Verso la Waldkapelle

SestoNovember10  Giornate splendide, colori che calmano lo spirito. Andiamo a passeggiare verso la Chiesetta nel bosco proprio sopra casa nostra.

Foscolo aveva ragione

Sono stato con marina al cimitero oggi per visitare le tombe dei nostri cari ed è sempre un'esperienza piena di significato per me.

Mi sento vicino alle persone che non ci sono più fisicamente, alcune delle quali mi mancano ancora tanto, guardo i volti delle persone morte di recente e aggiorno il mio "database sociale", confronto la mia età con la loro.

Oggi era anche una bella giornata, luminosa e per nulla fredda e non ho percepito morte e dolore ma comunanza e continuità. Secondo me Foscolo aveva ragione.

Benemerita un accidente

Leggo della storia (vera? presunta? montata?) dei carabinieri che avrebbero ricattato il presidente della regione Lazio e mi domando come sia possibile che dei Carabinieri facciano una cosa simile.

Capisco (senza ovviamente condividerlo) il fatto che De Lorenzo a suo tempo avesse ordito un colpo di stato: alto tradimento certo ma ancora dentro una possibile interpretazione di volontà di difendere un modello di società per la quale ci si sente responsabili.

Ma qui siamo a livello di rubagalline con l'aggravante del ricatto e l'aggravante ulteriore di colpire un pezzo di una istituzione.

Essendo figlio di un maresciallo dei carabinieri, avendo vissuto la mia infanzia in caserme, ci sono alcuni valori che l'arma rappresentava che mi sembrano importanti baluardi del vivere sociale e se ad infrangerli sono gli uomini stessi che dovrebbero invece tutelarli, beh… mi girano i santissimi!

Mi sforzo ma non mi piace l’ora solare

Guardo l'orologio in cima a questo post notturno (devo smaltire l'adrenalina della bella serata a suonare)e mi dico che in fondo le 2.15 sono le una e un quarto. In realtà il cambio dell'ora con il ritorno all'ora solare non mi piace: non mi piacciono le sere in cui fa buio presto, mi sembra di vivere meno a lungo.

Mi sforzo di apprezzare il fatto che l'ora solare sia quella naturale e che, in fondo il nostro corpo è su quella che regola la sua dinamica, mi sforzo di apprezzare l'invito a non correre ma a rallentare, ad apprezzare la casa, la cena, che mi gusto comunque ma che prendono d'ora in poi un'atmosfera ancora più intima.

Bah, sono proprio pensieri buttati lì, senza capo nè coda ma comunque mi spiace andare a letto, anche se adesso ho proprio sonno, e di lasciare la luce dell'ora legale senza salutarla alla fine del suo impegno. Grazie comunque ora legale, hai fatto un bel lavoro in questi mesi, ci rivediamo in primavera.

Le coincidenze non esistono

In attesa del concerto ripensavo alla stranezza inspiegabile di quegli accadimenti che qualcuno chiama "coincidenze": è una coincidenza che l'altro giorno abbia preso quel libro sulla musica del '900 mentre ne stavo cercando un'altro? E' una coincidenza che ne abbia letto le prime duecento pagine, proprio quelle in cui si parla della musica ai tempi di Weimar e del rapporto tra il jazz e la musica "classica" nei primi decenni del secolo scorso?

E' una coincidenza la chiacchierata con Carlo Boccadoro, il suo invito al suo concerto?

Io non lo so ma preferisco credere che sia un sottile mistero, inspiegabile e per questo ancora più affascinante.

Piccoli doni

E' bello svegliarsi il sabato mattina e mentre arriva dalla cucina il profumo del caffè leggere sul blog di Elena il suo haiku e la sua semplice e chiarissima spiegazione di cosa siano questi piccoli camei di poesia.

C'è una grande pace in quelle parole, me le gusto mentre la tazza del caffè mi riscalda le mani e ascolto il respiro regolare di Marina che ancora dorme.

Dialetto e computers

Avevo letto su Wired una notiziola che mi aveva sorpreso positivamente:

SCUOLA PRIMARIA / 350 LAPTOP XO IN SEI ISTITUTI / PROGETTO OLPC

XO,
il computer di Nicholas Negroponte pensato per le scuole dei paesi in
via di sviluppo, è finito anche in due classi della primaria di
Desenzano del Garda (Bs).

