Domani incontro i “colleghi”

Domani ci sarà la riunione di presentazione del corso di Marketing e Cominicazione d’Impresa allo IED Comunicazione,e avrò l’occasione di incontrare i miei "colleghi" insegnanti e non nascondo che la cosa mi intriga, con due figli ancora all’università mi piace vedere il mondo anche dall’altra parte.

Le mie lezioni avranno per titolo "Costruzione dell’immagine e del piano di comunicazione: I pilastri della comunicazione di valore" dove la parte che riguarda il piano di comunicazione verrà svolta da Gabriella Foglio che è poi l’amica che mi ha invitato a tenere le lezioni.

Io inizierò il martedì 28 e per 7 settimane (come il "Piccolo Naviglio" che non voleva navigare) avrò a che fare con 25 studenti. Ho ancora tempo per prepararmi ma è già da qualche giorno che ci penso a come affrontare il tutto.

Lasciamo ancora fluttuare er un po’

Capisco poco di grande finanza ma…

Seguo come tutti con grande attenzione lo sviluppo della crisi finanziaria, subendola più che cercando di capire e preoccupandomi dei miei risparmi ma con lo stato d’animo di chi guarda il suo orto sotto la grandine.

Mi viene da dire che un aspetto positivo c’è: i governi del mondo stanno dialogando per trovare una soluzione comune mentre in epoche passate, neppure tanto lontane, la soluzione sarebbe stata una guerra. Poco importa dichiarata da chi, contro chi, la guerra è sempre un ottimo sistema per uscire dalla crisi, riduce le popolazioni, crea domanda e fa passare i grilli per la testa a tutti.

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Guardavo una lezioncina sul perchè e sulle possibili conseguenze della crisi in alcune diapositive di Sequoia (un famoso venture capital) e mi colpiva il dato che il debito degli Stati Uniti è detenuto al 60% da paesi stranieri e lo ricollegavo a un passaggio di Q, un bel libro sulle guerre di religione in Europa ai tempi di Lutero.

L’inperatore è indebitato con gli ebrei da cui si è fatto finanziare una guerra che sta perdendo e come fare per estinguere un debito insostenibile? Una bella crociata contro gli ebrei e si risolve il problema con la benedizione anche della chiesa.

Oggi non è tempo di crociate ma si potrebbe anche dire: se ho un debito colossale che non potrò pagare cosa faccio? Un modo fra i tanti è quello di "far saltare il tavolo", in fondo chi non dorme di notte, come nella famosa barzelletta, non è chi non ha i soldi per pagare ma chi ha in mano i buoni del tesoro Usa e i fondi e che rischia di non vedere ritornare i propri soldi.

Certo c’è la riunione del G7, ma anche Tremonti ha appena detto che forse è il caso di allargare a "qualche altro paese" perchè non credo sia insignificante il fatto che la Cina rischia di trovarsi in mano un mucchio di cartaccia e imprese che producono per un mercato che non avrà soldi per comperare alcunchè.

La crisi mondiale deriva da una politica finanziaria dissennata degli USA, colpevolmente assecondata da tutti i paesi "sviluppati" ma c’è anche il fatto che a pagare non saranno quelli che l’hanno prodotta che forse hanno trovato un buon modo per farla ricadere sui propri creditori.

Alla fine la natura (o Dio) hanno maggiore compassione

Ho appena letto che Eluana, la ragazza in stato vegetativo da anni, sta morendo.

Alla fine la natura (o Dio, dipende dai punti di vista) stanno dimostrando maggiore compassione di chi, tra politici e clericali ne hanno fatto un caso ideologico senza il rispetto della pietas che forse meritava dal primo momento.

Riposi in pace. In pace dalle polemiche, in pace dalla stupidità umana.

Blue cresce come il mais

Bluericcia_1Ieri Blue ha compiuto cinque mesi e cresce con velocità con cui vedo crescere i campi di mais qui attorno e queste foto che le ho fatto oggi sono per quegli amici che non la vedono da molte settimane.

Ha ormai perso quasi tutto il pelo lanugginoso che hanno i cuccioli e sta assumendo il mantello riccio e forte tipico della razza Bernese.

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Non mi va

Non mi va di leggere notizie sempre così fosche, non mi va di leggere dell’arroganza del Cavaliere e della manfrina del PD, non mi va di leggere di botte, di razzismo, di bambini venduti, di bugie dei banchieri, di immondizia che appare e scompare.

Non ho nemmeno tanta voglia di scrivere per la verità: devo scrivere cose serie, il racconto dei nuovi orizzonti della sicurezza informatica e vorrei invece scrivere cose allegre.

