Il 12 a Padenghe

09LocandinaPadengheProprio mentre con Alberto e Milena decidevamo i brani da eseguire in trio il prossimo 12 dicembre a Padenghe, mi è arrivata via mail la locandina dell'evento.

Intanto segnatevi la data, è un sabato pomeriggio e dopo la nostra esecuzione (abbiamo scelto alcune cose divertenti, fose ancora sotto l'effetto del concerto divertente di ieri sera) ci sarà un brindisi e pasticcini come aperitivo.

Il concerto inizierà alle 18.00 dopo che alle 17.30 l'asienello di Santa Lucia avrà raccolto dai bambini le letterine con le richieste dei doni: quasi quasi le scrivo di portarci ancora altre belle occasioni come questa per raccogliere fondi per la Scuola, divertendoci e, speriamo, facendo divertire chi ci ascolta.

Magnifico concerto

Boccadoro1Un concerto? Uno spettacolo? Una recita? Un happening? Quello di ieri sera era tutto questo in una volta solo, un concerto di musica contemporanea presentato ed eseguito da Carlo Boccadoro con altri due maestri e compositori che facevano da suoi assistenti.

Musica inusuale certamente ma è anche inusuale un rapporto così diretto e aperto con il pubblico in cui il musicista spiega, racconta, ironizza (nella foto Carlo illustra al pubblico la partitura di Water Music di John Cage) ed esegue con eguale bravura pezzi da virtuoso con brani provocatori come le Trois Bagatelles di Ligeti (praticamente tre note e tutto silenzio).

Molto divertente la parte di coinvolgimento del pubblico con il maestro Mancuso che distribuisce carte da gioco con lettere da una parte e suoni dall'altra e anche la composizione di un minuetto di Mozart con l'ausilio di una tabella che consente di associare battute musicali in qualsiasi ordine (il caso è assicurato dal fatto che è il pubblico a sceglierle tirando a caso una coppia di dadi).

Particolarmente bello il brano di Mauro Montalbetti e il gran finale con le "Variazioni Goldrake" dello stesso Boccadoro.

Come dice il mitico cugino Mimmo, nella sua recensione del concerto, "La musica contemporanea dovrebbe quindi uscire da certe torri d’avorio
in cui si chiude per aprirsi e rendersi comunque interessante ed
ascoltabile senza pretendere nell’ascoltatore una competenza musicale
specifica.
" ed è quello che Carlo Boccadoro rendeva possibile con il suo ruolo in scena, apriva la musica al pubblico tramite sè stesso, come esecutore e come mediatore di conoscenza.

Sia io che Milena abbiamo acquistato ancora dischi di musica contemporanea per allargare l'orizzonte d'ascolto e devo dire che qualcosa si fa breccia nelle mie orecchie. Soprattutto un ascolto diverso, che non cerca solo la piacevolezza nella musica, non solo la classica "bellezza" dell'armonia ma, in alcuni casi un obbligo di abbandonare qualsiasi approccio "ragionevole" dell'ascolto per lasciarsi andare a un ascolto non giudicante.

Ho ancora moltissimo da scoprire e questo rende il tutto estremamente divertente e poi in febbraio Boccadoro verrà a Desenzano a tenere una "lezione" sulla musica contemporanea e sarà un'occasione davvero speciale.

Giochi Senza Frontiere

Domani sera a Milano alle 21 al Teatro i, Carlo Boccadoro presenta "Giochi Senza Frontiere" un concerto performance di musica contemporanea.

Il teatro è minuscolo e anche questo creerà l'atmosfera ideale per "entrare" in questo mondo per molti, certamente per me, ancora misterioso della musica contemporanea.

I biglietti costano solo 10 euro e se trovate ancora posto vi raccomando vivamente la serata, con Carlo non si sbaglia, basta leggere la presentazione della serata per far crescere la curiosità.

