Valery Gergiev

Gergiev Filippo mi ha parlato di questo grande direttore d’orchestra russo, Valery Gergiev
direttore artistico del Teatro Mariinsky di San Pietroburgo che lui ha incontrato qualche tempo fa per lavoro.

Me ne ha perlato per segnalarmi la sua capacità magnetica di far muovere l’orchestra, di farla suonare come uno strumento reale e di riuscire a trovare nelle persone la motivazione a cercare e raggiungere l’eccellenza. Ho trovato un video di CNN che ne traccia un profilo e in cui i suoi orchestrali ne parlano con ammirazione e lui dice che “si dirige con gli occhi”. E racconta anche del suo impegno per la pace con il concerto che ha tenuto in Ossezia dopo i bombardamenti della Georgia.

La cosa mi ha incuriosito e molto e ho trovato un paio di video su YouTube (che grande banca della conoscenza!) che mi sembrano interessanti, nel primo spiega il suo punto di vista su Mahler e poi c’è l’esecuzione della 6 sinfonia con la London Symphony e nell’altro dirige i Quadri a un’Esposizione con l’orchestra della NHK giapponese con una grinta che fa impallidire Emerson Lake and Palmer. Lui russo, anzi osseto parla con inglesi e giapponesi nella stessa loro lingua, quella della musica. C’è da pensare.

Qui Mahler e la LSO

Qui I Quadri a un’ Esposizione



E qui ancora con l’orchestra della Scala. Io questi suoni non li avevo mai sentiti nelle edizioni che ho su CD dei Quadri

Bravi bravi

Vbo3 Ascoltare la VBO dal vivo è stato proprio piacevole: l'affiatamento, il piacere con cui suonano, gli sguardi e le intese fra loro, li fanno sembrare una big band o un gruppo rock più che un'orchestra che esegue musica barocca.

Poi quando entra in scena Giuliano Carmignola sembra un chitarrista elettrico che esegue un assolo bruciante o Ian Anderson dei jethro Tull quando accompagnava con il corpo i grappoli di note che estraeva dal flauto.

La VBO è sensazionale nelle dinamiche che fa perfettamente percepire, nel sincronismo degli attacchi e delle pause e nei controtempi che ti fanno sembrare che si tratti di musica scritta ieri e non trecento anni fa.

Alla fine un bis travolgente proprio da rock band: il "presto" de l'Estate dalle Quattro Stagioni di Vivaldi, suonato ad una velocità e con un groove che ha scatenato l'applausone finale.

Bello poi ritrovare i musicisti al bar e vederli contenti della performance.

VBO e Carmignola domani sono a Genova al Teatro Carlo Felice.

Il taglio

Schermata 2010-01-08 a 19.02.30 Oggi sono stato al "taglio" delle tavole del violoncello da Filippo Fasser.

E' sempre piacevole chiacchierare con lui ma ancor di più oggi seguire fasi che hanno un che di misterioso e di antico.

Schermata 2010-01-08 a 19.04.19 La "forma"

Schermata 2010-01-08 a 18.57.05 Il tracciamento

Schermata 2010-01-08 a 18.59.37 Il taglio della tavola armonica

Schermata 2010-01-08 a 19.00.33 La tavola

Schermata 2010-01-08 a 19.01.20 Il riccio appena scavato

All’ascolto di Rossini

Rossini Questa sera Franco Masseroni presenta la musica di Rossini alle Serate d'Ascolto organizzate ogni mese dalla Scuola di Musica del Garda.

Conoscendo Franco, la sua grande competenza e passione sarà sicuramente una serata bella e interessante.

Alle 20.45 all'Auditorium Celesti a Desenzano.

Musica coelestis

Musica Continua il mio studio/viaggio alla scoperta della musica contemporanea e questo Musica Coelestis di Carlo Boccadoro è stat una lettura perfetta e quindi raccomandabile a tutti quelli che di musica contemporanea sanno nulla (come me) ma vorrebbero saperne (come me).

Come ha già fatto con i Racconti Musicali, Carlo non vuole spiegare o dare lezioni, lascia socraticamente che siano le storie, i racconti dei vari autori che lui intertvista, a costruire nel lettore lo scenario offerto dalla musica contemporanea.

Dai vari intervistati ci sono riflessioni e spunti da tenere e senza voler citare ma riportando sensazioni, ricavo un'impressione di grande dedizione nei vari musicisti, di onestà intellettuale, di esplorazione e l'idea che mi sto facendo sempre più forte è che la musica, a maggior ragione quella contemporanea, contenga il germe profondo dell'innovazione e possa esserne guida e ispirazione (illuminante l'intervista a John Adams).

