Cose importanti

GigiClown2
Ogni tanto guardo la fotografia che ho sulla parete a fianco della scrivania e mi mette di buon umore.

E' di una ventina di anni fa e facevo l'animatore alla festa di fine anno alla scuola materna.

Ricordo che avevo le tasche piene di caramelle che elargivo con finta parsimonia.

Stasera Piero e Giulio erano a cena qui e abbiamo riso molto delle stupidaggini del paese e delle notizie del giorno e abbiamo fatto onore alle verdure e ai medaglioncini preparati da Marina.

Ora che ho finito le varie piccole incombenze che mi ero fissato per oggi, guardo la foto.

Quello sguardo mi dice molte cose, sono io che attraverso l'obiettivo sto dicendo al me di oggi: quando riguarderai questa foto ricorda che ciò che hai fatto per i tuoi figli, per farli sorridere è una delle cose più importanti che tu abbia fatto.

 

 

Due passi “fuori porta”

Pasqua2C'è una bellissima pace e una luce che rasserena.

Facciamo la solita nostra passeggiata ai bordi del bosco lasciando Blue a correre nei prati in fiore.

Una pausa per il caffé alla baita ai piedi della Croda Rossa e poi un camminare lento che accompagna parole e riflessioni leggere.

 

 

 

 

Pasqua6La primavera è ovunque e quel che resta dell'imverno assume la bellezza dei ricordi.

Non so dire di cosa parliamo, come se in effetti il vero senso non possa essere detto.

 

 

 

 

 

Pasqua1Facciamo piccoli progetti che come i fiori del prato, sono tutti indispensabili allo sguardo.

 

 

 

 

 

 

Pasqua9Non serve mettere ordine, la ragione delle cose è lì davanti ai nostri occhi.

Il ritmo dell'armonia si lascia percepire.

 

All ricerca del senso

Torno da Sanremo sempre turbato, quando c'era Giampiero, rimuginando sulle sue lungimiranti idee sul mondo dell'informazione, della televisione e della musica; ora che lui non c'è più, torno con lunghe ore di racconto di Meri a cui ho chiesto dettagli sulla vita di Giampiero, sulle sue scelte, sulla sua capacità straordinaria di "fiutare il vento" del futuro.

Non so dire cosa mi aspettassi da questo lungo incontro, so che volevo farlo per cercare risposte a domande che non so formulare.

Qualcosa di luminoso lo riporto con me: il coraggio delle azioni oneste, la forza dell'amore, la lucidità nell'affrontare la morte, la conferma che i nostri insegnamenti non cadono nel nulla.

Stasera, mentre ci ripenso, in modo apparentemente casuale, è partita la 9' sinfonia di Mahler: musica perfetta per coccolarmi, in quel misto di tristezza e serenità che caratterizza quest'opera che come nessun'altra descrive il passaggio dalla vita alla morte.

Stasera avrei voglia di vedere i miei figli forse solo per incoraggiarmi a non smettere di fare ciò che ho fatto e che intendo fare, sapendo che i miei dubbi si dileguano nei loro occhi.

Giampiero come Stefan, mi facevano sentire "piccolo", non inferiore, ma allievo che chiede istruzioni su come funziona la vita, su come prendere le strade giuste, fare le scelte più sagge. Stefan era più giovane di me di 5 anni, Giampiero più vecchio di 15 ad entrambi chiedevo consigli ma erano altrettanto spesso loro  che mi chiedevano risposte, quando ero io che le cercavo da loro e io non capivo cosa mai potessi dire loro, che valore avessero i miei punti di vista quando io chiedevo a loro quale scelta fare.

Forse il segreto, se di segreto si tratta, sta qui: nel fatto che ciascuno ha qualcosa di prezioso da donare anche se non ne conosce il valore perchè è l'altro che impreziosisce il dono.

Non è facile parlare della vita e della morte, parlare di Giampiero con Meri che tanto lo ha amato e che sta lentamente dipanando la matassa del distacco, cercando di sistemare tutto perchè nulla sia irrisolto o incompleto.

Fu lei a sgridarmi, sbatacchiandomi come fa la leonessa con il cucciolo, quando non mi decidevo a unire la mia vita a quella di Marina ed è grazie a Giampiero se ho avuto il coraggio di molte scelte lui che ai miei dubbi rispondeva sempre con "ma va, tu queste cose lei fa con la mano sinistra…" regalando il fuoco della fiducia in sé.

Un amico che manca è un grande vuoto, vorrei parlargli, chiedergli ancora, ora che mi trovo a fare scelte importanti nel mondo della musica , quello che è stato il suo mondo, dove è stato straordinario innovatore.

Vorrei chiedergli ma lui non c'è fisicamente, e devo provare ad ascoltare con il cuore ora che non posso udirne la voce. Forse il senso è questo.

Dovrei essere felice di averlo conosciuto, dovrei essere felice di avere rivisto Meri, con la sua bellezza senza tempo, ai nostri occhi identica ad allora, dovrei: ma non è così. Non riesco a scrollarmi di dosso la grande malinconia della sua assenza.

Stasera ho preparto per Marina la pasta con il sugo che ci faceva Meri quando, praticamente ragazzini, passavamo le domeniche a casa loro a parlare di musica e di politica, di futuro e di cambiamento.

E' stato per me come un rito, incenso offerto a profumare l'aria.

Forse il senso che cerco è questo: il senso profondo dei piccoli gesti, delle gardenie di Giampiero, della bellezza silenziosa dei suoi quadri.