Dedico molte ore allo studio della musica e ad affinare due o tre progetti che mi appassionano non solo perchè sono tendenzialmente monomaniaco ma soprattutto per cercare bellezza e serenità come antidoto a questo grigiore, parlo con i figli e la loro allegria è contagiosa il loro modo di essere di riempie di sano orgoglio e di gioia per loro.

Forse dovrei fare di più per "cambiare il mondo", come si diceva una volta, e non starmene qui a dire cosa non mi va e ad alzare il muro interiore che seppure come una cittadella medievale racchiude non solo me ma un intero villaggio di affetti, è pur sempre un muro.

Magari domani mi metto almeno a scrivere quelo che devo e mi torna in mente una frase celebre (credo di Churchll) "Non si tratta di fare solo ciò che ci piace, ma di fare con gioia quello che dobbiamo fare!"

Ubiquità

A vote vorrei avere il dono dell’ubiquità. Ho passato belle giornate con Giulio rientrato per il weekend che racconta la sua vita da studente, amici come MArgherita e Achille che organizzano una cena semplice e gustosa a base di pizzoccheri, incontri ricchi di intelligenza come quelli con Antonio o Alberto De Martini.

Eppure proprio uscendo dalla cena da Margherita annusavo l’aria e dicevo a Marina "E’ profumo di neve!" e infatti guardo sulla webcam e vedo Seso imbiancata e Pippo mi conferma che c’erano 20 centimetri di neve fresca in paese.

Sono contento delle cose che sto facendo ma vorrei essere sia qui che là.

Weekend di lavoro e coccole

E’ tardi ed  ora di andare a letto ma sfogliando le pagine dell’aggregatore vedo i nuovi post degli amici e scopro che io non aggiorno il mio blog-diario da giovedì.

E’ vero ho fatto molte cose, e mi sono preso poco tempo, o meglio poco non-tempo per riflettere e commentare gli incontri che ho avuto, le persone che ho sentito parlare, le cose che ho studiato.

Volevo finire alcune cose per stasera e ci sono riuscito, magari domani riprendo gli appunti e recupero le riflessioni.

Lezioni

Mi piace un sacco insegnare, è "spettacolo" con in più il senso di utilità del tramandare la conoscenza, di condividerla.

Ho in programma due lezioni importanti a cui ho dedicato tutta la settimana per abbozzare la documentazione di base anche se manca ancora più di un mese perchè voglio poi avere il tempo di riflettere, rimuginare, rielaborare per ottere il meglio che mi sia possibile.

Il 7 novembre farò la lezione sulla musica dei Beatles nell’ambito delle Serate d’ascolto" che la Scuola di Musica organizza quest’anno con cadenza mensile (venerdì prossimo inizia Milena con un ascolto guidato della musica di Dvorak) ed essendo più un musicante che un musicologo, ci voglio provare a condividere le mie riflessioni sull’unicità di quella prduzione musicale. Intanto mi sono assicurato la presenza di un altro grande esperto: Fabio KoRyu Calabrò che ha tradotto in italiano tre album dei Beatles.

Da novembre in poi terrò un corso allo IED sulle strategie della comunicazione d’impresa, dovrebbe intitolarsi "I pilastri della comunicazione di valore" e dovrebbe chiudersi in cinque o sei settimane con gli esami: già mi sto chiedendo come devo comportarmi quando dovrò decidere "promosso o bocciato" e penso ai miei figli quando mi dicono, "certo che il profe è stato una carogna perchè poteva darmi un voto più alto" oppure "l’esame è stato facile perchè il profe è una sciacquetta…"

Una cosa alla volta affronterò e imparerò io stesso, come dice il mio amico fotografo Heinz : "vedendo e facendo".

Oggi è festa

Oggi tornano i figli dalle rispettive città universitarie ed è una festa di racconti, di abbracci, di sorrisi.

E’ un piacere sottile e ampio vederli crescere, chiederti spontaneamente cose che quando proponevi tu ottenevano risposte del tipo "uffa, pà, non adesso…", gustare spazi, silenzi e ritmi che la città toglie pian piano e che la nostra casa restituisce a piccole continue dosi.

Basta una musata di Blue o una fetta di torta per capirlo.

Studenti

Stamattina ero in giro per commissioni e verso mezzogiorno ho visto al bar tre ex compagni di scuola di Giulio, seduti al bar a gustarsi l’aperitivo: neouniversitari che guardavano compiaciuti e commiserevoli i liceali che sciamavano dal vicolo verso la fermata degli autobus.

Erano belli, sorridenti (li conosco da bambini) e mi ha proprio rallegrato vederli, consapevoli del nuovo tempo che si apre davanti a loro.