La tredicesima storia

TrediciEra un bel po’ che lo stavo leggendo e ieri ho finito questo La tredicesima storia di Diane Setterfield.

Un bel libro per chi ama la scrittura precisa ed elegante britannica e una bella storia … sulle storie, sul fatto che il racconto di noi è un pezzo di noi.

Non un giallo ma una storia che ha continue svolte e un finale a sorpresa. Non annoia di certo

Il rosso attira lo sguardo

OggeroIl vantaggio di andare a Milano in treno è quello di avere un giusto tempo per leggere un libro e stamattina mi sono messo in borsa l’ultimo libro di Margherita Oggero "Il rosso attira lo sguardo".

100 pagine all’andata, 70 al ritorno e il libro me lo sono divorato grazie alla scrittura perfetta della Oggero che non è mai leziosa pur essendo raffinata e semplice senza essere banale.

Avrei voluto un romanzo unico con la "proffia" ma si tratta invece di quattro racconti, ottimi per il treno ma che non riescono a creare la stessa tensione emotiva del romanzo.

Racconti in fondo malinconici, tristi come io trovo sempre Torino, storie di criminali balordi, di gente semplice (uno li vale tutti, il primo racconto con la cantante da strapazzo Roxy) e la Oggero è perfetta nel cambiare lo stile, la sintassi e anche la grammatica per adeguarsi al personaggio.

Domani cosa mi porto?

Un po’ più in là sulla destra

VargasNon sono nemmeno arrivato a Rotterdam che lo avevo finito: il nuovo libro della Vargas, anche se una traduzione di un titolo uscito in Francia da diverso tempo, non tradisce affatto l’attesa degli appassionati.

C’è tutto: una scrittura precisa e senza sbavature, una trama "strana" che fino alla fine non ti lascia cadere il libro, personaggi bizzarri (fantastico il "San Matteo" studioso di preistoria) e una fotografia della provincia francese, ma potrebbe essere anche quella italiana, con le piccolezze, le invidie e la normalità della vita di tutti i giorni.

Quando esce il prossimo?

Mi ci tuffo!

VargasMarina ha portato a casa l’ultimo libro di Fred Vargas "Un po’ più in là sulla destra" e le ho chiesto lo jus di leggerlo per primo.

E’ un pò che arranco tra libri svogliatamente: nemmeno Fiirmino sono riuscito a finire.

Ma questo dovrebbe essere una botta di vita: ci sono i tre "santi" storici, e già questo dovrebbe bastare.

Mi ci tuffo subito e dirò.

L’ultima lezione di Pausch

PaushDopo aver visto il filmato, ho voluto anche leggere il libro con le riflessioni del prof. Pausch con la sua Ultima Lezione sulla vita.

Il libro è fiacco al confronto del video e va bene per chi ha difficoltà con l’inglese a comprendere il discorso di Pausch ma non ha tutta la carica e l’energia del discorso in prima persona.

Vivere con lentezza

BrunoMi è arrivato l’altro ieri questo libro di Bruno Contigiani "Vivere con lentezza" e l’ho letto VELOCEMENTE: in fondo mi sembra un modo per abbracciarlo, conosco Bruno da molti anni, scherzandoci su.

E’ un libro saggio, non nel senso del genere ma proprio per la semplice saggezza che  lo ispira, come scrive lui nelle prime pagine: "Scrivo per entrare in contatto, entro in contatto per essere più felice".

Mi sembra un giusto corollario del libro di Luca "L’economia della felicità" perchè se quello è un testo importante che evidenzia come il la ricerca di un nuovo e più profondo "senso" nelle grandi scelte dei paesi e delle imprese, il libro di Bruno ti dice che questo "senso" lo puoi e lo dovresti sperimentare con piccoli semplici gesti che però ti cambiano la vita.

Piccoli comanda-lenti come lui li chiama che si condiscono di "attimi fuggenti profumati di felicità", e mi ci ritrovo nelle cose che sto facendo da quando ho cambiato vita e ci ritrovo le riflessioni con Massimo e in fondo con tutti i blogger che si prendono il tempo per fare e raccontare cose che la velocità del vivere di corsa non ritiene possibili.

Di sicuro avete un amico a cui regalarlo, uno di quelli che mentre vi parla non smette di leggere gli sms, che vi promette mille volte di venirvi a trovare ma non ha mai il tempo di farlo o che vedete correre come una trottola a spostare i figli da una lezione di danza alla palestra al corso estivo di ikebana.

Bruno non solo ha scritto un libro-blog che racconta la sua vita attuale, ma trasforma in azioni concrete la sua voglia di felicità, con l’ Associazione "L’arte del vivere con lentezza", con la Giornata Mondiale della Lentezza, con questo libro.

