Pressknodel

Mi sono autoinvitato a casa di amici per mangiare i pressknodel (non sono i canederli per i giornalisti ! ) ma una ricetta tipica della Valle Aurina in cui i canederli di magro, con formaggio e senza carne, vengono schiacciati a farne una sorta di polpetta, fritti in olio, cotti poi nel brodo e serviti su un piatto di verdure cotte e crude a piacere.

Li ho mangiati qualche settimana fa ma volevo che anche Marina li provasse e allora ho chiesto a Kiki di invitarci. Già pregusto.

Adesso sì

SmarSono tornato oggi da Klaus alla Alte Saege dove fanno i kaiserschmarren più buoni della valle e ho chiesto espressamente alla signora di farmeli come si fanno in casa e non come "per i turisti", lasciandoli bruciacchiare un po’ nella pentola di ferro perchè il sapore di bruciato qui e là compensa lo zucchero a velo e "dialoga" con l’agrodolce dei mirtilli rossi.

La signora ha capito e il cuoco ha accettato: adesso sì che sono davvero eccellenti!

Che ristorante!

DuomoIn questi giorni c’è la FestaInsieme (la festa della parrocchia di Santa Maria Maddalena) a Desenzano e ci siamo stati a cena stasera: risotto di mare e trota alla barcarola per me e sardine ai ferri per Marina.

Abbiamo discusso a lungo io e Marina su chi avesse scelto il piatto migliore, il che vuol dire che erano entrambi ottimi e quindi il consiglio che vi do è: non aspettate che la festa finisca senza averci fatto un salto.

E poi con uno scenario del gtenere e con delle serate estive limpide e con il venticello…

Berebene

Alla Festa dell’Unità (si chiama in realtà Festa del PD ma per noi resterà per un po’ la Festa de l’Unità) quest’anno l’enoteca è gestita da mio cognato Roby che di vini se ne intende e ha portato delle bottiglie ottime: il GewurzTraminer alsaziano è fantastico e stasera ho assaggiato un Pinot del Collio altrettanto buono.

Se capitate a cena e mangiate pesce (buono e non costa molto) date retta: il vino prendetelo all’enoteca.

Ca del Re

E’ vero che sono tutto preso da musica, conferenze e spettacolo ma un pst al volo questo ristorante lo merita proprio: La Ca del Re a Ponte di Legno.

Ci sono stato a pranzo domenica ospite dei nostri a mici Giacomo e Franca e abbiamo assiaggiato tutti piatti locali e con sapori decisi ed eleganti (la palma, secondo me agli spatzle di segale con il tartufo e alle costine di maiale con cipolline caramellate).

Ciascuno di noi ha ordinato un piatto diverso e così abbiamo piluccato l’uno nel piatto dell’altro.

Segnalo tra gli antipasti il lardo che avvolgeva una castagna e un formaggio locale con marmellata di prugne.

Molto accogliente l’ambiente e gentili le signore che ci hanno servito.

Sarà che abbiamo accompagnato il pranzo con un ottimo BlauBurguder Mazon di Hofstatter ma siamo usciti proprio soddisfatti.

Il salto dell’acciuga

Domani andiamo a Collioure con Achille e Margherita: andiamo a fare scorta di acciughe e di vini del Roussillon: un po’ uno strapazzo perchè domenica contiamo di essere di ritorno ma sono contento di "staccare" dal turbinio di cose che sto facendo.

Sono contento di incontrare anche un vecchio amico, Jacques Parent, uno dei fondatori di Microphar, l’azienda europea che inventò le chiavi di protezione del software e con cui abbiamo fatto buoni affari, e con Jacques siamo rimasti amici anche quando gli affari sono finiti.

Il tempo non sarà forse il massimo ma dato che saremo quasi al confine spagnolo spero che ci sia comunque un po’ di sole.

Ristorante 13 giugno

CannoliPer concludere degnamente l’incontro al CEFRIEL, Alfonso mi ha portato a cena in un ottimo ristorante siciliano il "13 Giugno" di via Goldoni: la pasta con le sarde era una "billizza" come direbbe Montalbano e gli involtini di pesce spada e il trancio di tonno semplicemente perfetti.

Un bravo "piano man" a fare da sottofondo, una atmosfera elegante ma non esagerata e pur essendo abbastanza affollato, siamo riusciti a chiacchierare piacevolmente seza dover alzare la voce.

Commoventi i dolci alla fine: una cassata in gelato e un piatto di croccantini che abbiamo "benedetto" con un passito chiamato Abraxas in onore dei Santana che avevamo appena finito di ascoltare nell’ufficio di Alfonso.

24 x 1

Fagioli_1E’ arrivata Liddy e domani sera c’è una edizione speciale dell’ Equicena più alcuni altri ospiti per chiacchierare con lei e farci raccontare del progetto Scratch, del progetto One Laptop per Child, di web e cultura, tutte attività in cui Liddy è al massimo livello.

Marina sta preparando il piatto forte per la cena: pasta e fagioli (rigorosamente di Lamon) con l’osso del prosciutto e le cotiche che domani riceverà una giusta immissione di pasta fatta in casa.

Il resto del menu è una sorpresa ma che stiamo sviluppando in modalità wiki…

Devo solo andare a caccia ancora di qualche sedia perchè saremo in 24 attorno al tavolo.

Responso: eccellente

Sushi1Lo chef ha superato l’esame, il sushi era ottimo e direi anche più buono di quello che di solito mi capita di assaggiare in giro.

Alla fine ci hanno messo due ore, per la maggior parte spese a preparare il riso mente la preparazione delle alghe e l’arrotolamento è molto spettacolare ma in fondo non difficile.

Certo che prima del taglio sembrano delle zucchine passate di maturazione ma poi ogni rotella svela un disegno da caleidoscopio.

Sushi4In effetti hanno mescolato ingredienti inusuali nella cucina tipica giapponese come il tonno in scatola (quelli che si vedono con la parte superiore rossa sono con carne di cavallo), ma con tocchi di originalità, il cetriolo, piuttosto che la foglia di insalta, la salsa al cocco, il velo di wasabi solo per farsi sentire senza disturbare.

Sushi3Anche la componente "estetica" ha avuto la sua parte senza prendere il sopravvento sul gusto: la riprova è che in quattro ce li siamo spazzolati tutti.

Io ci avrei bevuto del buon vino bianco fresco ma lo chef ha imposto il tè per ripulire bene il palato e ho obbedito.

Comunque un bel bianco fresco i giapponesi se lo sognano!