Sarà anche ripetitivo ma approfittiamo di essere nella patria delle aragoste per gustarle in vari modi.
Tanto, per le bistecche e il barbeque avremo il Texas…
Pensieri e riflessioni non solo sulla tecnologia ma su molte cose che mi fanno pensare
Sembra difficile onestamente dire quando la preparazione di un piatto sia davvero migliore di altre volte precedenti, ma questa sera lo spiedo di mio suocero era davvero ai massimi livelli.
Un mix perfetto, un equilibrio perfetto, ne ho mangiato da stancarmi ma non ho alcuna pesantezza o contro-effetto a posteriori. Se fossi in USA direi The best spiedo ever.
Se poi teniamo conto del fatto che l'obiettivo era quello di ringraziare chi ha (e tuttora sta) lavorato alla nuova sede, e prercreare il giusto clima prima della riapertura delle lezioni, dire che l'obiettivo è stato colto in pieno.
Ancora una volta Marina ci ha visto giusto e la stanchezza, davvero tanta dopo una giornata del genere, è ampiamente ripagata dalla soddisfazione del risultato.
Mi rendo conto che non si può sempre vincere.
Una bella camminata oggi dalla Croda Rossa al passo Montecroce, 700 calorie bruciate (secondo il contapassi di Marina) in bella compagnia e con una vista ampia e luminosa.
Poi a casa Marina ha preparato un couscous con verdure e ossibuchi (magnifica carne di Villgrater) da far resuscitare i morti, i nostri ospiti a cena hanno fatto festa e hanno anche portato un liquore di mirtillo nero fatto in casa da Pippo.
Morale: le 700 calorie me le sono giocate già con l'antipasto di pane carassu, formaggio di Sesto e pomodorini, il resto è tutto in più.
Felicemente sconfitto nella battaglia con il couscous con gli ossibuchi.
Tre giorni di Festa dei Pompieri a Sesto per raccogliere fondi per i Vigili del Fuoco che come altrove sono tutti volontari.
Una perfetta occasione per incontrare praticamente tutto il paese, con duemila anime non è un'impresa difficile in fondo e poi la nuova tensiostruttura che copre l'anfiteatro davanti alla Haus Sexten è perfetta.
Chiacchiere con gli amici, qualche "pettegolezzo" leggero, un sacco di sciocchezze di plastica vinte alla pesca di beneficenza, un paio di birre e un ottimo Strauben con i mirtilli.
Anche la musica non è affatto malvagia con i ragazzi della banda di Villgrantental trasformati in big-band con un repertorio meno zum-pa-zum-pa zum-pappa del solito.
Sempre a proposito di piatti semplici, i kaiserschmarren, sono una frittata spezzata con sopra dello zucchero a velo.
Proprio perchè semplici in apparenza, c'è una grande differenza tra chi li fa bene e chi li fa e basta.
Al Mondschein li abbiamo usati come test dopo la splendida rosticciata di baccalà e la prova è stata ampiamente superata.
Perfetta la scelta del piatto scuro, non costa ed esalta la dignità suprema di questo dolce. Da dieci e lode la caramellatura del fondo, probabilmente spolverandolo di zucchero a velo quando la padella è rovente con l'ultima "girata".
Forse un pizzico di sale in più nell'impasto sarebbe stato necessario per esaltare il profumo dell'uovo e direi che se alla morbidezza dello schmarren di Klaus all'Alte Sage aggiungessimo il caramello delicato di quasto del Mondschein potremmo avvicinarci alla perfezione.
Solo la panna di quallo della malga Klammbach potrebbe insidiarli.
La rosticciata è un piatto povero, figlio degli avanzi della cucina ma che come tutti i poveri assume una grande dignità quando è messo all'opera.
Una rosticciata di uova speck e patate o polenta è una delizia per rigenerarsi dopo le prime sciate del mattino, il bauern gerostli, il piatto del contadino, una semplice delizia con i pezzetti di carne lessa fatta saltare in padella con qualche aroma e una montagna di patate e cipolle.
Per non parlare della rosticciata di canederli mangiata ieri al rifugio Fondovalle, con dei filettini di maiale resi croccanti dal miele.
Oggi eleggiamo a sovrana la rosticciata di baccalà che si trova a pranzo al ristorante dell'hotel Mondschein a Sesto, segnalata dal nostro amico Massimo e immediatamente provata. Ottimo l'accostamento delle patate con il baccalà a tocchetti, il sapore di alloro, un goccio di panna per dargli la cremosità senza coprire il sapore e la spolverata di erba cipollina.
Ancora una volta il Mondshein, hotel Luna in italiano, si conferma perfetto nel rapporto qualità prezzo. Discreto e poco evidente sull'angolo della piazza di Sesto, è proprio come la luna: ha un volto nascosto che merita di essere scoperto, il suo ristorante.
Ieri sera Marina ha preparato un semplice antipasto con mozzarella di Sesto, pomodorini e basilico.
Marina però non si è limitata a metterli in tavola, ha preparato un piatto ampio e li ha disposti con cura attenta e il risultato era elegantissimo.
La semplicità dei colori e del piatto mi hanno proprio colpito: a volte basta davvero poco per colpire occhi e palato.
Pasqua è tradizione in Alto Adige portare in chiesa un cesto con salumi, uova, rafano e pane per la benedizione.
Il Geweitz, il cibo benedetto, viene poi consumato la domenica pomeriggio in casa con gli amici e quest'anno anche noi abbiamo partecipato alla tradizione grazie a Pippo e Kiki che ci hanno preparato un piatto di Gewitz dal loro cesto.
Un' ulteriore condivisione di amicizia e cibo.