Non se ne sa nulla in paese, ma dalle nostre parti è normale.

Leggo ieri su Facebook una notizia che ha pubblicato Margherita:

Sconcertata
dalla scuola elementare di Desenzano : compito a casa ….. traduzione
di alcune frasi dall' italiano al dialetto bresciano!

La scuola è la stessa e mi domando se per fare questa aberrazione hanno usato i computer di cui tanto si gloria nella foto su Wired l'assessore provinciale all'innovazione Corrado Ghirardelli, che è andato a Boston come si legge poco più avanti, mica a Piffione dove ferrano le oche con il martellino di paglia (scusate una citazione solo per i bresciani).

Mi domando dove sono i genitori se non si indignano, se non scrivono al direttore chiedendo conto, se il direttore non chiama e chiede conto di quale illuminato progetto didattico ci sia dietro la scelta.

Mi chiedo se l'insegnante abbia dato opportune spiegazioni anche di fonetica (altrimenti poi si sbagliano i cartelli stradali come a Montonale e a Grole) e se abbia introdotto le differenze tra il dialetto di Desenzano, quello di Padenghe e quello di Pozzolengo o quelli di Montichiari e di Bagnolo o di Ospitaletto.

Immagino la giustificazione didattica del "recupero delle tradizioni e delle culture" e l'immancabile appello alla "libertà d'insegnamento" ma il computer voluto da Negroponte e per cui Liddy lavora in Cambogia ha poco a che fare con il dialetto bresciano e le due notizie fanno a pugni, vanno in direzioni diametralmente opposte: una nel mondo e l'altra sulla rocca di Lonato.

Nella "Carta dei diritti dei bambini in internet" tanti anni fa scrivemmo con Scaparro che "I bambini hanno diritto di avere attorno a sè adulti responsabili", insegnanti responsabili, genitori responsabili, amministratori responsabili, che si prendano cura del loro futuro che li preparino a un mondo in cui dovranno incontrare e dialogare.

Adulti responsabili che facciano sentire la loro voce quando si passa dal cartello "Desensà" ai compiti in dialetto perchè se la prima è una cretinata e uno spreco di denaro pubblico, la seconda è una sottile manipolazione dei bambini e questo non è tollerabile in nessun caso.

M'entende de dì, a capìila.

Non voglio leggere

Non voglio leggere di Lodo Alfano, aspetto la sentenza fiducioso.

Non voglio sapere dell'audience di Santoro o delle esternazioni di Di Pietro preferisco studiare il discorso che fa Tan Dun, il direttore della YouTube Symphony Orchestra, e guardare l'esecuzione alla Carnegie Hall (come accidenti fanno a fare video di questa qualità su YouTube?!!) con le presentazioni video e cercare di capire cosa significa in termini di evoluzione della cultura musicale.

Già i titoli dei commenti alla sentenza Mondadori bastano a guastarmi l'umore e devo saltare subito alla pagina di mobius e di audiomulch per mettere subito all'opera le riflessioni fatte con Luca Formentini sui nuovi orizzonti del suono.

Guardo con Liddy il video di Evelyn Glennie  e riflettiamo sul significato delle sue parole e lei prende appunti e dice che alla conferenza in Corea la prossima settimana userà quello spunto su ascolto e apprendimento.

Ci sono periodi in cui proprio non voglio leggere, voglio fare, imparare, scoprire, sperimentare, combattere la meschinità che leggo con l'ottimismo di un'alternativa.

Devo avere sensori particolari perchè più si innalza lo squallore del potere e più mi elettrizzano le altre attività e non riesco a star fermo e anzi faccio tre o quattro cose in simultanea come se volessi impedire alla mia attenzione di cadere anche solo per una frazione di secondo sulle nefandezze che non meriterebbero nemmeno di apparire sulle prime pagine dei giornali.

E poi ho ancora 6 CD da ascoltare dalla fiera di Cremona e spartiti da guardare e brani da provare e trascrivere e una stagione bellissima che si sta affacciando con i colori più belli dell'anno.