Foto ricordo

Schermata 2011-04-04 a 09.23.05 Immagino che ci saranno molte immagine scattate dai genitori e dagli amici che erano ieri al concerto ma già questa mi piace.

Una giornata in 35 secondi

Il concerto è stato bellissimo: essere in un teatro prestigioso, suonare con il pubblico che si ferma ad ascoltare, suonare con tanti musicisti è davvero una sensazione appagante.

Mentre suonavo, con quel DO ipnotico e continuo che dava il tempo a tutti noi, riuscivo comunque ad ascoltare il suono attorno, le diverse “celle” che ciascun musicista suonava di fianco a me.

Quando poi dalle postazioni sparse nel teatro siamo man mano saliti sul palco è stato un botto di suono per noi e uno spettacolo per gli occhi vedere i palchi e la gente.

A parte gli applausi, mi ha fatto piacere vedere Carlo e gli altri di Sentieri Selvaggi molto contenti della prestazione e li ho sentiti anche commentare fra loro che questa è stata la migliore versione di “In C” degli ultimi tempi.

Sono proprio orgoglioso di esserci stato e per darvi un assaggio di cos’è stato il concerto di oggi, ho fatto un veloce montaggio delle immagini raccolte al volo con la FlipCamera: una giornata condensata in 35 secondi.

 

Tutt’altro che “selvaggi”

In questi due giorni, lavorando con i musicisti di Sentieri Selvaggi per la preparazione e l'esecuzione di Brescia Suona in Do, ho apprezzato le loro grandi qualità di cordialità e di affabilità oltre che quelle straordinarie musicali che avevo già avuto modo di apprezzare ascoltandoli a Milano nei loro concerti.

Un sorriso, una battuta per metterci a nostro agio, Filippo Del Corno rassicurante e stimolante dirigendo la prova e tutti, pur essendo musicisti di gran classe, ci trattavano da "colleghi" e ci hanno fatto sentire protagonisti di un bell'evento di musica. 

Anche guardandoli nei convenevoli tra loro, notavo sempre grande amicizia e nel contempo vero apprezzamento professionale e affiatamento, come dovrebbe essere tra chi fa musica.

Per i ragazzi della scuola è stata una lezione di stile e di grande qualità ma non è solo la musica contemporanea che si è avvicinata a loro è anche un modo di essere artisti, di interpretare il piacere di fare cose belle e farle bene trovando l'equilibrio magico tra impegno e dedizione da una parte e piacevolezza e allegria dall'altro.

Anche Sentieri Selvaggi incarnano il nostro motto "Gioia di far musica".

Debutto 1

Domenica suono con un ensemble della Scuola di Musica del Garda a "Brescia Suona in DO" e sale l'adrenalina perchè è la prima volta che suoniamo in un teatro "vero" e bello come il Teatro Grande a Brescia.

Domani abbiamo la prova e domenica pomeriggio alle 17 l'esecuzione: sarà comunque una festa della musica. Se siete in zona fate un salto, l'ingresso è gratuito e lo spettacolo è assicurato perche una cinquantina di musicisti suoneranno sparsi per tutto il teatro e le norte di In C di Terry Riley risuoneranno dovunque.

Garageband incompatibile

Schermata 2011-03-28 a 03.22.44 Bello Garageband per iPad ma per il momento non si può interagire con la versione Mac (anche se il sito lo dice c'è una nota nell'area tecnica (oltre alla mia esperienza diretta) che lo conferma

Il pilota e il meccanico

Bru7 La messa a punto di un violoncello di grande qualità è come quella di un motore da corsa: serve un talento davvero speciale e un affiatamento molto forte tra pilota e meccanico.

Brunello e Fasser collaborano da tanto tempo e sono legati da amicizia e grande stima reciproca. Vederli ieri lavorare per la messa a punto finale è stato davvero un grande piacere e un momento ricco di spunti e riflessioni su concetti a me cari: il talento, la qualità, l'eccellenza, il lato umano della tecnologia.

Come in una macchina da corsa anche piccole differenze, millimetri, fanno la differenza e il pilota deve descrivere al meccanico esattamente la sensazione perchè questi possa capire dove intervenire.

Ad un certo punto Brunello ha notato che toccando la cordiera si udiva chiaramente una ottava (!!!) in più sulle corde basse e si è provato prima ad appesantire l'angolo della cordiera con una molletta da bucato e poi andando a cercare il perchè di quell'aumento di suono, per uno strumento che già sembrava potente al primo test.

Bru6 Questione di peso o di rigidità? 12 grammi in più di ebano possono fare la differenza? o invece il problema, come in una macchina da corsa è che la sospensione deve "scaricare a terra" alle ruote la potenza e non disperderla vibrando e analogamente la cordiera deve trasmettere allo zoccheto sopra il puntale il suono che ancora le rimane, dopo che il ponticello lo ha trasmesso alla tavola armonica, con tutta la forza possibile.