Anche quando decidemmo di proporre la "Carta dei diritti dei bambini in rete" avevamo la stessa voglia di fare cose concrete e non solo di dare sfogo ai nostri sogni ed è bello pensare che queste piccole quotidiane rivoluzioni cambiano a poco a poco il mondo in meglio

Lunario della musica

BoccaMarina mi ha regalato (ebbene sì, la signora mi vizia un po’) questo libro di Carlo Boccadoro, grande musicologo e musicista,  "Lunario della musica" che ha per sottotitolo "Un disco per ogni giorno dell’anno" ed è un libro pericoloso e molto bello.

E’ pericoloso perchè leggendo le dottissime descrizioni degli album che fa Boccadoro vi viene una irresistibile voglia di comperarli e 365x… fa una certa cifra,  è molto bello perchè spazia dal classico al rock, al jazz alla musica etnica con una acutezza e una competenza davvero eccezionali.

Lo raccomando caldamente ai miei amici che amano la musica, quelli che hanno sempre Last Fm o iTunes in sottofondo, perchè si fanno scoperte molto interessanti e suggerimenti di ascolto e di acquisto di estremo interesse.

E poi essendo suddiviso per giorno lo potete tenere a portata di mano (idealmente in bagno) per una di quelle letture che non bisogna necessariamente fare tutto d’un fiato ma potete centellinare e gustarvi le sue riflessioni giorno per giorno.

Io mi sono già letto tutto il primo trimestre.

Spingendo la notte più in là

CalabresiMe lo avevano detto Luca e Antonio che questo libro è bellissimo e i loro consigli di lettura non sbagliano: questo "Spingendo la notte più in là" di Mario Calabresi è davvero un gran libro.

Mentre leggi ti prende un gran groppo alla gola per la delicatezza e la profondità con cui descrive il dolore e il senso di vuoto che prende chi si trova con un marito o un padre ammazzato per strada negli anni di piombo.

Nel contempo è una raccolta di storie di grande dignità e di un profondo senso di giustizia che fa riflettere sugli anni più bui della storia recente e di cui molti, me compreso, hanno vissuto in prima persona gli eventi.

Non c’è calo di tensione dall’inizio alla fine, non c’è rabbia, ma un grande respiro che non cede mai alla commiserazione e una lezione di giornalismo nello stile e nei modi con cui la storia viene raccontata.

Vorrei che i miei figli lo leggessero anche se per loro quegli anni sono "storia" e non vita vissuta come lo furono per noi, perchè non smettano di cercare la verità, di rispettare la dignità, di non giustificare mai che una ideologia offuschi fino alla follia dell’assassinio.

In fondo emerge dal racconto un’Italia a cui è bello appartenere, in cui c’è gente che ha vissuto e vive con passione il proprio impegno civile e che non smette di credere che possa esserci un altro modo di fare politica, di vivere le diversità e di costruire il futuro.

I libri mi chiamano

KapUscendo dalla Festa del PD c’è lo stand dei libri e non sono riuscito a passare "indenne", ho trovato infatti l’ultimo libro di Kapuscinski "Ancora un giorno" e dato che dopo le due ultime letture non ho nulla che mi appassioni (in realtà sono pigro e non ho voglia di cercare tra i tanti libri che dovrei leggere) ecco un autore che adoro e che mi farà compagnia per le prossime sere.

Kapuscinski era un grande giornalista, la sua prosa è perfetta, le sue riflessioni sempre lucide e profonde, mai pietistiche, i suoi racconti di guerra sono lucidi e documentati e ne fanno emergere l’atroce stupidità. Questo libro sulla guerra in Angola promette bene e mi ci tuffo subito.

La solitudine dei numeri primi

PrimiLo avevo comperato d’istinto pensando a un libro sulla matematica ed è rimasto sul comodino per un bel po’ assieme a tanti libri che mi attirano e che poi dico "prima o poi lo leggerò".

Il viaggio a Bruxelles prevedeva anche una mattina senza grandi impegni e pur avendo già un libro mi sono portato anche questo come backup e ho fatto bene primo perchè l’altro libro è finito nel volo di andata e poi perchè questo "La solutidine dei numeri primi" è un libro molto bello.

E devo dire che il "genere" non mi piace molto (il disagio dei giovani, la solitudine degli esseri umani nella città, ecc.) forse perchè mi piacciono i libri a lieto fine e le storie alla Caos Calmo mi lasciano sempre con l’amaro in bocca perchè sono un romanticone che vuole sempre il finale da "e vissero a lungo felici e contenti".

Comunque ci si affeziona ai personaggi perchè Giordano li descrive con grande delicatezza e attenzione ai particolari e sullo sfondo il mondo degli adulti che sono tutti mediocri e tristi (l’unico per cui faccio il tifo è Fabio, il medico … ma non dico nulla per non guastarvi la lettura).

Se siete depressi o tristi lasciate perdere, la vena di malinconia è davvero struggente e i due lampi del finale non bastano a rimettervi di buon umore per cui leggetello di giorno, in spiaggia, in una splendida giornata quando poi a sera avete in vista una bella grigliata con gli amici o una partita a calcetto con i figli: apprezzerete il libro e amerete ancora di più la vita.