Concerto al Centro Sociale

Concerto Oggi (vista l'ora) alle  16 suoniamo al Centro Sociale ed è sempre una festa anche se abbiamo dovuto anticipare il concerto di Natale a un improbabile 28 novembre, ma quest'anno c'è qualcosa in più: suoneremo assieme, prima l'orchestra giovanile, poi quella dei genitori con l'aggiunta delle "Stonate".

Dalle ultime prove si vede chiaramente che ci stiamo divertendo a suonare e questa allegria arriva dall'altro lato del palco.

Bach centrato

Direi che stasera è andato tutto per il meglio. All'inizio ero molto teso per il mancato arrivo degli addetti che dovevano aprirci la sala per sistemare le luci (per fortuna il custode del Comune mi ha fatto entrare da una porta laterale), e abbiamo fatto tutto a tempo di record.

Appena sciolta la tensione che sempre provo all'inizio, il discorso è filato via e, a giudicare dai commenti del dopo, mi pare anche che il messaggio sia arrivato.

Daniela è stata bravissima e il clima che si era creato, le luci che Giulio aveva preparato, le immagini sullo sfonfo… le suite sono volate e c'era un suono molto bello.

Chi c'era ha voglia di commentare?

Mi farebbe piacere per capire cosa "arriva" dall'altra parte del palco e soprattutto, cosa arriva dal suono della Suite a chi l'ascolta per la prima volta.

Bach e la complessità della tecnologia

09SerataBachVenerdì sera presento per la prima volta "in esterno" (le due anteprime al Cefriel e al Politecnico avevano un pubblico molto tecnologico) la mia lezione sulla complessità della tecnologia e le suite di Bach per violoncello.

Spero che tutti gli amici che mi hanno detto che ci saranno ci siano poi davvero perchè il loro parere mi sarà molto utile e dato che sono molto affezionato a questa conferenza sarei felice di avere in sala le persone che più mi stanno a cuore.

Ho lavorato a queste riflessioni per più di un anno e ho rifatto la struttura dell'audiovisivo sei volte grazie ai suggerimenti degli amici che mi hanno aiutato a rendere più comprensibile il filo del ragionamento.

Rispetto a quella sul talento con i Beatles, questa è più raffinata e profonda e molto più equilibrata, secondo me, tra tema che affronto e metafora utilizzata e poi avere l'esecuzione dal vivo di una suite alla fine dovrebbe essere molto suggestivo.

Ieri con Giulio abbiamo preparato lo schema delle luci per esaltare l'esecuzione della suite da parte della mia maestra Daniela e nel contempo aiutare all'ascolto.

Domani nuova rilettura e ultime limature e poi venerdì ci vorrà tutta la mattina per l'allestimento, e buona parte del pomeriggio per le luci e la verifica del suono.

Non intendo parlare dei contenuti perchè non voglio togliere a chi ci sarà il gusto di ascoltarli in diretta ma sono curioso di vedere se l'ascolto della Suite, come lo abbiamo pensato con Daniela e con Giulio, risulterà efficace.

Daniela eseguirà la Suite numero 1 e presenteremo di volta in volta i sei movimenti come sei portate di una cena elegante, senza fronzoli o enfasi ma con il solo intento di aiutare l'ascolto di chi non le conosce e le gusterà per la prima volta.

L'acustica dell'Auditorio è buona, è la disposizione del palco che ci crea qualche problema per l'illuminazione che vorremmo molto delicata senza diventare soporifera e per questo ci siamo presi due ore di tempo prima della presentazione per fare diversi test (Giulio è più "maniaco" di me a volte).

Se tutto andrà come spero la dichiarerò "definitiva" e mi metterò a pensare alla conferenza 2011.

Home music

SogniInCorsoA me non piace molto la "House Music", noiosa e ripetitiva e in fondo arida e priva di calore umano.

Riguardo le foto scattate ieri mentre proviamo i brani dopo aver mangiato e riso assieme e l'atmosfera è esattamente all'opposto: Home music?

