Come andare in bicicletta

Avevo promesso a Giulio che dopo la maturità saremmo andati a giocare a golf assieme e stamattina ho mantenuto la promessa.

Non giocavo da metà ottobre scorso (sul carrello c’era ancora il talloncino del green fee con tanto di data) e mi domandavo se sarei stato ancora capace dopo tanti mesi di inattività tutti dedicati al violoncello ma anche il golf è come la bicicletta: una volta che hai imparato non ti dimentichi più.

Giulio è sempre micidiale anche se non gioca per mesi e mi ha battutto di 6 colpi giocando due sotto par e facendo anche un bel birdie alla buca 6 del percorso giallo a GardaGolf, io mi osno difeso onorevolmente ma dupalle un po’ fuori traiettoria mi hanno mandato in fumo due delle nove buche e non c’è stato modo di recuperare.

E’ stata comunque una bellissima mattina, eravamo tranquilli e contenti come 11 anni fa quando abbiamo cominciato a giocare, il cielo blu, il leggero vento e il sole pieno hanno fatto il resto.

Il rosso dell’uovo

Oggi ho ricevuto un bel complimento da un lettore di questo blog che mi ha scritto:

"…So solo che e’ un vero piacere leggere i tuoi post e quando vedo
nell’aggregatore che ci sono nuovi articoli dal tuo blog, beh faccio
come con l’uovo al tegamino.
Cerco di "smaltire" tutti gli altri post (il bianco…) per lasciarmi
alla fine i piu’ piacevoli (il rosso!), tra cui i tuoi.
"

Che volete mai, mi ha fatto un grande piacere essere paragonato al rosso dell’uovo e ne ho persino sentito il sapore nel palato e sono contento di dare a Marco quello stesso gusto.

Test

Il mio amico Gio mi ha mandato una serie di test davero simpatici ma il più curioso è questo:

1. Mentre siete seduti al vostro tavolo di lavoro, alzate il piede destro dal pavimento e fategli fare dei cerchi nel senso delle lancette dell’orologio.

2. Mentre fate dei cerchi col piede destro, disegnate la cifra 6  nell’aria con la mano destra.

Risultato il vostro piede cambia di direzione!

Uffa ci ho provato e non c’è niente da fare, il piede cambia senso di rotazione e non riesco a compiere i due gesti in modo indipendente  e sì che credevo di avere l’indipendenza degli arti che i musicisti acquisiscono solitamente: forse un batterista ci riesce? o un pianista? o un mancino? mah.

P.S. Forse, dopo qualche esperimento, ho trovato un modo ma non ve lo dico per non togliervi il gusto.

Terremoto

Stamattina mi sono svegliato insolitamente presto (date le intense giornate musicali) e poco prima delle 6, nel dormiveglia, ho sentito distintamente una scossa di terremoto. Pochi secondi ma ben percepibile.

Anche Momo nel suo blog ne dà conto e pare sia stata ancora con epicentro nella zona di Salò e di magnitudo 3,5.

Mi sono poi riaddormentato e al definitivo risveglio mi chiedevo quale animalesco istinto mi avesse risvegliato pochi minuti prima del terremoto, non lo so, ma sono contento di avere questa sonda interna che mi lega alla natura. Non la so usare ma so che c’è.

Serendipity

MarieCercavo il biglietto con l’indirizzo di un Bed & Breakfast per un amico che deve venirre sul Gardse rovistavo nella cassetta dei bigliettini e come se volesse farsi notare ecco il vecchio biglietto da visita di Mariella Morbidelli che se ne stava in silenzio da più di dieci anni, dall’ultima conferenza di Cuccioli e Multimedialità.

Che fare: la chiamo? Sarà ancora viva? Il numero sarà ancora giusto? Cerco sul web e trovo "tracce di vita analogica", un corso qui, una conferenza là, sempre impegnata per l’ambiente, l’educazione dei bambini a un mondo migliore, la ribellione verso chi gira la testa.

Trovo una scheda di iscrizione a un corso in cui ha lasciato telefono (ancora quello) e cellulare e allora provo, chiamo casa prima e il cellulare poi: e se mi risponde un’altro che dico?

Lascio perdere, forse il bigliettino riapparso era un semplice caso e non un segnale (diciamo sempre così quando vogliamo mentirci sul fatto che la magia esiste).

E poi trovo una chiamata dopo il concerto e lascio un SMS che mi presenta e chiedo di Mariella, così se non c’è più mi avvertiranno e invece stamattina ecco altre due chiamate e finalmente ci parliamo: è sempre lei, è sempre grintosa e piena di attività.

Rapido aggiornamento su figli e nipoti (è già nonna) e la promessa di un incontro per raccontarci dieci anni di vita.

