Grande lezione

_IGP6096Magnifica serata con Carlo in grande forma che ha illustrato da par suo la musica di John Cage.

Un racconto chiaro e appassionato che ha molto insistito sulla poetica di Cage, la sua creatività la sua visione di un mondo di suono che rappresenta una pietra miliare nella storia della musica.

Anche le esecuzioni sono state ben scelte, quella su pianoforte preparato, quelle su pianoforte normale e il "gran finale" con il piano giocattolo: nulla di incomprensibile ma soprattutto nulla di inaccessibile dopo che con aneddoti ed esempi Carlo ha fornito la chiave di accesso.

Domani sera al Grande a Brescia eseguirà Sonatas and interludes,un'opera capolavoro e ce ne ha raccomandato l'ascolto.

Ci sarò.

 

P.S. Grazie a Giancarlo per le immagini

Una prima importante

4e33Questa sera, d'accordo con Carlo ho fatto da esecutore di "4 e 33" di John Cage.

In realtà si tratta di restare immobili in silenzio mentre il cronometro scorre fino al fatidico 4 minuti e 33 secondi (il mio tempo di reazione è stato di 3 decimi più lungo…)

In questo enorme silenzio si percepisce il tempo, il silenzio che silenzio non è.

Bellissimo.

E orgoglioso di averlo fatto.

Serata specialissima

12Serata JOHN CAGEUna serata davvero speciale stasera: Carlo Boccadoro presenta, suona e commenta l amusica di John Cage, uno dei grandissimi compositori del '900.

Domani poi lo eseguirà al Teatro Grande e avere qui l'anteprima è davvero una soddisfazione.

Non meno spettacolare sarà l'inizio della serata con due ospiti eccezionali… ma non dico nulla: ci dovete essere.

Se non c’eravate, vi siete persi…

Schermata 12-2455914 alle 02.05.20Un bellissimo spettacolo per i bambini creato da Alessandro e Irene.

 

 

 

 

 

 

Schermata 12-2455914 alle 02.07.49Un'esercitazione di composizione creativa con tre tastiere dei bambini della classe di propedeutica di Milena

 

 

 

 

 

 

 

Schermata 12-2455914 alle 02.08.13Trii e quartetti di flauti e violini.

 

 

 

 

 

 

 

 

Schermata 12-2455914 alle 02.09.26Il debutto del quartetto d'archi

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Schermata 12-2455914 alle 02.09.49Una rock band

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Schermata 12-2455914 alle 02.10.27Un eccellente trio jazz

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Schermata 12-2455914 alle 02.11.06Un'ulteriore band rock

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Schermata 12-2455914 alle 02.13.16Una fantastica "alla star session" di bossa nova

 

 

 

 

 

 

Schermata 12-2455914 alle 02.14.05Il debutto dei Fuoriclasse 2

 

 

 

 

 

 

 

 

Schermata 12-2455914 alle 02.14.45Una strepitosa esecuzione di "God bless the child" da parte dei Fuoriclasse 1

 

 

 

 

 

Schermata 12-2455914 alle 02.15.41Una jam session dopo cena con un'invenzione su un tema in 7/4 creato da me e Enrico (bellissimo!)

 

 

 

 

 

Schermata 12-2455914 alle 02.17.30Il funky di mezzanotte

 

 

Happy Birthday Ludwig

Mi ricorda il dottissimo cugino che oggi è il compleanno di Ludwig Van Beethoven.

Visto che stasera parlerò proprio di innovazione e di motivazione al cambiamento mi pare utile tenere a mente un suo insegnamento, scritto negli ultimi suoi quartetti: "Muss es sein?"… "Es muss sein?" (deve essere? Deve essere! )

 

Denez Prigent

Cercavo altre cose in rete ma, come capita spesso, ne ho trovate altre.

Stavo cercando una musica andina e sono andato a sbattere su Denez Prigent cantante bretone di cui sono riuscito ad ascoltare un paio di brani prima che internet a casa facesse i capricci ma ascolterò di sicuro altre sue musiche: questa voce così "antica", i testi in una lingua oscura sono pieni di atmosfera.

E che dire di questa ninna nanna?

 

Performance

Perform13Sono proprio bravi!. Non dovrei dire altro di Stefano e Luca e della loro performance di stasera alla WavePhotoGallery.

Non era solo una performance sonora che accompagnava una presentazione di un lavoro dell'artista bresciano Albano Morandi, ma un esempio di come il suono può trasformarsi in musica senza bisogno di seguire gli schemi convenzionali.

Il tema era quello del "riciclo" perchè Morandi utilizza materiali di recupero per molte delle sue opere e Luca e Stefano hanno fatto lo stesso con i suoni: materiali di recupero per le tavole sonore e un intreccio con suoni presi da materiali di scarto delle loro registrazioni in studio.

Perform12Già le tavole sono delle piccole opere d'arte per come materiali sonori e non sono uniti per formare meccaniche semplici che l'elettronica poi espande.

Tutto è fatto per vibrare, frusciare, ronzare, risuonare: corde riciclate, molle, elastici, lamine, ventole di computer.

Microfoni piezoelettrici riportano il suono anche degli sfioramenti e connetori con potenziometro saldati alla bell'e meglio danno il senso della totale provvisorietà di questo "strumento.