In fondo tutti gli amici che come me si occupano di cambiamento, di rivoluzioni piccole o grandi, di innovazione tecnologica, non mi sembra abbiano la risposta alla domanda: "come cambiare senza perdere il senso dell'umano"?

Leggo tra le righe la sconfitta dell'avanguardia, come tutte le avanguardie che esauriscono la loro utile purchè breve missione, e lo spazio a un processo più lento e profondo che aiuti le persone a ritrovare le emozioni e le ragioni dell'ascolto.

Io credevo che la musica contemporanea fosse solo fatta di esperimenti cerebrali, tecnologici, matematici, razionali e, in fondo, fastidiosi come lo è spesso la tecnologia e il libro di Carlo mi sta facendo cambiare idea.

Certamente il CD allegato al libro, indispensabile perchè la lettura si collochi nel concreto, aiuta a capire e ad associare le parole degli autori al loro lavoro e anche se, come ammetteva ieri Carlo in una chiacchiera veloce via Skype, le scelte sono facili, quasi "orecchiabili" si potrebbe dire, è comunque un ascolto che ti obbliga a pensare.

 Certamente lettura e ascolto obbligano a superare i pregiudizi, quelli sulla musica contemporanea di certo, ma anche i pregiudizi in generale che ci rendono ciechi a quanto abbiamo da scoprire ogni giorno attorno a noi.

E' quello che mi viene da pensare ascoltando autori fino a ieri mattina sconosciuti come James  MacMillan o Aaron Kernis o Gavin Bryars scoprendo anche come i musicisti contemporanei siano intrisi di generi musicali i più differenti, dalla musica etnicva al jazz, al rock, di come i compositori "classici" utilizzino liberamente tutto lo strumentario elettronico facendo piazza pulita dello snobismo che ancora aleggia attorno alla musica "classica" come la si vuole intendere.

Ed ecco un'altra lezione: quante volte i difensori del purismo (ideologico, culturale, sociale che sia) in realtà nascondo dietro al rigore la loro reale paura del nuovo e difendendo la "storia" in realtà rinnegano la possibilità del nuovo e del cambiamento.

E' strano come, riguardando la mia discografia, trovi due vecchi CD di Philip Glass e di Michael Nyman che La Repubblica aveva pubblicato nella serie "Ambient" quasi fosse musica da sala d'attesa o da centro massaggi o mentre sto caricando altri CD su iTunes, viene classificata come "alternativa" o "pop" ma non CLASSICA.

Ed è ascoltando questi autori e leggendone la biografia che ci si rende conto che la loro musica quando è colonna sonora di film o di spettacoli o di jingle pubblicitari viene accolta senza pregiudizi mentre se dovessimo andare apposta a un concerto forse esiteremmo dubbiosi della nostra capacità di capire o di gustare.

Ed ecco un'altra lezione, presa a prestito da David Lang che per selezionare i brani di un festival nasconde i nomi degli autori per non farsi influenzare e per scegliere solo in base al fatto che un brano piaccia o meno. Quante volte in una galleria d'arte moderna ho guardato un quadro e sono rimasto perplesso ma dopo aver letto il nome dell'autore ovviamente famoso, sotto sotto la mia accettazione è cambiata quasi che dovessi essere obbligato a farmi piacere un'opera solo per la celebrità dell'autore.

Mi fermo perchè so davvero troppo poco di questo immenso mare di musica che ci circonda e di cui non si vedono i contorni ma il solo fatto che mi stimoli tante riflessioni mi pare già di per sé un segnale positivo.

Quello che mi spinge maggiormente è comunque la convinzione che la musica, tutta la musica, racconta il tempo perchè lo contiene e la musica contemporanea è la nostra musica, la musica del nostro tempo, quando non ci piace non ci piace probabilmente lo stridore del traffico, quando non ci piace non ci piace perchè racconta il chiacchiericcio della televisione o i falsi miti della velocità.

Ma ci siamo noi in quella musica e c'è il nostro futuro che qualche artista di talento sta cercando di tracciare e  con queste mappe per le orecchie possiamo intravedere un percorso possibile.

Specchio dei tempi

Schermata 2010-01-04 a 15.10.44 Guardavo su YouTube un bel filmato (e uno) di un concerto di Alicia Keys, in HD (e due) che Marina ha segnalato su Facebook (e tre) riprendendolo da una segnalazione (e quattro) di Carlo Massarini.

Quello che però mi ha colpito in modo speciale è la selva di telefonini che di fronte al palco filmano in diretta (e cinque) l'evento.

Come ricordava Alfonso citando Bob Dylan: The times they are a changing.

