What you hear is what you get

Dopo il post precedente su Paul Simon, sono andato a "fare un giro" sul sito dello studio di Stefano che non visitavo da un bel pò: ne abbiamo parlato spesso ma non ero più tornato a leggere.

Ho trovato molti cambiamenti positivi ma soprattutto un bel video realizzato in stile "americano" che spiega agli addetti ai lavori come utilizzare in modo innovativo le loro risorse tecnologiche: da manuale il finale con la prova d'ascolto che fa sentire la differenza fra il prima e il dopo.

Per non parlare dell'esempio di mastering: anche un non esperto capisce a cosa serva e come il suono sia diverso.

Ma che bel suono: sembra quello di Ritmo & Blu

Aveva ragione Alfonso, il nuovo album di Paul Simon è proprio bello, a riprova che quelli bravi davvero anche a settant'anni (!!!) sanno inovare e innalzare il nuovo livello con cui misurare l'eccellenza.

Le combinazioni di strumenti (c'è tutto il mondo) e delle sonorità è sorprendente e la qualità dell'incisione del disco è impeccabile tanto che sarei tentato di pensare che lo abbia registrato da Stefano allo studio Ritmo & Blu, l'unico posto dove ho sentito un suono così presente e pieno della sua ricchezza evocativa e senza tempo che rende Paul Simon uguale a sé stesso eppure così diverso e unico ogni volta.

Serata d’ascolto curiosa

11 Serata Cabeki Domani sera la Scuola di musica del Garda ospita un musicista eclettico, "strano", di quelli che ti portano in un terreno non convenzionale.

Non l'ho mai ascoltato dal vivo ma gli spezzoni che ho trovato su MySpace e su Youtube mi incuriosiscono molto e mi ricordano Paolo Angeli il suonatore di chitarra preparata che avevo scoperto grazie a Luca Formentini.

Trovo molto bello che la scuola proponga ascolti così diversi fra loro, non convenzionali, creativi, che obbligano ad abbandonare idee preconcette.

Non tutta la musica deve piacere, non tutti i musicisti ti fanno balzare sulla sedia, ma tapparsi le orecchie a priori ascoltando sempre le stesse cose oltre che le orecchie e il cervello finisce per inaridire anche il cuore.

Musica è

Stamattina ho assistito a un bellissimo concerto, l'orchestra dei Virtuosi Italiani diretta da Carlo Boccadoro era precisa, leggera, delicata e intensa a seconda delle richieste che Carlo rivolgeva ai musicisti.

Tanto eterea nel brano di apertura, un delicatissimo omaggio dello stesso Boccadoro ai fratelli Cervi, quanto pirotecnica nel concerto di Shostakovich e anche nei brani di Montalbetti e di Elgar sapeva cambiare assetto come una macchina all-terrain che si muove con agilità su qualsiasi percorso.

E' stato bello vedere la gioia negli occhi di Montalbetti alla fine, il suo brano commissionato proprio dai Virtuosi era alla sua prima assoluta, e la soddisfazione di Carlo per aver ancora una volta portato ad un pubblico largo un mix raffinato di musica classica e contemporanea con scelte raffinate e di grande intelligenza.

Ripensandoci non c'era la sensazione di "loro" a suonare e "noi" ad ascoltare, la musica aveva creato una sorta di involucro in cui ciascuno stava a proprio agio.

Non è blasfemo avvicinare il concerto di stamattina al nostro suonare di oggi pomeriggio: dopo mesi che non suoniamo assieme è bastato che Marco accennasse "Tutto questo è strano" che gli strumenti si sono fusi immediatamente e abbiamo ritrovato all'istante il nostro linguaggio come amici che riprendono un dialogo lasciato in sospeso per una breve interruzione.

Eravamo all'aria aperta, nella nostra speciale "sala prove" sulle colline mantovane ma anche lì si è ricreato subito quel contenitore di affetto e allegria che prova chi fa musica con gli amici.

La musica è anche questo.

Ottima recensione

Oggi sul Giornale di Brescia una ottima recensione del concerto a firma di Fulvia Conter, critica musicale e docente di storia della musica al conservatorio.

Il botteghino ci diceva che hanno distribuito oltre 900 biglietti d'ingresso gratuito.