Nuova scheda audio

E' da un bel po' che "traffico" per capire come interfacciare in modo efficace i vari programmi di elaborazione del suono con una scheda audio adeguata a quello che voglio fare e oggi dopo un intenso "Full Immersion" (è da ieri sera che faccio test e prove) sono finalmente arrivato al risulato atteso.

Prima ho fatto pratica con una scheda audio ad alte prestazioni (RME Fireface 800) che mi ha prestato Luca Formnetini e grazie alla quale ho capito per bene come collegare i vari pezzi e come scegliere quella che fa al caso mio.

Saffire Ho solo un ultimo problema con la scheda audio che ho scelto ( Focusrite Saffire2610) perchè il modello che ho testato è ormai fuori produzione e temo di avere in futuro problemi con l'aggiornamento dei drivers ma domani faccio cambio con la versione aggiornata dell'identico prodotto e dovrei essere a posto. Dico dovrei perchè la tecnologia è sempre imprevedibile.

Polenta e musica

Mentre Marina e le cugine pranzano con il baccalà , io sono a Monzambano con i miei amici musicisti e, nell'attesa di suonare, Vito lascia il manico della chitarra e si occupa del mestolo e del paiolo.
Fare musica così è senza prezzo.

image from http://gigiitaly.typepad.com/.a/6a00d83452001e69e2012875c534f9970c-pi

Inviato da iPhone

Colosseum

Ascolto Marina che saltabecca su YouTube alla ricerca di filmati di uno dei gruppi rock da noi più amati: i Colosseum, un vero monumento nella storia del rock. Non ho resistito e anche io mi sono messo a cercare usando i nomi dei vari componenti come chiave di ricerca.

Nati nel 1968 dal leader, il batterista Jon Hiseman una vera macchina del ritmo,avevano nel saxofonista Dick Heckstall-Smith un suono unico (con i due sax in simultanea), nel chitarrista Clem Clempson un grande solista (da ascoltare la sua Gibson Les Paul alla fine della Valentyne Suite) e soprattutto negli ultimi anni ingaggiarono Chris Farlowe una delle voci più grintose di tutto il rock britannico, basta ascoltare questa Stormy Monday.

Il loro album sublime è il doppio album dal vivo ( qui un bel filmato con Rope Ladder to The Moon dove Chris Farlowe si nota eccome e un delizioso duo tra tastiera e batteria) ma uno dei capolavori resta in assoluto, musicalmente parlando, Valentyne Suite che avrò ascoltato migliaia di volte ed ecco qui il filmato con una esecuzione dal vivo che fa capire quanto fossero bravi.

Provate a notare all'inizio la piccola rullata cupa che fa il batterista: dato che le mani le ha impegnate… la fa con i piedi! E poi la perfetta sincronia dei momenti in cui suonano lo stacco e il cambio di tempo a metà brano quando l'organista annuncia la seconda parte della suite e poi Jon Hiseman fa fuochi d'artificio alla fine. (peccato il filmato sia tagliato proprio in quel punto e bisogna passare al secondo spezzone). Noterete anche quante volte cambiano tema, struttura e ritmo fino al gran finale (che il bassista "chiama" al minuto 9.02 mentre l'assolo di chitarra è al massimo).

Valentyne Suite, suonata sul vostro stereo al massimo volume (anche con le cuffie, ma non è proprio la stessa cosa) è un sicuro antidepressivo per qualsiasi giornata andata storta.

Qui il primo filmato e qui il secondo.

Se poi volete proprio studiare come si deve, potete fare il confronto con lo stesso brano eseguito nel 1969 al festival del jazz di Montreaux purtroppo malamente tagliata nel finale. (nella seconda parte "citano" addirittura Whiter Shade of Pale dei Procol Harum, Bach, un istante di Satisfaction)

Qui il primo filmato e qui il secondo.