 

 

Perform05Ma c'è nella loro esecuzione la maestria di chi sa trattare il suono come strumento e le tavole sono solo la necessaria interfaccia fisica tra le loro idee e le nostre orecchie.

Ai meccanismi da Mad Max si affiancano tutte le componenti elettroniche che manipolano il suono e lo alterano seguendo il gusto dei due musicisti che di tanto in tanto si guardano per cercare l'intesa che ogni musicista che suona in gruppo ricerca nel partner.

 

 

Perform11Particolarmente efficace l'utilizzo della Maschine su cui Luca aveva riportato i suoni registrati nello studio di Morandi e che opportunamente campionati e associati ai tasti del pad diventavano nuovi tasselli della creazione musicale.

Trattandosi di opere-evento in cui ciascuna rappresenta un elemento unico e irripetibile, ero molto impegnato a documentare per i miei due amici filmando l'evento ma le orecchie erano ben aperte e lasciavano che il suono arrivasse senza giudizi o schemi preconcepiti.

 

 

Perform09Durante l'esecuzione ero catturato dai gesti, dalle modalità di "esecuzione" in cui i suoni venivano creati e elaborati all'istante o dal computer o dalla manualità di una corda premuta, un potenziometro manovrato con la perizia di chi lo fa da sempre.

Piccole "chicche" di tanto in tanto: un suono della tromba di Marcus Stockausen presa dal materiale di registrazione di un disco di Luca che diventa una sorta di ritornello sul quale Stefano riproduce il medesimo suono premendo e rilasciando una corda.

O un momento in cui il suono campionato dei passi di Morandi nel suo studio diventano il "groove" su cui le corde da basso montate sulla tavole e fatte vibrare con l' e-bow intessono una sorta di contrappunto ritmico e timbrico.

Esperimenti come questi non sono una novità nel panorama della musica sperimentale o elettornica ma stasera si sentiva che i due interpreti sanno usare il suono puro come strumento con una maestria e un gusto che sono frutto di un lungo percorso di ricerca e l'idea guida della performance (il riciclaggio) dava un senso a tutto quello che abbiamo ascoltato.

Mi piacerebbe ora riscoltare l'esecuzione in un ambiente in cui la condizione di ascolto e di luce sia

Perform10più mirata a favorire l'ascolto: sì sto pensando a organizzare una loro esecuzione anche solo di pochi minuti al teatro della scuola.

Sono certo che tutti capirebbero e apprezzerebbero.

 

 

Beethoven e l’innovazione

Chailly2Se ho utilizzato Bach per parlare di complessità e Mahler per la motivazione forse utilizzerò Beethoven per parlare di innovazione.

Non tanto per la sua opera che certamente reggerebbe il ragionamento quanto per il nuovo disco del maestro Riccardo Chailly con l'integrale delle sinfonie uscito da poco per la Decca.

Un'edizione che recupera i tempi di metronomo indicati da Beethoven e che molti ritenevano tecnicamente impossibili e attribuibili solo alla estrosità di Beethoven che divenuto poi sordo non avrebbe potuto capire che erano impossibili …

In realtà serviva una grande orchestra come la Gewandhaus di Lipsia e Chailly ha raccolto la sfida per restituirci una versione delle sinfonie con una grinta e una potenza davvero unica.

Interessante in proposito il video con il racconto dello stesso Chailly sul sito di Grammophone, un'autorevole rivista inglese.

Anche un artista come Beethoven di cui si pensava si fosse ormai detto tutto, può essere riproposto in modo innovativo, un colosso dopo il quale Brahms riteneva fosse impossibile scrivere qualcosa di nuovo è fonte di innovazione, ingenera innovazione, ispira innovazione.

E' come se Beethoven avesse scritto della musica che solo la tecnologia e la tecnica strumentale di due secoli dopo avrebbe potuto e saputo svelare e se Haydn pare abbia detto, assistendo alla prima esecuzione dell'Eroica, "Nulla sarà più come prima", la forza rigeneratrice di questa musica era gia ben evidente fin dal primo momento.

Dove sta il segreto? Nel genio di Beethoven? Nel coraggio di Chailly? Nella bravura dei musicisti del Gewandhaus? Non lo so e forse non è questo il punto. Non si tratta di andare a cercare un'origine, una "causa prima", ogni elemento può innescare il processo se la volontà di innovare è presente in ciascuno di essi.

La risposta credo verrà solo ascoltando e forse non sarà esprimibile a parole.

Ci ha provato Carlo Boccadoro quando mi ha raccontato la sua esperienza di ascolto nel tour europeo in cui oltre alle sinfonie di Beethoven veniva eseguito un suo brano commissionato proprio da Chailly per il Gewandhaus.

Ha usato termini come fantastico, pazzesco, incredibile, energia pura (e se lo dice lui io mi fido) e stasera le ho comperate su iTunes (30$) e domani a palla, Marina permettendo, sullo stereo in macchina tornando a valle.

P.S. Con i Cloud ho comperato l'album sul portatile e l'ho ritrovato subito sull' iPhone … comodo.

 

Doc Doc

DOcsudSiglato l'accordo Legacoop Puglia e DOC servizi per l'apertura di due filiali di DOC a Bari e Lecce.

(nella foto  il presidente di Legacoop Puglia Carmelo Rollo con lo staff di DOC servizi presenti al Medimex)