I Colosseum a Soiano

Se non li conoscete non sapete cosa vi perdete a non ascoltarli ma i Colosseum sono uno dei più straordinari gruppi rock inglesi con due elementi eccezionali: Jon Hiseman il leader e battersita stratosferico, Chris Farlowe un cantante che cava la pelle.

Manca Dick Eckstall Smith, il sassofonista che "inventò" il suono strano dei due sax suonati contemporaneamente: purtroppo è morto lo scorso anno.

I Colosseum suonano al castello di Soiano mercoledì 6 luglio alle 21.00

Qui un assaggio:

 

 

You build it: they’ll come.

Schermata 2011-07-04 a 01.06.20 Vedendo tutta la gente che è venuta oggi alla festa della Scuola mi è venuto in mente il finale di Field of Dreams (in italiano "L'uomo dei sogni") quando a dispetto di tutte le critiche chi aveva voluto costruire un campo da baseball per seguire un sogno vede arrivare la lunga fila di auto che avverano la 'profezia' del padre: You build it: they'll come. (tu costruiscilo e loro verranno.

C'era il salone nuovo pieno, gente che ascoltava arpa e jazz ma soprattutto tantissima gente nel piazzale davanti a scuola dove servivamo uno suntino realizzato dalle famiglie degli allievi.

3luglio09 L'orchestra ha suonato benissimo, e ascoltare la qualità sonora del teatro grazie ai consigli di Stefano e Michele mi ha tolto subito molti dubbi semplici: funzionerà?

Fino a poco fa si è fatto festa (con jam session finale con me al basso, Cesare alla batteeria, Fabio alle congas, Enrico al sax e Adriano Mondini (insegnante di oboe e percussioni) alla tastiera.

Stefano ci ha prestato 7 microfoni di qualità e la differenza si sentiva eccome!

3luglio11 Ottimi anche gli amici dell'orchestra dei Fuoriclase (ovvero dei papà) a cui ho dovuto "dare buca" in queste due recenti esecuzio in pubblico, per dover stare dietro alla consolle o a seguire i lavori in corso.

 

 

 

 

3luglio03 Bello anche l'effetto del fondale con il controluce involontario(ovvio, con ina giornata così limpida) ma di grande "effetto".

 

Ore 3:10, il palco è su

A3foto E' notte fonda ma alla fine anche l'ultimo pannello è stato montato e domani ci saranno solo le rifiniture.

Una "tirata unica" che grazie alla presenza di Civo che ha rimandato la gita che aveva previsto per oggi per venire a dare il suo aiuto decisivo.

Prima di spegnere le luci mi sono soffermato a guardare sia il palco che il fondo della sala e sono contento

 

 

 

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Rush finale

Domenica inauguriamo il teatro della Scuola e sono giorni intensissimi e concitati in cui tutto pian piano andrà al suo posto. Dovrei anche suonare ma sono settimane che il mio strumento quotidiano è il trapano e non il violoncello.

Domani arrivano la pedana e le luci di emergenza, venerdì estintori, test audio, prima pulizia e alla sera puntamento fari, sabato sedie e allestimento, domenica messa a punto finale.

Motori avanti tutta!

La sede dell’Opera di Oslo è un edificio modernissimo che si affaccia sul fiordo ed è ricco di geometrie: marmo bianco e linee diritte all’esterno, legno e curve all’interno e sembra un Guggenheim tutto di legno.
Guardo, misuro, fotografo, l’intreccio dei pannelli fonoassorbenti e mi gusto l’effetto complessivo dell’intreccio di linee e materiali.
http://en.wikipedia.org/wiki/Oslo_Opera_House

Mi convinco sempre più del ruolo importante che ha la realizzazione di grandi edifici destinati alla cultura affidandone la realizzazione ad architetti che ne facciano opere non solo funzionali ma veri e propri monumenti alla bellezza e all’armonia

La musica per oggi

D'accordo con Carlo che mi ha telefonato subito il raggiungimento del quorum, abbiamo scelto la musica ideale per festeggiare il risultato: il finale della settima sinfonia di Mahler, trionfante e pieno di energia (non nucleare) e di allegria.