Invito alla classica

Schermata 2009-12-27 a 16.27.14 Domani esce in edicola il primo DVD della De Agostini che ripropone le grandi esecuzioni di musica classica: grandi direttori, grandi opere, grandi orchestre con Carlo Boccadoro che presenta da par suo le diverse esecuzioni.

Il primo DVD è dedicato a Beethoven (sinfonia 7,8 e 9) dirette da Von Karajan con i Berliner e dopo due settimane Mahler (sinfonia 4 e 5 dirette da Bernstein) e via così, una grande esecuzione ogni 15 giorni.

Mi diceva Carlo che è un fenomeno straordinario questo ritorno "in voga" della grande musica e i test fatti dalla De Agostini prima del lancio del prodotto hanno dato risultati sorprendenti sul gradimento del pubblico potenziale.

Chissà che a forza di DVD, iPod, serate di Rai3, non ci sia un'inversione di tendenza che fa soffrire le orchestre e languire i teatri, per non parlare della pochezza dei sostegni alle scuole di musica da parte delle amministrazioni comunali.

Intanto proporrò a qualche genitore di sponsorizzare l'acquisto di quest'opera per farne dono alla Scuola di Musica: costa meno di un caffé al giorno e credo sarà altrettanto stimolante.

Colletta canora

IMG_0573 Come ogni anno nel periodo natalizio, alcuni cantanti del coro di Sesto girano nelle case per raccogliere fondi.

Offrono un canto in cambio di un'offerta per autofinanziarsi e la trovo un'idea semplice e piena di significati: ti regalo una canzone in cambio di una banconota che ci permetterà di continuare a cantare.

Mi diceva Kurt, uno dei cantori, che è una lunga tradizione che dura da più di cento anni.

Posto pieno di buone idee questo.

Appunti di digitalizzazione musicale

Stimolato da un messaggio di Riccardo ai memnri di Equiliber, ho passato le ultime due ore a ristudiarmi il tema della digitalizzazione della musica e in particolare sono ripartito dal sito della Linn Industries di cui avevo scoperto l'esistenza alla fiera della liuteria a Cremona nel 2006 e poi l'anno dopo dove annunciavano sistemi specifici per la musica digitalizzata.

L'idea che mi sono fatto e che mi appunto qui sul blog è che:

1) d'ora in poi è bene codificare i CD in FLAC anche se la dimensione dei files è molto più grande dato che il costo dello spazio disco è drammaticamente sceso (siamo a 70 euro per un disco da 1Terabyte)

2) che mi toccherà prima o poi ricodificare tutta la mia discoteca ed è stato un lavoraccio ma non vedo alternative.

3) che dal FLAC ai formati Apple Lossless c'è un ricco software gratuito che vale la pena di usare e che fa bene il mestiere.

4) che il vincolo all'uso dell'mp3 era legato al fatto che i lettori di CD erano in grado anche di leggere files mp3 ma la cosa è durata poco e ora la strada migliore è quella di collegare direttamente gli iPod all'autoradio, come faccio.

5) in casa la soluzione ideale è quella di un server audio con un bel pacco di dischi NAS e in effetti ho già un sistema da 2Tb da qualche mese, tanto per gradire

6) che vedremo abbastanza rapidamente un percorso che porterà alla "morte" del CD come dicono alla Linn che pure ha prodotto lettori CD di qualità fino a poco tempo fa

7) che la qualità percepita nell'ascolto dipende dall'insieme degli elementi (casse, cavi, preamp, amp, encoder, formato, registrazione originale, stanza, orecchie, emozione di chi ascolta) e sto provando tre o quattro formati a confronto e non è facile coglierne la differenza in un normale impianto domestico.

8) che è significativo il fatto che una casa discografica come Linn, metta a disposizione non solo files in mp3 ma files che derivano direttamente dai master di registrazione, offrendo un prodotto qualitativamente superiore a quello di iTunes, e che Deutsche Grammophon faccia lo stesso offrendo direttamente il download dei suoi album in concorrenza con iTunes che offre lo stesso prodotto ma al 50% più caro (vedi il caso dell'ultimo CD di Carmignola scaricabile anche in FLAC).

9) forse è ora che cominci a ripensare al mio impianto domestico? Se sarà sarà sicuramente a valvole come mi insegna Enrico "valvola" Ingenito ma forse è meglio partire dalle casse?

10) c'è un grande cambiamento in atto e riguarda la musica, la televisione, l'immagine fotografica e in movimento, la fruizione delle opere d'arte il tutto come conseguenza della digitalizzazione e della rete. Io lo trovo affascinante e raccomando a me stesso e agli amici di non limitarsi a seguire le discussioni ma di tuffarsi a fare per capire.