Le voglio molto bene: mi ha ricordato che ci sono insegnanti straordinari come lei, mi ha fatto conoscere persone fantastiche, Pierre Levy, Katia Bellillo, Aline Routilly, e soprattutto mi ha fatto entrare nella Banca del Tempo quando nessuno sapeva cosa fosse e mi ha spiegato la teoria dell’Albero dei Saperi che è diventata parte profonda delle cose in cui credo ed è venuta a insegnarlo per due volte a Cuccioli e Multimedialità e mi sembra che sia in linea diretta con Scratch e il lavoro che Liddy fa dall’altra parte del mondo.

Quante cose tutte in un colpo! Adesso sto partendo per Bruxelles e dovrei fare il serio Advisor e leggere i documenti preparatori e fare già la faccia di circostanza ma questo abbraccio telefonico mi ha messo proprio di buon umore e non riesco a togliermi un sorriso ebete e beato che ho in faccia: si vedrà?

Guardando in su

MonteIeri sera ero al "Concerto Verticale" uno spettacolo che Alberto mi ha fortemente caldeggiato e ha fatto bene.

Immagini della montagna, accompagnate da musica rock dal vivo, arrampicate e assoli di chitarra distorta, per quanto possa sembrare strano, abituati alle melensaggini della new age e dei flautini o delle arpe, l’accostamento era invece forte, e stimolante.

Il solo limite è che lo schermo era un 3 metri per tre da video proiezione e ci sarebbe voluto un telone da cinema per immergere il pubblico nelle immagini così come è stato per la musica.

Bravi i Miradavaga il gruppo che suonava (soprattutto tastiera e chitarra sia per la tecnica che per la qualità del suono) e anche la scelta dei brani per nulla banale.

Molto bravo Fabio Palma, uno scalatore, un "Ragno di Lecco" come si è definito che ha fatto da narratore tra un brano e l’altro e tra una sequenza d’immagini e laltra e sorprendente il tema conduttore: mi aspettavo la montagna, la sfida, il silenzio, la conquista e lui per tutta sera ha parlato di bambini, del diritto a vivere bene, del diritto a imparare e a crescere.

Niente affatto pietistico o strappalacrime ma serio, vero, sincero.

Ogni suo racconto, dal Nepal alle Ande, dall’Africa alla Sardegna, alla Svizzera era una metafora per dire che la vita è una splendida ricerca del bello e del vero e dello sperimentare senza aspettare sempre il manuale che ti dica come fare.

I bambini si sa guardano il mondo dal sotto in su ed è lo stesso sguardo che ho quando guardo la mia Croda dei Toni.

Mamme

Ripenso alla mamma che oggi mi ha ringraziato per "la sua bambina", alla mamma di Alfonso che come mi diceva lui in una veloce chat "prepara la pasta fresca tutte le domeniche", alla mamma di Damiano che riunisce la tribù tutte le domeniche e penso alla mia che a 88 anni ancora dispensa saggezza ai miei figli, a Marina che guardava Giulio raccontare del suo test al Politecnico come fosse la madre dei Gracchi.

Siamo un popolo di "mammoni" si dice ma non vedo cosa ci sia di male, a me sembra l’espressione di valori preziosi che si trovano sempre più alle strette in un mondo che si vuole misurare in "consumi", in "pil", in "redditività" e che rischia di non avere il profumo della pasta fatta in casa.

Ladri di polli

Tornando a casa ieri sera Giulio ha trovato due borsette gettate al bordo della strada (una terza l’abiamo recuperata nello stesso posto stamattina) appena passato il cavalcavia che scavalca la tangenziale.

Si trattava evidentemente di borsette rubate, svuotate dei contanti e gettate con i documenti e le altre cose da un ladro frettoloso. A una rapida occhiata abbiamo visto che in tutte c’erano i documenti e stamattina sono andato a consegnarle ai carabinieri.

Continue reading “Ladri di polli”

Strike!

Giulio ha passato al primo colpo il test di ammissione al Politecnico, passando sia il test di inglese che quello di fisica e di matematica, al telefomno era felicissimo e non vedo l’ora di avere i dettagli.

Certo che è una bella rivincita per chi, come lui, aveva il debito in matematica lo scorso anno!

A passo di carica

Certo che anche Piero non scherza: questa settimana ha dato due esami e sono andati molto bene, la prossima ancora tre e poi ha finito l’università.

A questo punto, mi diceva stasera al telefono (e si percepiva il suo orgoglio) potrebbe presentare la tesi a ottobre ed entrare nella sparuta schiera di quelli che finisco i 5 anni di università nei tempi stabiliti.

E’ davvero grintoso e motivato come non mai e sono felice per lui. Mi sa che dovrò stappare ancora bottiglie di quello buono quest’anno!