Forse il senso è quello dell'abbraccio di Meri di quando siamo ripartiti oggi dopo tre anni che non ci si vedeva mentre ci siamo ripromessi di vederci a maggio.

Su un bigliettino Giampiero aveva scritto : "Metto il passato in memoria. Del futuro vivrò".

Meri lo ha scritto sulla sua lapide.

Forse il senso è questo.

Due per tre

Due giorni a Sesto per prepararmi a tre giorni di fila a Milano. Dovrebbero bastare.

Un anno esatto dopo

LocandinaQuiPerCaso-1Ho ritrovato la locandina della prima serata di Qui Per Caso Quel Giorno e ho notato che era il 16 marzo, esattamente un anno fa.

Domani sera sarà non solo una replica ma un "compleanno".

Invito a cena

Siamo stati a cena da Piero che ci ha"ufficialmente" invitati a visitare casa sua.

A parte l'ottima qualità della cena alla giapponese, una serata bella e affettuosa con Piero e Laura molto contenti della loro sistemazione.

Quando un figlio invita a cena i genitori nella sua nuova casa è il segno di un importante passo, ti sta dicendo con orgoglio: ho la mia casa, ho un lavoro e la vita mi appartiene.

Proprio una serata importante.

Grazie

Grazie a tutti quelli che non sono ancora riuscito a ringraziare di persona per gli auguri, le telefonate, gli abbracci virtuali.

E' stata una bellissima giornata, luminosa fuori, piena di calore umano attorno e gioiosa dentro di me.

 

Quanti anni ho?

Oggi compio gli anni, 58.

Sembrano tanti ma c'è un pezzo di me, quello "dentro il guscio" che non se ne accorge, lui pensa sempre di averne 24, quando mi sono sposato, quando ho fatto il militare, quando ho fatto l'assessore, quando ho cominciato a lavorare, quando ho piantato l'università, tutto nello stesso tempo e nello stesso tempo ho staccato la fune che mi legava all'ormeggio della vita.

Stasera suonavo con gl amici (che festa, con torta e prosecco!) e il tempo era come sospeso: è arrivata mezzanotte in un lampo e le due in un istante.

Quanti anni ho? Mi chiedevo venendo a casa: come faccio a dirlo? L'orologio si è fermato su 24, la mezzanotte della vita, sospesa tra lo ieri e il domani. Allora non mi chiedevo quanti anni avessi, ero così impegnato a vivere che non mi passava nemmeno per la testa di chiedermi una cosa del genere.

Quando chiesi a mia mamma, che ora di anni ne ha 91, quanti anni avesse, mi rispose "22", forse anche per lei gli anni delle decisioni importanti, c'era una guerra in corso, tutto era precario e il futuro incerto ma aveva una vita sua e un marito e che altro serviva? Sono certo che se ripetessi la richiesta oggi mi darebbe la medesima risposta perchè quell'orologio che abbiamo dentro si ferma a una certa data, a un certo tempo.

Non è un orologio guasto, non si ferma a caso, non per un colpo o un difetto. Si ferma a fissare un momento magico, a eternizzarlo, a farci ricordare in ogni momento la forza che avevamo quando siamo usciti dall'adolescenza, non ancora adulti ma di certo non bambocci.

I "bing" dei messaggi di auguri su Facebook rilanciati dal telefonino mi fanno compagnia, tintinnano l'abbraccio di tanti amici, di tanta gente a cui voglio bene e di altrettanti che ho incontrato lungo il cammino e che ancora mi sono affezionati. E' una compagnia che fa piacere ma che soprattutto fornisce una risposta sensata e tangibile alla domanda che qualcuno si fa: ne vale la pena?

Mai come in questi tempi di "placida determinazione" mi mancano gli amici che non ci sono più, Stefan, Gianpiero, mi mancano i nonni che non ho mai visto, mi manca mio padre a cui vorrei chiedere di cantarmi ancora una canzone accompagnandosi alla chitarra.

Quanti anni ho? Come faccio a misurare la vita? Ha più senso turbarsi nella consapevolezza del fatto che quelli che devono venire saranno certamente meno di quelli già trascorsi? o stupirsi della magia che ogni istante è lungo come tutti gli anni dell'universo? che lo sguardo di Marina raccoglie tutti i sorrisi che l'abbraccio dei miei figli è la somma di tutti gli abbracci.

Vorrei che lo scorrere del tempo rallentasse perchè ho ancora molte cose da fare e non potendo allungare il passo vorrei che la terra sotto i piedi ruotasse più velocemente per avvicinarmi alla meta in tempo.

Ho nipoti non nati da incontrare, paesi da vedere, amici da salutare prima che sia l'ultima volta, devo ancora suonare una suite, ho racconti da scrivere, musica da inventare, progetti a cui dare vita e reggere il dolore delle perdite che avrò.

Tutto può finire domani e sarei felice lo stesso, dispiaciuto certo perchè non è mai tempo di tornare a casa quando sei in festa, ma senza rimpianti o innervato di rancore.

Quando mi capita di assistere ad una messa mi chiedo che parole potrei dire condividendole pur non essendo credente: mi piace il "dacci oggi il nostro pane quotidiano" e il "liberaci dal male" ma mi piacciono anche "credo nella vita che verrà", nel senso che ci sono altre vite da vivere in modi a noi ignoti soprattutto perchè "credo nella vita eterna", nel suo manifestarsi in mille forme, nel suo prenderci e lasciarci, nell'eterno percorso verso la bellezza.

Quanti anni ho? Non so dirlo, ne compio 58 ma non ne possiedo nessuno.