
Alberto Bregani mi ha regalato un libricino "L’esuberanza dell’ombra" di Carlo Riggi un fotografo siciliano che è anche psicoterapeuta (o viceversa).
E’ una lettura veloce ma illuminante per chi ama la fotografia e la riflessione filosofica sull’arte e penso subito che vorrei regalarlo a Massimo, a Gallizio e a Marco.
Mi ritrovo in molte considerazioni di Riggi
"Fotografare è ascoltare più che guardare"
"Presuppone di lasciarsi attraversare dagli stimoli senza avere una precisa idea di cosa si voglia ottenere"
"La ricerca della bellezza è strettamente legaa alla ricerca della verità"
"La fotografia nasce dal collimare di una ‘preconcezione’ con un evento"
"Il pensiero è mosso dall’assenza… in una fotografia è importante ciò che non c’è"
"Il luogo è uno stato della mente"
"L’essere soli quando si scatta è fondamentale, non per amore della solitudine, ma per una necessità di silenzio"
Come dice la quarta di copertina, "… un libro dedicato a tutti coloro che non hanno perduto il gusto di giocare, di sognare e di stupirsi".