L’ultima corsa per Woodstock

ColinNon riesco a uscire dalla mia libreria con un solo libro di Sellerio, se poi la libraia mi dice che ha appena letto un bel giallo… come resistere?

Infatti quato L'ultima corsa per Woodstock di Colin Dexter si legge bene, c'è una bella storia intricata ma non cervellotica e come in una sinfonia classica c'è un finale che cambia tre volte.

Meglio che non dica di più, un giallo è un giallo…

Buona lettura davvero.

Il re dei giochi

MalvaldiAnche l'ultimo libro di Marco Malvaldi "Il re dei giochi" è bello come i precedenti (la briscola in cinque, il gioco delle tre carte).

Storia gialla ambientata in provincia, un bar e tre vecchietti, una cameriera, un commissario che appare di quando in quando, il tutto in una lingua divertente e scorrevole.

Assolutamente raccomandato come lettura estiva e rilassante.

Prima di morire addio

VargasErano mesi che non leggevo un libro e qualche amico me lo aveva fatto notare ma ero troppo preso per trovare la giusta condizione per rimettermi a leggere.

Come un assetato che esce dal deserto, l'altra mattina mi sono letto tutto d'un fiato l'ultimo libro di Fred Vargas "Prima di morire addio" e mi è sembrata proprio una sorsata di acqua fresca.

Scorrevole, accattivante, ben scritto, con una storia nemmeno tanto stramba e in linea con la moda dei misteri ecclesiastici del momento.

Adesso devo decidere come andare avanti, la ripresa è stata ottima.

Musica coelestis

Musica Continua il mio studio/viaggio alla scoperta della musica contemporanea e questo Musica Coelestis di Carlo Boccadoro è stat una lettura perfetta e quindi raccomandabile a tutti quelli che di musica contemporanea sanno nulla (come me) ma vorrebbero saperne (come me).

Come ha già fatto con i Racconti Musicali, Carlo non vuole spiegare o dare lezioni, lascia socraticamente che siano le storie, i racconti dei vari autori che lui intertvista, a costruire nel lettore lo scenario offerto dalla musica contemporanea.

Dai vari intervistati ci sono riflessioni e spunti da tenere e senza voler citare ma riportando sensazioni, ricavo un'impressione di grande dedizione nei vari musicisti, di onestà intellettuale, di esplorazione e l'idea che mi sto facendo sempre più forte è che la musica, a maggior ragione quella contemporanea, contenga il germe profondo dell'innovazione e possa esserne guida e ispirazione (illuminante l'intervista a John Adams).

In fondo tutti gli amici che come me si occupano di cambiamento, di rivoluzioni piccole o grandi, di innovazione tecnologica, non mi sembra abbiano la risposta alla domanda: "come cambiare senza perdere il senso dell'umano"?

Leggo tra le righe la sconfitta dell'avanguardia, come tutte le avanguardie che esauriscono la loro utile purchè breve missione, e lo spazio a un processo più lento e profondo che aiuti le persone a ritrovare le emozioni e le ragioni dell'ascolto.

Io credevo che la musica contemporanea fosse solo fatta di esperimenti cerebrali, tecnologici, matematici, razionali e, in fondo, fastidiosi come lo è spesso la tecnologia e il libro di Carlo mi sta facendo cambiare idea.

Certamente il CD allegato al libro, indispensabile perchè la lettura si collochi nel concreto, aiuta a capire e ad associare le parole degli autori al loro lavoro e anche se, come ammetteva ieri Carlo in una chiacchiera veloce via Skype, le scelte sono facili, quasi "orecchiabili" si potrebbe dire, è comunque un ascolto che ti obbliga a pensare.

 Certamente lettura e ascolto obbligano a superare i pregiudizi, quelli sulla musica contemporanea di certo, ma anche i pregiudizi in generale che ci rendono ciechi a quanto abbiamo da scoprire ogni giorno attorno a noi.

E' quello che mi viene da pensare ascoltando autori fino a ieri mattina sconosciuti come James  MacMillan o Aaron Kernis o Gavin Bryars scoprendo anche come i musicisti contemporanei siano intrisi di generi musicali i più differenti, dalla musica etnicva al jazz, al rock, di come i compositori "classici" utilizzino liberamente tutto lo strumentario elettronico facendo piazza pulita dello snobismo che ancora aleggia attorno alla musica "classica" come la si vuole intendere.

Ed ecco un'altra lezione: quante volte i difensori del purismo (ideologico, culturale, sociale che sia) in realtà nascondo dietro al rigore la loro reale paura del nuovo e difendendo la "storia" in realtà rinnegano la possibilità del nuovo e del cambiamento.

E' strano come, riguardando la mia discografia, trovi due vecchi CD di Philip Glass e di Michael Nyman che La Repubblica aveva pubblicato nella serie "Ambient" quasi fosse musica da sala d'attesa o da centro massaggi o mentre sto caricando altri CD su iTunes, viene classificata come "alternativa" o "pop" ma non CLASSICA.

Ed è ascoltando questi autori e leggendone la biografia che ci si rende conto che la loro musica quando è colonna sonora di film o di spettacoli o di jingle pubblicitari viene accolta senza pregiudizi mentre se dovessimo andare apposta a un concerto forse esiteremmo dubbiosi della nostra capacità di capire o di gustare.

