Aufersteh’n

BernyM2 Ho finito di trascrivere il primo CD con la lezione di Zander sulle sinfonie e con la lentezza imposta dal tradurre e dallo scrivere ho assorbito quanto meglio potevo i concetti e i dettagli.

Ho anche guardato un DVD di Bernstein con una specie di lezione sul rapporto tra Mahler e la cultura ebraica ed è altrettanto pieno di spunti e riflessioni che ho per ora messo in un angolo del cervello in attesa di riutilizzarlo, ad esempio il fatto che alla fine del suo tormento tra ebraismo e cristianesimo, nel Lied von der Erde, la sua musica si semplifica, diventa quasi zen ed esalta la semplice bellezza delle cose e la serena accettazione della morte quasi fosse diventato buddista.

Mi ha molto colpito l'immagine di Bernstein che dirige il finale della seconda sinfonia in cui il coro canta "Aufersteh’n", "risorgere", e lui canta trionfante lo stesso brano con gli occhi che gli sorridono per la gioia che questa musica induce e sono certo che utilizzerò questo spezzone per mostrare la potenza della musica e la straordinaria capacità di Bernstein di trasmettere quello che c'è oltre le note.

Serata da non perdere: oboe e jazz

SERATE_D'ASCOLTO_-_JAZZ Questa sera alla Scuola di musica inauguriamo l'utilizzo della sala prove con una serata dedicata all'utilizzo dell'oboe nel jazz.

Dato che da noi insegna Adriano Mondini, l'oboista jazz più noto d'Italia, sarà una occasione ghiotta per scoprire la versatilità dello strumento solitamente immaginato solo in contesti classici.

E poi Adriano è vulcanicamente spiritoso e quindi sarà certamente piacevole.

Maestri

Foto2m Due degli insegnanti della Scuola di Musica hanno suonato ad un evento organizzato dal Comune di Padenghe per la consegna delle borse di studio agli studenti.

Andrea Ponzoni che insegna tastiere e informatica musicale e Matteo Mantovani che insegna chitarra elettrica, hanno offerto due diversi programmi, il primo assieme a Max Tozzi ha presentato un programma di rock elettronico mentre Matteo con i Big Block ha svolto "il tema" del rock classico con virtuosismi e suoni davvero sorprendenti.

Bravissimi entrambi e dato che stamattina ho anche ricevuto una lettera di complimenti dal Comune, mi pare giusto complimentarmi pubblicamente con loro.

Gaber torna in scena

Lo spettacolo è di quelli che lasciano il segno. Ricordo perfettamente quando uscivo dai recital di Gaber, scosso dalle sue riflessioni, non sempre d'accordo sull'amarezza di fondo di certi passaggi, entusiasta delle idee musicali.

A fine spettacolo stasera (chi può non si perda l'ultima replica domani) applausi a non finire e anche un bis a segnare un racconto emozionante che Bisio tiene senza paura del confronto.

Guardavo Carlo suonare in questo ruolo insolito di "accompagnatore da cinema muto", in cui il commento sonoro segue ed esalta il racconto e ne apprezzavo le sfumature e lo vedevo leggere e mi stupivo della sua capacità di interpretare, di dare tocchi e sfumature pur leggendo.

A cena mi ha detto "ma io mica leggo, improvviso per tutto lo spettacolo, sul leggio ho il testo del racconto e il resto me lo invento su un canovaccio. Sai che noia se dovessi fare sempre la stessa cosa…" Avevo davanti un bel piatto di ravili di zucca con fonduta di taleggio sennò mi sarebbe caduta la mandibola perchè a questo punto l'ìinterpretazione musicale è ancora più da apprezzare.

Splendida serata.

P.S. Sottile piacere: entriamo al ristorante per mangiare un boccone dopo la recita e qui e là colgo i bisbiglii dei clienti mentre attraversiamo la sala per andare al nostro tavolo "… quello è il maestro Boccadoro…" già, proprio lui, mi veniva da dire e adesso mi faccio una scorpacciata di pasta e del suo sapere musicale.

Non ne capisco ma…

Nathan Stamattina è arrivato il corriere con il pacchetto di Amazon France con alcuni CD che avevo ordinato (non sempre online costano meno) e in particolare volevo capire perchè le partite di Bach per violino solo sono considerate una delle opere capolavoro dell'intera storia della musica.

Il violino non sempre mi piace, ma ascoltando Uto Ughi a Salò qualche anno fa rimasi folgorato dalla vastità di quel suono e ancora qualche sera fa ascoltando Dora Schwarzenberg suonare la sarabanda della Partita n.2, ho provato una grande emozione.

