiettivo di suonare un giorno con lui: quelle poche note di violoncello sono alla mia portata e sono un tocco che esalta la poesia della voce di Titti.

Nell'attesa mi gusto il video e lo condivido volentieri.

Ascoltando il XX secolo

Ho finito stamattina il ponderoso libro di Alex Ross sulla musica del '900 e l'ho trovato davvero pieno di spunti di riflessione: il primo è che dovrò aggiornare la mia discografia e provare a rileggere i vari capitoli ascoltando la musica di cui Ross parla. Già lo spezzone di Bernstein che parla del Tristano di Wagner mi ha aperto un mondo.

Negli ultimi giorni poi non ho mai smesso di ascoltare il disco che Carlo Boccadoro mi ha regalato con le sue composizioni eseguite da vari esecutori contemporanei e anche questo mi ha aperto le orecchie come raccomanda il mio mitico cugino Mimmo nel suo commento al post su Bernstein.

Il risultato netto è che stamattina ho una gran voglia di suonare o di ascoltare musica ma mi sforzo di appuntarmi le domande e le riflessioni più forti prima che mi scappino, poi chiederò aiuto a Carlo magari in cambio provo a dargli qualche suggerimento sulla rete o le tecnologie web.

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Le ore volano

Schermata 2009-11-09 a 20.47.40Oggi mi son messo a esplorare le funzioni di AudioMulch un software australiano di cui tempo fa mi aveva parlato Luca Formentini.

Mi sto facendo una cultura (si fa per dire) di software di manipolazione audio, looper, processori di effetti e via dicendo, fatto sta che oggi se n'è andato tutto i pomeriggio, tra video di tutorial e ricerca di plugin in rete.

Quello che è strepitoso di AudioMulch è che per ogni strumento, o effetto o canale in input è possibile stabilire il "percorso" da far eseguire al suono posizionando dei "cavi virtuali" da un modulo all'altro.

Il trial è di ben 60 giorni per permettere di provarlo prima di decidersi a spendere i 189 dollari per comperarlo.

Rostropovich suona le suite di Bach per celebrare la caduta del muro

Quando ricevette la notizia che il muro di Berlino stava cadendo, Rostropovich corse a Berlino con il suo prezioso violoncello e suonò le suites di Bach (pare solo quelle in maggiore perchè più gioiose) per celebrare l’evento.

C’è uno spezzone di video in cui suona il finale del bourrée della terza. Buon anniversario.

Bernstein e la musica moderna

Magico YouTube! Saltando da un video all’altro ho trovato le cinque lezioni che Bernstein tiene in TV nel 1957 per spiegare cosa sia la “musica moderna”, cosa sia la musica atonale e cosa sia l’evoluzione di quella tonale. Un gioiello di chiarezza con un sacco di esempi.

Bernstein on jazz

Ho ritrovato su YouTube i video con le lezioni di Leonard Bernstein sul jazz, un piccolo capolavoro di semplicità e di chiarezza.

Il fascino delle scale

Le scale musicali hanno un fascino misterioso, almeno per me.

Hanno una simmetria che le rende "ragionevoli" se non proprio "razionali" ma alcune di esse sono talmente multiformi che cambiano a seconda della nota da cui si comincia. Tutto comincia dal filmato di Bobby Mc Ferrin sulle scale pentatoniche (o pentafoniche ma i due termini sono equivalenti stando a wikipedia e io preferisco il primo).

Mc Ferrin dimostra che sono sequenze di note che in fondo "ci aspettiamo", ci sembra naturale che dopo quella certa nota venga quell'altra e solo quella, come se avessimo dentro di noi un marker per l'armonia.

Mi leggo per bene la pagina di Wikipedia sulle scale, forse non precisa come un trattato di armonia, ma la sintesi è quello che sto cercando e trovo le stranezze delle scale come proprietà di materiali che si attraggono e si respingono o come la luce che cambia a secondo di come la osservi.

Una scala pentatonica  maggiore (una scala "normale" a cui si toglie la quarta e la settima nota) se la esegui a partire dalla sesta nota è una scala pentatonica minore: mi affascina

Scala "normale": do re mi fa sol la si – scala pentatonica : do re mi sol la (ho tolto il fa, quarta nota, e il si, settima nota) ora la posso suonare partendo da ogni nota: re mi sol la do oppure mi sol la do re o sol la do re mi. Se la suono a partire dal la, la sesta nota della scala di do, ecco che la scala pentatonica diventa minore e non solo come definizione, il suono è quello "più triste" di un accordo minore.

Tutto ciò è misteriosamente magico e vorrei estrarne una metafora che ancora non so quale sia.

Leggo poi che alla scala minore basta aggiungere una nota (che prenderà il nome di "blue note") tra la terza e la quarta nota ed ecco che la scala minore pentatonica diventa una scala blues, e quella sola notina cambia l'altmosfera ed eccoci in un night club con un pianista che suona una melodia tutta speciale.

E se fossimo noi a cambiare, come se le note fossero un telecomando che cambia i nostri canali di ascolto? Di certo i suoni ci modificano: gli "ooommmm", i "nam myo o renge kyo", o semplicemente il perenne oscillare dei nostri atomi fanno vibrare lo spazio subatomico e noi entriamo in risonanza con particolari vibrazioni delle note.

Mi appunto queste note non per dire qualcosa in particolare ma per fissare delle riflessioni mentre le note e le sequenze di note mi passano tra le dita e nelle orecchie . Ho come l'impressione che le note abbiano la risposta e io non ho ancora nemmeno la domanda.