Prove, ascolti e poi si opta per una cordiera più rigida e infatti il suono esce senza indecisione già dalla prima arcata.

Ma ancora non basta, nuove misure per la distanza tra attacco della corda e il ponticello perchè Brunello "sente" che il suono non è bilanciato: per un solista del suo livello questi non sono dettagli, sono fattori decisivi.

Bru8 E poi ancora: il cordino che lega la cordiera al puntale deve essere in acciaio o kevlar? Quale dei due trasmette meglio il suono?

Dettagli? Non credo proprio, anzi è forma che diventa sostanza.

Ad ogni richiesta di Brunello, Filippo risponde con un "facciamolo", "proviamo", sapendo che entrambi vogliono ottenere il meglio possibile da quel motore.

E proprio come un motore, si torna ai box e si apre il cofano, si staccano tutti i pezzi sapendo che si fa prima a "fare spazio" che non cercare di sistemare

Bru5 facendo "meno fatica" (come fanno spesso i frettolosi).

Non conta il tempo che passa, conta il risultato e in questo caso ci si mette tutto il tempo che serve ben sapendo che piloti e meccanici eccezionali non si perdono in sciocchezze e fanno ciò che si deve fare, come si deve fare.

Bru2 Vedere la "Brunella" (così chiamavo la nuova testa di questo prezioso strumento scolpita da Giuseppe Bergomi) stesa sul tavolo con le corde allentate mi dava l'idea di un cyborg a cui avevano momentaneamente tolto la corrente o la centralina di governo.

Bru3 Poi, rimesse le corde, sembrava proprio che il violoncello riprendesse vita e quella testa leggermente reclinata e girata verso il suonatore dava l'idea di una appassionata ascoltatrice.

 

Dico a Brunello che immagino che anche questo violoncello, come il mio, dopo pochi mesi avrà una voce ancora più decisa e sicura e lui mi dice sorridendo: "Si ma voglio che sia sulla strada giusta subito, che impari bene fin da piccolo".

Guarda Filippo altrettanto sicuro nei suoi gesti, le verifiche degli allineamenti, le simmetrie riconosciute con l'occhio di chi le ha intagliate.

Il pilota guarda il meccanico serenamente, sa che gli affida la vita e l'altro sa che non la metterebbe a repentaglio per nessun motivo: totale simmetria anche fra i due.

Bru9 Un ultimo ascolto attento, prolungato. Suona il preludio della prima suite di Bach. Gli chiedo il bourrée della suite numero tre che conosco a memoria e che conosco bene nella sua esecuzione con l'altro Maggini e il nuovo violoncello non lascia dubbi, come una formula uno che fa il giro di pista con lo stesso tempo e la stessa sicurezza.

Il violoncello è pronto.

Brindiamo, di certo vivrà più a lungo di tutti noi.

 

Un battesimo speckciale

Bru4 Ieri ho avuto il privilegio di partecipare alla prova finale del nuovo violoncello che Filippo ha realizzato per Mario Brunello prendendo a riferimento il suo Maggini Santo del 1600 o giù di lì.

Diverso dal mio per dimensione non è invece diversa la sua voce: potente e sicura e poi con un solista del genere…

Il nuovo strumento debutterà già stasera al capannone Antiruggine e poi sabato prossimo a Modena.

 

 

 

 

Bru1 Per festeggiare l'evento di questo nuovo Maggini avevo portato uno speck della migliore qualità che già avevo chiesto al mio macellaio di tenermi da parte e anche lui non ha affatto sfigurato tra tante eccellenze.

La squadra per suonare In DO è pronta

Un minipiano, un iPad, un oboe, un corno francese, un sax tenore, due flauti, una chitarra, un violino, un violoncello: la "squadra" con cui l'orchestra della Scuola di Musica del Garda parteciperà a Brescia Suona in DO è pronta e stasera abbiamo inviato la richiesta formale e attendiamo l'esito.

Noi comunque proviamo, mal che vada impareremo un bel brano nuovo.

In vista del 13

Il 13 aprile è prevista una serata di musica per beneficenza e sono invitato con tanti altri amici musicisti (solo il fatto di essere nella lista mi fa molto piacere) e oggi con Marco e Vito abbiamo provato, così tanto per "vedere l'effetto che fa" alcuni brani del CD che non suoniamo da mesi.

Anche solo in 3 senza grandi prove tutto è tornato alla mente: praticamente dal vivo.

La ragazza alla finestra: BUM!

Antonia Nel raccontare la battaglia di Solferino e San Martino ci siamo imbattuti nella storia di Antonia Savio Cerini che fu colpita casualmente da una pallottola mentre si affacciava al balcone della sua finestra.

Di quel racconto rimane un affresco su una casa a Solferino e ora anche la canzone che ha scritto Fabio KoRyu Calabrò.