Eccolo qui con i Wiener diretti da Bernstein che come sembre salta ed esprime tutta la gioia di questa musica.

Se avete fretta andate subito al gran finale al minuto 7 oppure guardatevi

questa sintesi della versione diretta dal maestro Abbado che è altrettanto potente

Blues!

Foto Serata dedicata al blues stasera alla Scuola di Musica ed è stata una gran bella serata.

Matteo Mantovani (che da noi insegna chitarra) e Gianni Sabbioni, un bravissimo bassista che suona con Mattteo nei Big Block, hanno percorso la storia del blues dagli anni trenta a oggi.

Un racconto semplice ed efficace, un suono impeccabile e una grande passione che tutti i presenti (tanti) hanno apprezzato con applausi generosissimi.

 

Matteo

Di Matteo apprezzo il gusto per i suoni caldi e la precisione negli assoli, mai sbrodolati, e la voce a metà tra Eric Clapton e Stevie Ray Vaughan ma soprattutto la sua assoluta modestia e semplicità nel porgere una musica che invece diventa subito possente e carica di passione.

10 e lode.

Foto minimali

Al concerto di Cosenza era rigorosamente vietato fotografare e ho solo due scatti prima e dopo il concerto ma li riporto qui per "cronaca"

Foto2 Prima dello spettacolo c'è Battiato in regia che discute gli ultimi dettagli

 

 

 

 

 

 

 

Foto e a fine spettacolo Battiato e Boccadoro ringraziano dalla buca dell'orchestra ma sembrano due gnomi che escono dalla terra.

 

Poter dire “io c’ero”

Assistere allo spettacolo di Battiato è stata un'esperienza davvero fantastica: la tecnologia degli ologrammi portata ad un livello tale per cui in scena erano assolutamente indistinguibili dai personaggi in carne ed ossa.

E' stato come assistere a quegli eventi "epocali", le prime proiezioni cinematografiche, la visione dei primi programmi televisivi, perchè sono sicuro che ciò che ho visto in "pezzo unico" diventerà tra qualche anno lo standard di fruizione degli spettacoli teatrali e dei concerti ma anche la fruizione domestica di video e giochi.

Non meno impressionante la qualità del suono in cui alcuni elementi regstrati si fondevano in modo indistinguibile con i suoni prodotti dall'orchestra (l'unica entità in carne ed ossa della serata a parte una fugace apparizione di Battiato all'inizio).

Anche qui la domanda diventa "Ma cosa è reale e cosa non lo è"?, ha perfino senso una domanda del genere? Internet è reale o no? Un ologramma è reale o no? Un suono registrato è meno vero di quello prodotto al momento?

Trattandosi di un'opera dedicata a un filosofo, direi che la scelta di usare questa modalità di presentazione è perfettamente funzionale al messaggio che Battiato voleva dare, non c'è una storia, non c'è una trama vera e propria, c'è solo una musica dolce e delicata che vuole descrivere la profondità o l'elevazione del pensiero.

Alcuni momenti dello spettacolo talmente coinvolgenti che anche la distanza tra chi assiste e chi agisce sul palco si assottigliano fino a scomparire, penso allle delicatissime figure della danza di tre ballerini giavanesi o alla scena in cui appare sul palco un giardino con alberi le cui foglie si muovono a una leggera brezza e una fontana zampilla e il cantante appare e scompare dalla panchina su cui è sdraiato come se fosse il gattone di Alice nel Paese delle Meraviglie.

CI vorrà parecchio perchè lo si possa rivedere in qualche altra città e va a merito di Cosenza di aver investito in un progetto culturale di questa levatura.

Io sono felice di aver visto nascere un nuovo orizzonte e di poter un giorno raccontare ai miei nipoti che giocheranno con gli ologrammi: la prima volta che furono usati a teatro, c'ero anch'io.