La musica in testa

AlleMa che bello che è questo libro! Nonostante ieri fossi stanchissimo per aver tinteggiato tutto il giorno, ho cominciato a leggerlo e non l’ho smesso finchè non l’ho finito.

La musica in testa è una specie di autobiografia di Giovanni Allevi, che però fa riflettere sul mistero della musica e di come un ragazzo timidissimo per dare ascolto al suo talento prenda il coraggio a due mani e faccia il cameriere per poter dare un suo CD al maestro Muti o di come vada direttamente al Blue Note a New York per dire "Vorrei che mi ascoltaste" e ottiene una serata.

E’ un libro che tutti i miei amici musicisti o semplicemente appassionati di musica dovrebbero leggere perchè  nella freschezza di Allevi c’è anche una bella lezione sul rapporto tra impegno e passione e una saggia riflessione sull’errore: "L’errore è l’imprevista rottura di una serie: non è meraviglioso?"

Riporto ancora un paio di frasi dato che Allevi, oltre che diplomato in pianoforte e composizione, è anche laureato con lode in filosofia e la cosa traspare qui e là nel libro:

"La nuova Arte è semplice e immediata, ma la sua semplicità è complessità risolta, frutto di un lavoro durissimo."

"Il presente è sempre fresco e inedito, ogni secondo della nostra attuale esistenza non è stato ancora mai vissuto e ogni momento è l’occasione per creare qualcosa di nuovo."

"Il Rinascimento è anche la ritrovata fiducia nelle capacità dell’uomo nella sua sfida  ad affrontare le difficoltà del mondo, e a superarle, purchè il suo cammino sia sempre illuminato e ispirato dalla sciontilla del sogno."

Leggere

AugiasArrivato faticosamente a pagina 400 di Giochi Sacri (ancora incerto se contiuare o seguire la teoria di Pennac che dice che se un libro non ti "prende" è tuo diritto smettere) mi sono preso una pausa con questo "Leggere" di Corrado Augias.

Un libro semplice, senza pretesa di chissà quali riflessioni ma che sembra un dialogo tra persone che hanno una passione in comune.

Elogio della sicurezza

Elogio Era uscito a fine dello scorso anno questo “Elogio della Sicurezza” ma mi è arrivata la mia copia solo oggi: è un testo accademico multidisciplinare in cui c’è anche un mio saggio che si intitola “La protezione dell’intangibile”.

Questo testo raccoglie molti degli interventi a un seminario all’Università Cattolica a Milano nei primi mesi del 2007, e ritrovarli oggi sotto forma di saggi mi sembra che li possa rendere ancora più fruibili.

Caos calmo

Marina mi ha tenuto da parte un bell’articolo sulla Repubblica di sabato con una riflessione su "Caos Calmo" il libro e film del momento e anche un articolo dell’autore Sandro Veronesi.

In molte riflessioni mi ci rispecchio.

La grammatica di Dio

BeniAndando a Milano in treno volevo una lettura divertente e non impegnativa e mi sono messo in borsa La Grammatica di Dio di Stefano Benni che mi hanno regalato a Natale.

Non mi piacciono i libri di raccontini, preferisco una storia completa che si sviluppi e ti appassioni ma direi che il libro ha svolto il suo compito di "compagno di viaggio".

Lo pensavo divertente ma in realtà ogni storia è intrisa di una nemmeno tanto celata amarezza anche se alcune battute mi hanno fatto sinceramente ridere.

Una su tutte (un amico cerca di consolare l’altro che è stato lasciato dalla moglie e si dispera) : "Le donne e le scoreggge ti scappano anche quando non vuoi".

Patrimonio

RothHo finito di leggere Patrimonio di Philip Roth, un libro molto bello che, per chi come me ha vissuto la morte del padre anche se ormai sono passati tanti anni, è fonte di riflessioni e di ripensamenti importanti.

Forse perchè in questi giorni sono morti i padri di due cari amici, l’ho trovato ancora più toccante.

Anche Alfonso ne aveva parlato e condivido la sua immedesimazione: è sicuramente un talento quello di Roth di raccontare una storia sua che diventa immediatamente universale.

