Ancora dal saggio sull’apprendimento

Ritaglio alcune frasi che possono tornarmi utilli

Students can become more active and independent learners, with the teacher serving as consultant, not chief executive. Instead of dividing up the curriculum into separate disciplines (math, science, social studies, language), we should focus on themes and projects that cut across the disciplines, taking advantage of the rich connections among different domains of knowledge.

Instead of dividing students according to age, we should encourage students of all ages to work together on projects, enabling them to learn from one another (and to learn by teaching one another). Instead of dividing the school day into hour-long slices, we should let students work on projects for extended periods of time, enabling them to follow through more deeply and meaningfully on the ideas that arise in the course of their work.

Finally, and perhaps most importantly, we need to transform curricula so that they focus less on “things to know” and more on “strategies for learning the things you don’t know.”

As new technologies continue to quicken the pace of change in all parts of our lives, learning to
become a better learner is far more important than learning to multiply fractions or memorizing the capitals of the world.

In the 1980s, there was much talk about the transition from the “Industrial Society” to the “Information Society.” In the 1990s, people began to talk about the “Knowledge Society.”  the key was how people transformed information into knowledge and managed that knowledge.

But I prefer a different conception: the “Creative Society.” As I see it, success in the future will be based not on how much we know, but on our ability to think and act creatively.

The importance of a well-educated, creative citizenry is greater than ever before.

We must make sure that children’s creativity is nourished and developed, and we must help children learn how to extend and refine their creative abilities, so that the creativity of childhood persists and grows throughout life.

The ultimate goal is a society of creative individuals who are constantly inventing new possibilities for themselves and their communities.

Ripensare all’apperendimento

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Sto leggendo un saggio sull’apprendimento che Mitch Resnick ha scritto
per The Global Ingormation Technology Report del 2002 e pubblicato
dall’Università di Harvard.

Ci sono molte delle cose che ho cercato di mettere nell’ "onda" dell’apprendimento di tanti anni fa ma quello che mi sta girando in testa è una nuova domanda: Questo tema riguarda solo i bambini e la scuola?

E se il tema riguardasse anche gli adulti? Le aziende? La formazione dei managers?

Non sarebbe il caso di ripensare (ma davvero) come insegnamo non solo ai bambini ma anche a noi stessi e ai nostri amici? In fondo il mondo è cambiato per tutti e se era vero nel ’96 con il libro di Papert e con Onde o nel 2002 con questo saggio, ancora di più è vero oggi.

Visto che a Varsavia dovrò parlare di come formare i collaboratori alla sicurezza raccontando le mie esperienze in BancaIntesa e in Electrolux, mi sto domandando se faccio bene a raccontare una cosa "datata" anche se solo di due anni, perchè quello che bisognerebbe fare è davvero ripensare la formazione in senso più largo e una "Best Practice" di due anni fa potrebbe non dare alcun risultato oggi.

O forse bisognerebbe prendere l’esempio che fa Baricco ne "I Barbari" sul riutilizzo dei pezzi del passato: di quelle esperienze dobbiamo solo prendere alcuni modi e concetti che ci servono e buttare tutto il resto perchè allora c’erano i primi esperimenti di WebTV menter oggi c’è YouTube.

Non ho una risposta ma questa cosa mi è entrata in testa stasera e non se ne andrà facilmente.

Marketing intelligente

Ho ricevuto un messaggio carino dalla ditta che produce gli sticker MOO che ho ordinato, mi dice che forse la copertina non sarà del colore che avevo chiesto e se ne scusa: ma con quanta gentilezza e spiritosa cordialità!

Il software di gestione degli ordini assume una “personalità” e ha un nome “Little MOO” e si prende la colpa dell’errore dicendo di non essere stato in grado di dire agli “umani” quale copertina mettere e si dà dell’idiota ma assicura che adesso è stato sistemato.

Bravi davvero.

Hello,

I’m Little MOO. We’ve spoken before, I’m the piece of software that
manages your order with MOO.

I’ve done a Very Bad Thing.

Don’t worry – your StickerBook will be fine, but I might’ve lost the
information that tells the real life people at MOO what colour cover
you ordered for your StickerBook.

I might only be a piece of software but I am embarrassed and I do
feel like a bit of an idiot. If you do get the wrong cover for your
book, please accept my apologies and know that someone has fiddled
with my insides and fixed them, and it won’t happen again.

In the meantime, I hope you love the Stickers you ordered.

Very best wishes, and sorry again,

Little MOO.

Velocissimi

Ieri ho ricevuto un telegramma di CartaSi che mi chiedeva di contattarli urgentemente: “Per motivi di sicurezza dobbiamo cambiare la sua card, temiamo che non sia più sicura. Quella che ha è bloccata da ora e ne mandiamo una nuova entro 48 ore.”

Apprezzo la solerzia e mi preoccupo perchè mercoledì parto e negli USA senza carta di credito è come sull’Himalaya senza ossigeno. Avevo già chiamato la mia banca per vedere coome poter avere una “ricaricabile” al volo, nel caso in cui la carta normale non fosse arrivata in tempo.

Poco fa invece ecco il corriere: 26 ore e la card è già arrivata. Non c’è che dire davvero velocissimi.

Non siamo più abituati ad avere un servizio che funziona, forse perchè sto battagliando con Infostrada, e quando capita è una sorpresa molto positiva: ci vuole poco per tornare di buon umore.

Brutta Infostrada

Mi lamento di Telecom per la pessima qualità del servizio di assistenza ma anche questi di Infostrada non scherzano!

Sto aiutando un amico ad attivare la connessione ADSL con Infostrada, avevo iniziato tre settimane fa prima di andare a Sesto e al ritorno ho scoperto che nulla è cambiato: funziona a fasi alterne.

Ovviamente le telefonate all’assistenza sono da teatro dell’assurdo
"per noi va tutto bene" – Il che vuol dire si attacchi al tram
"se vuole.. prema uno, prema due, prema cinque, prema 8… siamo spiacenti non possiamo passarle un consulente Wind!" – Facevo prima a fare un Sudoku

Adesso ci siamo preparati: eseguita una diagnostica che dimostra che il problema è sulla rete ATM, un paio di testimonianze di altri utenti in zona che hanno lo stesso problema e poi riproviamo a parlare con un "consulente" Wind.

In alternativa raccoglieremo le firme e scriveremo al Gabibbo, manderemo un video su YouTube e una lettera a L’altro Consumo: questi servizi resi tramite call center sono un disastro e fanno solo esasperare i clienti.

Due etti di prosciutto

Passo di corsa a fare la spesa nel tornare dalla montagna e mi fermo al minimarket del Gozzi per le quattro cose che mancano in casa.

Latte, pane, le uova e chiedo al commesso due etti di prosciutto.

Colgo velocemente il peso sulla bilancia 124 grammi, colgo un attimo di esitazione e poi lui impacchetta e chiede: "altro?", "No grazie" e vado a pagare.

Rifletto. Il commesso ha fatto il furbo, ha capito "un etto" (e non due come avevo chiesto) e quando ha visto il peso in eccesso non mi ha chiesto se andava bene lo stesso (gli avrei detto che anzi era meno di quanto ne volessi) e ha "chiuso la trattativa".

Se me lo avesse chiesto avrebbe certamente fatto una figura migliore e avrebbe "venduto di più".

Morale: a fare i furbi no si guadagna