La lampada di aladino

Copj13
Mi piace molto Sepulveda e questo suo ultimo libro di racconti "La lampada di Aladino" non delude le aspettative.

Una prosa elegantissima e forte che ti porta in giro per il mondo e ti fa vedere posti e persone vere e immaginate con identica verità.

Ai racconti in genere preferisco i romanzi ma in questo caso faccio un'eccezione, quando Sepulveda in 5 pagine ti descrive un mondo e trova metafore e accostamenti descrittivi impareggiabili, ti devi fermare anche tu lettore.

Non c'è fretta in questo libro.

Il giorno prima della felicità

Erri
Erri De Luca è uno degli scrittori italiani che prediligo, c'è una musica nella sua prosa, una finezza nelle sue storie e una profondità nei suoi personaggi che ti lascia sempre ricco alla fine della lettura.

Questo suo ultimo "Il giorno prima della felicità" è un racconto molto bello nella Napoli del dopoguerra, la  maturazione di un ragazzo che diventa uomo guidato dalla saggezza del portinaio di un palazzo, maestro di vita che "sente quello che pensa la gente".

E' bastato il viaggio di andata a Cagliari per leggerlo tutto d'un fiato ma senza fretta, gustandomi la scrittura epica, il ritmo dei grandi classici, la profondità della tragedia greca che si trova in tutti i libri di De Luca.

Un rammarico: non avevo la matita per sottolinearmi alcune frasi davvero stupende ma in fondo va bene così, è un libro che voglio ricordami tutto intero.

Il fantasma esce di scena (meglio così)

Roth
Ho faticato a finire questo libro di Philip Roth: scrittura impeccabile, profondità di analisi ma… non mi ha fatto emozionare.

Una storia sulla vecchiaia vista nel suo decadimento, nell'impossibilità di cambiare e direi quasi rassegnato.

L'ho letto tutto perchè ormai mi mancavano poche pagine alla fine e non ne avevo altri accattivanti sul comodino.

Un libro che non presterò o consiglierò.

Mi è passata

Dopo cena non sono riuscito a posare il libro finchè non l'ho finito.

Stamattina alle 3 la sindrome di Larsson mi è passata, è vero che al risveglio ero un pochino "rinco" e che ho lavorato sodo e poi il volo di ritorno e l'autostrada hanno fatto il resto, ma … "quando ce vò, ce vò!"

Bellissimo. Condivido le valutazioni che ne ha fatto Antonio dal punto di vista della trama e c'è davvero qualcosa di speciale in uno scrittore che ti cattura, ti fa vedere i personaggi mentre leggi, te ne fa sentire le voci, ti fa affezionare a loro, ti fa sobbalzare nelle scene in cui sono in pericolo.

Dei tre mi pare questo il più bello, mi spiace un pochino che non ce ne sarà un quarto.

In apnea da libro

Marina è stata due giorni in apnea da libro: ha comperato il nuovo libro di Stieg Larsson e in due giorni lo ha letto tutto.

Stasera aveva gli occhi "incrociati" ma era molto soddisfatta e mi ha messo il libro sul comodino con sguardo complice del tipo "vediamo quanto resisti".

Inutile dire che (lei dice) che è bello quanto i due precedenti.

L’età del dubbio

CamilFinito di leggere il bel libro del Cardinal Martini (finale bello, parte centrale molto specifica per i cattolici in senso stretto) volevo riposare la mente e sono andato sul sicuro: il nuovo libro di Camilleri, L’età del dubbio.

Lo avevo iniziato l’altra sera ma ieri, complice Blue che mi ha svegliato a metà della notte tagliandomi il sonno, mi ci sono tuffato e al risveglio stamattina l’ho finito.

All’altezza di tutti gli altri, bell’intrigo, e soprattutto mi piace questo Montalbano che riflette sull’amore, sull’età su cosa è giusto e cosa no.

Finale no comment per non togliere il gusto a chi lo deve ancora leggere e una sola domanda: ma perchè non molla Livia? Sempre più antipatica.

Un peccato

E’ morto Michael Crichton, uno dei miei scrittori preferiti, quello di Jurassic Park, di Viaggi, di Stato di paura, l’inetore della serie E.R.

Peccato perchè aveva solo 66 anni e una talento straordinario che gli avrebbe certamente fatto scrivere ancora libri stupendi con quel suo stile meticoloso nei dettagli tecnologici e accurato nelle riflessioni scientifiche.

Bun viaggio a te Michael!

Conversazioni notturne a Gerusalemme

MertiniAppena preso in mano e sono già a metà di questo folgorante libro del Cardinale Carlo Maria Martini e di padre Georg Sporschill "Conversazioni notturne a Gerusalemme".

Dico folgorante perchè frasi e riflessioni ti colpiscono per la lucidità e l’apertura che mostra e che ci sarebbe piaciuto sentire, ma non credo accadrà mai, dal papa attuale.

Trovo lo stesso piacere nella lettura che ho provato leggendo Daisaku Ikeda e, pur non riuscendo a capire fino in fondo concetti di fede e di preghiera che li accomunano, li sento vicini per la profondità e "laicità" della loro fede che non si vuole imporre ma far scoprire.

Farà bene a tanti miei amici cattolici che spero corrano a comperarlo per i loro figli: il libro è rivolto direttamente ai giovani di cui padre Sporschill che lavora con i bambini di strada nell’Europa dell’Est, ha raccolto le domande.

Fa bene anche a chi pratica un’altra religione convinto che, come dice il Cardinale "Non puoi rendere Dio cattolico. Dio è al di là dei limiti e delle definizioni che noi stabiliamo."

Ci sono frasi che si addicono anche a chi, come me, si sente ancora in cammino e me ne sono appuntata qualcuna:

"Sentire Dio … è un’arte dell’attenzione che occorre apprendere come l’arte di amare."
"Molte miserie sono prodotte dagli uomini. Questo ci costringe a pensare in modo politico e a lottare per la giustizia"
"Non dobbiamo limitarci a domandare: perchè buon Dio esiste tutto questo? Dovremmo chiedere anche: qual’è la mia parte e come posso io cambiare la situazione."
"La felicità non è qualcosa che arriva o che dobbiamo solo aspettare. Dobbiamo cercarla."
"Quando vedo la bellezza, non so spiegarla, eppure lo stupore può condurmi a Dio."
"Certo, esiste l’inferno, solo che nesuno sa se vi si trovi qualcuno."
"Cambiare il mondo significa togliere agli uomini le loro paure."
"Il senso è come l’acqua in cui nuoto."

Continuo a leggere con la matita per sottolineare e per ricordare meglio, perchè, come dice padre Sporschill con una frase su cui vale la pena di meditare a lungo: "La metà della notte è il principio del giorno."