Librone e libretto

SuskComplice il ritardo nei voli sia in partenza che al ritorno da Bruxelles, ho finito di leggere il librone di Ken Follet (bello ma non tanto quanto I Pilastri della Terra)

La scrittura è sempre facile e scorrevole (c’è solo una parte che ho trovato noiosa e posticcia, la descrizione della guerra in Francia) e ci si appassiona ai personaggi ma la trama è più forte della letteratura, nel senso che hai voglia più di sapere "come va a finire" che non di soffermarti sui pensieri e le riflessioni psicologiche (poche) dei personaggi.

Mi ripeto, bello ma non travolgente.

Dato che Alberto mi aveva dato da leggere un racconto di Suskind "Il contrabbasso", mi sono letto anche quello.

E’ un monologo un pò paranoico e kafkiano, ben lontano dalla potenza ideativa di Profumo, che è un libro da leggere assolutamente, con qualche spunto interessante per chi dimentica che senza i bassi la musica perde tutta la sua forza.

L’ultimo di Ken Follet

FolletMi sono tuffato nella lettura dell’ultimo libro di Ken Follett "Mondo senza fine" (vedi in proposito il precedente post "Faccio tutto tranne che…) un bel tomo da 1367 pagine.

Si legge con grande scioltezza e le prime 400 pagine sono volate in queste tre sere.

Non dico nulla sulla trama perchè non è ancora "esplosa" e me lo sto gustando.

Sgt. Pepper. La vera storia

PepperNon avevvo voglia di letture "pesanti" in questi giorni e mi ero portato questo "Sgt. Pepper. La vera storia." per continuare l’approfondimento che sto facendo sulla musica dei Beatles.

Un libro per cultori del genere, sicuramente, ma anche un flash su un anno mitico, il 1967, che è lo spartiacque di un cambiamento che segnerà i decenni a venire, nella musica come nella società e nel costume.

Io avevo tredici anni ma mi ricordo benissimo quando andai a comperare Sgt. Pepper e lo ascoltammo con gli amici in religioso silenzio sullo stereo di casa mia (dei privilegiati perchè avevamo il complesso e l’impianto era uno strumento di lavoro).

Non si era mai ascoltata una musica del genere, suoni nuovi, rumori, i pezzi tutti di seguito senza silenzi tra l’uno e l’altro, le follie della copertina (la prima con i testi, la prima con i gadget da ritagliare, la prima a libro), le tracce nascoste, gli ultrasuoni che solo i cani potevano sentire.

Come scrisse un critico musicale (Langdon Winner) nel 1968,

"Dai tempi del Congresso di Vienna, 1815, la civiltà occidentale non fu mai così vicina all’unità come nella settimana in cui venne pubblicato il Sgt. Pepper. In ogni città europea o americana, giradischi e radio suonavano  ‘what would you think if I sang out of tune’, ‘woke up, got out of bed’, ‘look much older, and the bag across her shoulder’, ‘Lucy in the sky with diamonds’, e tutti ascoltavano. Non avevo mai ascoltato nulla di tanto straordinario. Per un breve momento, la frammentata coscienza del mondo occidentale si riaggregò, quantomeno nelle teste dei giovani."

Economia della felicità

LucaL’ho finito l’altro ieri ma ne parlo solo ora distratto dai lauti pranzi di fine anno.

Il libro di Luca "Economia della felicità" è un libro importante, che spiega con profondità le possibili implicazioni ed evoluzioni del cambiamento in atto nel mondo dei media e della rete.

Una lettura che raccomando assolutamente a tutti i miei amici giovani blogger, perchè Luca aiuta a capire quanto sia importante ciò che accade ogni giorno nel mondo delle reti sociali e lo fa supportando le proprie tesi con ampie citazioni di sociologi, economisti, premi nobel e ricercatori, che hanno cominciato ad analizzare la crisi dei modelli economici e sociali che da due secoli governano il mondo.

Non un utopia ma una analisi del possibile e, in fondo, un libro positivo e ottimista ma non fatalista: ciò che accadrà dipenderà da noi e non da una automatica ricaduta della tecnologia come generatrice di bene.

Ovviamente, per chi come me ha scelto di cambiare la propria vita dopo l’esperienza lavorativa, alla ricerca dei valori e del "senso", come lo chiama Luca, Economia della Felicità è  come un segnavia che si trova lungo il cammino di un percorso di montagna e che ti conferma che sei sul sentiero giusto (o una bottiglietta di energia che ricarica il tuo avatar durante un videogame, fate voi), una indicazione che ciò che sto facendo è una scelta che potrebbe avere importanti conseguenze non solo per me.

Grazie Luca, appena arrivo al primo rifugio ti dirò com’è.