Ed ecco un'altra lezione, presa a prestito da David Lang che per selezionare i brani di un festival nasconde i nomi degli autori per non farsi influenzare e per scegliere solo in base al fatto che un brano piaccia o meno. Quante volte in una galleria d'arte moderna ho guardato un quadro e sono rimasto perplesso ma dopo aver letto il nome dell'autore ovviamente famoso, sotto sotto la mia accettazione è cambiata quasi che dovessi essere obbligato a farmi piacere un'opera solo per la celebrità dell'autore.

Mi fermo perchè so davvero troppo poco di questo immenso mare di musica che ci circonda e di cui non si vedono i contorni ma il solo fatto che mi stimoli tante riflessioni mi pare già di per sé un segnale positivo.

Quello che mi spinge maggiormente è comunque la convinzione che la musica, tutta la musica, racconta il tempo perchè lo contiene e la musica contemporanea è la nostra musica, la musica del nostro tempo, quando non ci piace non ci piace probabilmente lo stridore del traffico, quando non ci piace non ci piace perchè racconta il chiacchiericcio della televisione o i falsi miti della velocità.

Ma ci siamo noi in quella musica e c'è il nostro futuro che qualche artista di talento sta cercando di tracciare e  con queste mappe per le orecchie possiamo intravedere un percorso possibile.

Vele e Cannoni / Tre storie extra vaganti

Vele Ho finito anche gli altri due libri di Carlo M. Cipolla sulla storia economica del medioevo e  Vele e cannoni mi è piaciuto in particolare per la sottile analisi dell'influsso di una innovazione tecnologica, i cannoni in ferro e la riduzione del rinculo che permise di montarli sulle navi, nello sviluppo della storia economica del mondo.

A queste invenzioni infatti si deve la supremazia che l'Europa ebbe sull' Oriente che invece era refrattario alle nuove tecnologie e mi segno un bel passo di riflessione tra innovazione e società:

"… il problema può sembrare semplicemente quello di creare nuove tecniche di produzione e gli strumenti e le macchine ad esso appropriati. Ma ciò che realmente è in causa è una vasta modificazione delle strutture e dei valori sociali… Per fronteggiare una nuova situazione occorrono nuovi modi di pensare, nuove attitudini, nuovi modi di agire. Per ammettere la nuova funzione dell'artiglieria … i mamelucchi dovevano sacrificare la funzione e il prestigio della loro cavalleria feudale, vale a dire la posizione sociale e il prestigio della classe dominante. Per poter accettare le tecniche occidentali, i cinesi dovevano cambiare tutta la concezione del loro mondo e dei loro rapporti con il resto dell'umanità, in altre parole dovevano attuare una specie di rivoluzione copernicana in campo culturale."

Tre Nelle Tre storie extra vaganti rimane impressa soprattutto la storia della grande truffa messa in atto dai genovesi ai danni della Francia e della Turchia quando si misero a coniare monete false, i luigini, che le donne turche amavano utilizzare come ornamento per i loro abiti, pagandole ben più del loro valore monetario.

Il risultato fu una grave crisi finanziaria che mi fa pensare che le "bolle speculative" non siano un'esclusiva dei nostri giorni.

Altai

Altai Bellissima lettura questo Altai di Wu Ming, il team che aveva scritto Q sotto lo pseudonimo di Luther Blisset.

E' il seguito di Q (e se non lo avete letto non azzardatevi a leggere questo seguito prima di quello, vi perdereste la comprensione profonda della storia) libro magnifico sullo scontro tra i poteri tra il 400 e il 500, i sogni delle riforme religiose viste come rivoluzioni politiche e gli intrighi tra i potenti.

Altai, ruota attorno al ruolo degli ebrei scacciati nello scontro tra Venezia e l' Oriente ma non dico altro per non guastare la storia che, come è accaduto a me, non ti molla finchè non finisci il libro.

Libri come spuntini: Le macchine del tempo

Cip1jpg Mi sono portato alcuni dei saggi che Carlo Cipolla (quello di Allegro ma non troppo) ha scritto partendo dall'analisi di fatti economico sociali che hanno impresso la nostra storia.

Oggi ho finito il primo "Le macchine del tempo", una storia dell'impatto che l'invenzione dell'orologio ha avuto nella storia economica.

Si legge in fretta come uno spuntino prima di cena, scritto bene e documentatissimo come è dovere per uno storico, i saggi di Cipolla aprono squarci di riflessione sempre interessanti.

Adesso ho sul comodino "Vele e cannoni" e "Tre viaggi extravaganti", tutti editi da Il Mulino, 10 euro l'uno.

Una piccola storia ignobile

PerissMolto piacevole la lettura di questa "Piccola storia ignobile" di Alessandro Perissinotto.

Un giallo ambientato tra Bergamo e Milano, con un bel personaggio femminile di investigatrice "per caso".

Adesso sono curioso di leggere gli altri che Marina mi assicura sono altrettanto interessanti.

Libreria aggiornata

Era da un anno che non aggiornavo la mia libreria su Anobii e così, grazie alle mie microrecensioni dal blog, sono risalito alle letture di un anno: 29 libri, poco più di un libro ogni due settimane, una bella media.

Riflettere sui libri che ho letto in un anno mi dà il senso di come si sono mossi i miei pensieri negli ultimi dodici mesi. Piacevoli sensazioni