Sto leggendo il giornale e si sentono rumori di sassi lontani, dalla Val Fiscalina si vede salire ancora del fumo, penso siano altre frane di assestamento.
E’ passato da poco un eliccottero ma non ci sono altri segnali d’allarme.
Pensieri e riflessioni non solo sulla tecnologia ma su molte cose che mi fanno pensare
Alla fine non me la sono sentita di togliere i fiori dal balcone, ci sono giornate così luminose che è un piacere solo guardarli.
E’ vero che di notte fa proprio freddo ma ho preferito limitarmi alla potatura dei gerani piuttosto che toglierli definitivamente e metterli in cantina.
Me li godo fino a novembre e poi sia come sia, tanto in cantina mi schiattano ugualmente.
Dopo giornate intense sono a Sesto.
Cielo stellato senza luna, 4 gradi fuori e un bel tepore in casa.
Silenzio.
Ho trovato una bella massima di Oscar Wilde dedicata a tutti i sognatori (e ne conosco tanti per fortuna)
"Sognatore è chi trova la sua via alla luce della luna… punito perchè vede l’alba prima degli altri."
La massima di Ikeda di oggi dice:
Quando vi trovate davanti a un muro, dovreste pensare: "Visto che qui c’è un muro, al di là ci deve essere una disesa sconfinata". Invece di farvi scoraggiare, sappiate che incontrare una difficoltà è prova del progresso che avete fatto finora.
Mi pare un buon pensiero per cominciare la settimana.
E’ un piacere incontrare di nuovo Filippo Fasser, il liutaio bresciano che ha risistemato il mio violoncello "Stefan" (quello che ho a Sesto per studiare).
E’ una persona solare e semplice che ispira subito fiducia e competenza e ti mette subito a tuo agio.
Gli ho fatto i complimenti per aver letto il suo nome nel bellissimo libro di Paolo Rumiz "La leggenda dei monti naviganti" in cui si racconta di quando accompagnò Rumiz e Mario Brunello (il più famoso violoncellista italiano) nei boschi del trentino alla ricerca "dell’albero ideale" e in cui Brunello suona il suo antico strumento appoggiandone i puntale al tronco degli alberi facendoli risuonare: che cosa fantastica poter far "cantare" un albero!
Oggi era vestito "dalla festa" dovendo incontrare clienti e visitatori a Mondomusica ma a me piace invece pensarlo sempre con il suo grembiule blu da "falegname" e immaginarlo in quella sua bottega in centro a Brescia che odora di legno, resine e tranquillità, un posto dove andrei di tanto intanto a sedermi in silenzio per sentire il tempo che non scorre e gli alberi che risuonano.
Questa settimana sono stato a Milano per due giorni consecutivi ed è la prima volta da tre anni a questa parte che non trovo coda: merito della fine dei lavori per la quarta corsia.
Il miracolo vero è stato quello di uscire da Milano il venerdì alle 5 e mezza e superato qualche rallentamento in tangenziale est nella zona di viale Forlanini, arrivare a casa in un’ora e un quarto.
Speriamo che duri!
Sono contento di essere tornato a casa ma mi ritrovo un bel pò di cose da fare che avevo lasciato in sospeso per il viaggio polacco.
Ora la mia casella di mail è piena di messaggi da leggere e smistare, il violoncello attende il ripasso degli esercizi e le dita sono impacciate (domani mi "giustifico" con la maestra :-)) ) e poi ci sono da raccogliere gli scontrini per la contabilità (urka è già finito anche settembre!) ho scritto al volo un articolo per una rivista e sono stato anche a Brescia tutta mattina.
Domani spero di ridurre il tasso di frenesia e di ricominciare a scriere anche su Nova100 che ho un pò trascurato.
Mi piace andare a fare la spesa al supermercato, meglio se da solo, così faccio le cose con il mio ritmo e con Marina ogni dieci metri c’è un incontro, un sorriso, un aggiornamento da scambiare.
Questa volta capita a me un incontro felicissimo quando mi appare Fabio Koryu Calabrò con mia cugina Chiara (in realtà è figlia della figlia del cugino di mio padre e quindi dovrebbe essere una cugina di sesto o settimo grado ma i Tagliapietra sono tanto rari che quando ne trovi uno non è il caso di andare per il sottile).
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