La mia curiosità non resiste a simili tentazioni: è come se ascoltando un rumore che viene da una stanza buia non resistessi alla tentazione di andare a vedere chi o cosa c'è e se anche la luce non si accende, procedo a tentoni per capire, per trovare, per assecondare il mio istinto.

Seguendo il consiglio di Carlo ho preso questa edizione capolavoro di Nathan Milstein ed ecco che il suono si dispiega come il genio dalla lampada di Aladino: fuori fa freddo, in cucina le sorelle stanno preparando ravioli di zucca, Dalila stira, la stufa è accesa e c'è profumo di caffé appena fatto.

La musica sale e mi fa immediatamente scomparire la voglia di leggere i dettagli della cronaca di ieri, conclamazione della barbarie, e come l'incenso crea trascendenza sulla puzza del marciume, così la musica ti entra nel cuore ed espelle rancore e sconforto spostando la mia attenzione su un altro piano.

Duecentonovantanni sono passati e, come nelle le suite per violoncello, l'araba fenice della maestosità della bellezza rinasce e rende ancora più meschina la vista di chi gioisce di aver comperato la miseria altrui per un altro giorno di potere.

Io non ne capisco tanto di musica per violino ma quest'opera mi pare una di quelle che tutti dovrebbero tenere a portata di mano per liberare la mente dal dispiacere, per pensare grande qualdo la meschinità sembra avere il sopravvento, per avere una esatta percezione della possibilità che abbiamo di cambiare il nostro mondo e quello degli altri, facendo cose grandi come la musica o piccole come un tortello di zucca o un buon caffé.

Dolcezza

Che magnifica chiacchierata con mia nipote Irene, speranze, gioia, tanto affetto anche a distanza.

Mi ha chiamato mentre ascoltavo l'Adagietto della V Sinfonia, un gesto d'amore in musica, forse il più famoso: un caso? Esiste il caso? Chissà…

Intanto glielo dedico, è quanto mai appropriato, e ogni volta che vorrà sentirmi vicino, come una coccola potrà riascoltarlo e ci sarò. Dovunque.

E musica sia!

A conclusione di MiTiCi oggi c'era il mio intervento su Bach e la complessità (quasi una toiurnée con i Beatles ieri e la replica di Bach da Damiano) seguito da un'esecuzione della prima suite fatta da Maria Calvo una giovanissima studentessa della Scuola Civica di Musica di Milano.

E' andato tutto come meglio non potevo sperare: invece della solita sala da conferenze eravamo in uno dei teatri interrni della Scuola di teatro e fare il mio racconto dal palcoscenico con la giusta atmosfera è tutt'un'altra cosa, per me che "recito" e per chi ascolta.

E poi concludere il convegno sulla creatività con un atto musicale creativo mi è sembrato una sorta di ciliegina sulla torta.

Ma la cosa che più mi rallegra è che tra ieri e oggi tante persone abbiano ascoltato, la maggior parte per la prima volta, una suite eseguita dal vivo, io sono sicuro che la cosa non ha lasciato indifferenti i presenti, che le vibrazioni li hanno scossi e che la grandezza di quella musica gli resterà nelle orecchie e nell'anima.

Anche fosse uno solo che dopo il mio racconto si andrà a comperare una copia delle Suites e inizierà ad ascoltarle, credo di avere fatto il mio dovere rendendo omaggio e servigio alle Suites per il dono che mi fanno ogni volta che le ascolto.

Bravissimo Paolo

Paolobonomini Ieri sera ho fatto la mia presentazione su Bach e la complessità della tecnologia agli amici di Magneticmedia e Paolo Bonomini, un giovanissimo violoncellista che ho conosciuto da Fasser, ha eseguito alla fine la Suite n.1

Già mi aveva stupito scoprire che ha solo 21 anni e ho scoperto che dopo aver fatto 5 anni con Brunello sta ora studiando a Berna con Antonio Meneses (una leggenda).

Mi ha colpito la qualità del suo suono, la sicurezza con cui ha fatto tutto, la delicatezza della Sarabanda e la ricchezza di sfumature in tutte le 6 danze.

Anche nelle chiacchiere in macchina al rientro, mi faceva piacere sentire una sicurezza di prospettiva, una dedizione sostenuta dalla passione davvero poco comune a quell'età.

Sono sicuro che sentiremo ancora parlare di lui.