Eccola!

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Eccola qui la nuova cucciola di casa.

Poco dopo mezzogiorno eravamo già a Gajach una frazione di Steinfeld sulla strada da Lienz a Spittal dove ci aspettava l’ultima di una cucciolata di ben tredici bernesi.

Abbiamo guardato per bene la madre e parlato, con quel poco di tedesco che mi riesce con il signor Viktor, il proprietario ma soprattutto abbiamo guardato la cucciola e ho lasciato che Marina desse la conferma: ma quando ti viene in braccio un cane così, che dubbi hai?

Blue2 Un fattore decisivo è la madre (Emi, 6 anni) ed è guardando lei che si può intuire come sarà il cucciolo da grande.

Emi al nostro arrivo è stata abbastanza pavida e molto circospetta pur abbaiando decisamente per segnalare il nostro arrivo e solo quando è arrivato il padrone si è avvicinata a noi e si è lasciata accarezzare e coccolare.

Pensavamo di cercarlo in un allevamento, di avere un cane col pedigree,
di aspettare la fine dell’estate perchè avremo più tempo per seguirla e
soprattutto di non prenderla qui in montagna perchè a Grole abbiamo
molto più posto.

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Poi quando il signor Viktor ce l’ha data in braccio, tutte le nostre decisioni precedenti si sono volatilizzate e abbiamo capito che avremmo avuto un cane normale, allevato da una persona normale in un paesino di montagna e l’avremmo presa immediatamente.

Sarà a posto? Certo ci vorrebbe un po’ di tempo per decidere. Ma se è l’ultima rimasta di una cucciolata avrà qualche difetto? (si, ce l’ha, ha una piega sulla coda forse a causa dell’affollamento nella pancia della mamma o una frattura non sistemata )Ma uffa: che bello lasciarsi invece travolgere dall’emozione e lasciare che sia l’istinto a decidere!
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Ha già tre mesi compiuti e sono contento che sia stata un po’ più a lungo con la madre e guardandola con il fratello, anche lui in partenza per una nuova casa, si vede il suo mantello blu rispetto a quello rossiccio del maschio e potrebbe essere un indizio per il nome che le daremo.

Ma il giudizio finale spetterà a uno specifico consiglio di famiglia con i figli più tardi via Skype

Regalo

Gigi1Marina è arrivata ieri con un regalo: una bella maglietta con una scritta divertente.

L’ha trovata la settimana scorsa a Bologna do PIero l’ha accompagnata in questo negozio con le T Shirt con le scritte in Bolognese, davvero semplici e carine.

Devo dire che anche la sua non è niente male

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Cuccioli

Cani1All’ Hotel Passo Montecroce hanno preso due cuccioli di bernese: corriamo a vederli!

Hannes, il figlio della nostra amica Helga, ci fornisce tutti i dettagli di dove li ha acquistati in Austria e telefona subito per noi: c’è ancora una fammina della cucciolata. Domani ci andiamo e vediamo…

Qua la Zampa!

ZampeOggi è il compleanno di Marco Zamperini ed è una festa anche perchè è venuto a Sesto e festeggiamo assieme.

Paola sta facendo il pane,MArina prepara la rosticciata le bimbe giocano con le mie nipoti e noi due ci facciamo le coccole dicendo "prestigiose" scemenze.

Fater unser

Ho lavorato un po’ su questo spezzone che mi pare straordinario.

Nel luglio del ’92 eravamo all’oggiati al Passo di Montecroce e una sera Michele "Much" Happacher, il proprietario, organizza un’escursione con tutti i bambini per dormire in uno dei fienili nei prati del passo.

Abbiamo acceso il fuoco ed abbiamo giocato e mangiato tutti insieme e poi quando ormai cala la notte Michele chiede a una bambina di cantare il Fater Unser, il Padre Nostro e … non ci sono commenti se non il suggerimento di ascoltarlo in silenzio e a tutto schermo per "immergersi" il più possibile in quella situazione, immaginando di essere anche voi lì attorno al fuoco.

Dedico col cuore questo spezzone a tutti i miei amici che amano la montagna.

P.S. Sono più di due tre ore che ci lavoro per aggiustare gli inserimenti di immagini, sincronizzare e migliorare l’audio e sono due ore che ho un groppo in gola per l’emozione ma va bene così. E’ un’emozione di gioia.

Mi dai una cicca?

Uno spezzone tenerissimo: Giulio racconta la storia di Biancaneve per avere in cambio una gomma americana.

E un altro datato novembre 89 con i tre maschi che fanno il bagno e mamma riprende.

Video day

Ho passato la giornata, complice il tempo piovoso, a cominciare la conversione da VHS a digitale dei vecchi filmati di famiglia e dopo aver passato la gran parte del tempo a verificare quale tra i diversi formati di compressione fosse quello migliore, ho cominciato a convertire le prime cassette.

Ho trovato immagini molto tenere e ricordi sbiaditi o completamente scordati che il video mi riporta alla mente. Come paradigma scelgo due spezzoni da un minuto, la performance di Piero del 1992 al saggio della scuola di musica e il primo giorno di scuola materna di Giulio, teso e nervoso che cerca di scacciare l’imbarazzo facendo le facce.

Karl e Arturo

Alberto mi ha portato due belle storie: quella di suo padre Karl, 82 anni, storico e studioso di cultura sudtirolese che usa la rete tutti i giorni, e che polemizza vivacemente sui blog e quella di uno zio, Arturo che ha deciso a un certo punto della sua vita di vivere da clochard sui treni e la cui storia è entrata in un film.

La storia di Karl ha punti in comune con quella di Zio Mario, persone anziane di grande cultura ed esperienza che non ci stanno a starsene in disparte e fino all’ultimo faranno sentire la loro voce.

La storia di Arturo è una fiaba di chi dice "non ci sto" e decide di vivere un’altra vita all’interno di questa, rompendo le regole e, dato che ha studiato, è stato un personaggio pubblico, non se la sentono di rire che "è matto".

Ripenso alla strofa finale del Don Chisciotte di Guccini che Paolo "Blues" Valdemarin mi ha fatto comperare ieri:

Il "potere" è l’immondizia della
storia degli umani
e, anche se siamo soltanto due romantici rottami,
sputeremo il cuore in faccia all’ingiustizia giorno e notte:
siamo i "Grandi della Mancha",
Sancho Panza… e Don Chisciotte !

Dopo 15 anni rivedo Alberto

Mi è venuto a trovare Alberto Berger, un caro amico, imprenditore dell’informatica con cui ho lavorato nei primi tempi di Siosistemi. Entrambi un pochino più grigi e con qualche chiletto di troppo ma è come se ci fossimo salutati ieri: come va con i figli? i comuni amici ci hanno tenuto in contatto comunque e il blog e la rete hanno fatto il resto.

Lui non ha smesso di pensare a come cambiare concretamente il mondo ed è impegnato fortemente nella politica locale altoatesina, mentre la sua azienda , ora con una decisiva presenza del figlio Christian, continua ad essere un punto di riferimento per l’innovazione tecnologica da queste parti.

Abbracci, un caffè, chiacchiere, ricordi e promesse. Ha anche smesso di piovere.

Stufa accesa

Sono tornato a Sesto stamattina e il tempo è abbastanza uggioso in compenso aiuta a leggere, a scrivere e a studiare e sono tre cose che mi va di fare.

Per farmi compagnia ho anche acceso la stufa, forse per compensare l’assenza di Juliette che era qui le altre volte che me ne stavo a Sesto da solo per un po’.

La trasferta milanese è stata davvero utile e domani devo scrivere al volo un documento che spero abbia effetto e  quindi non avro’ tempo di annoiarmi.