Fermento

C'è grande fermento in queste ore in casa… stasera arriva Santa Lucia che porta i doni ai bambini buoni e noi da sempre celebriamo questa festa di doni, di dolciumi, di levatacce per vedere cosa ha portato.

Anche se i "bambini" ormai sono cresciuti, per nulla al mondo si rinuncia alla festa, ai suoi riti, ai suoi segreti, al dedicarsi gli uni agli altri per esaudire desideri e capricci e per sorprendere e stupire e comunque per dirci il grande affetto che ci lega.

Quindi stasera a letto presto!

Piacevolezze

Dimentico in fretta l' "incidente" al violoncello perchè ripenso alle molte cose semplici e piacevoli a cui mi sono dedicato ieri: l'albero di Natale all'ingresso del condominio, i rami di mugo al balcone con le lucine, la pulitura della neve dal lucernaio, il presepe.

Non ci vuole molto a non far prevalere le arrabbiature, sono sicuro che sempre il bilancio di una giornata a più cose piacevoli da ricordare che non episodi antipatici: i secondi, perchè spesso più emotivamente intensi delle prime, tendono ad avere il sopravvento e a marcarci la giornata e ripensare a quanto di buono e bello ci è capitato richiede invece un briciolo di sforzo in più.

Però ne vale la pena.

Re Magie

IMG_0518Il mio presepe a Sesto (un regalo di mia mamma arricchito poi di anno in anno con le figurine di Thun donate dagli amici che ci vengono a trovare) si è arricchito di tre nuovi personaggi: per San Nicolò Marina mi ha regalato le tre "Re Magie" come le abbiamo subito nominate.

Piccole piacevolezze.

Squarci di futuro

Piero ha cominciato a lavorare stamattina e sono molto contento per lui, non sempre appena terminata l'università trovi l'occasione di un lavoro, anche se ancora "precario", per cui hai studiato per cinque anni e lui sta facendo invece un lavoro perfettamente in linea con la sua competenza e lo vedo contento e determinato.

Comincia per lui una nuova fase fatta per ora di treni, di riunioni, di clienti, di relazioni da scrivere e ho come l'impressione di "aver già visto il film" e ricordo come fosse anche per me piena di entusiasmo e di responsabilità del "fare".

Ascolto i suoi racconti e cerco di dare qualche suggerimento sapendo che le occasioni si intrecciano imprevedibili e sono quelle che determinano poi i passaggi decisivi.

Per ora mi rallegro dei suoi successi come dei racconti che Giulio mi fa delle sue lezioni di chimica, piccole "normalità" quotidiane che mi portano squarci di futuro.

Da tanto non ridevo così di gusto!

Piero mi ha fatto conoscere un sito divertentissimo, in cui sono raccolte frasi proposte dagli utenti dell'omonimo gruppo su Friendfeed: www.storpionimi.it

Abbiamo riso fino alle lacrime con alcune (ma non vi voglio rovinare il piacere) come:

Marco Nervo Bielli: Fatti non foste a viver come Drupi

Michele Perone: Stampante multifinzione (che non fa niente di quello per cui l’hai acquistata)

Roberto Chibbaro

Il conte Ejacula (film hard con un vampiro che ha problemi di eiaculazione precoce)

Stefano Pederzini  A Nazareth avevano aperto un piccolo villaggio turistico. Dopo tre giorni era resort.

Adesso ascolto Marina di là in salotto che ride come una matta: Storpionimi è contagioso!

Affamati e folli

Grazie a Elena riascolto questo famoso discorso che Steve Jobs fece agli studenti dell'Università di Stanford nel 2005: una folla, praticamente uno stadio.

Nella seconda parte (merita anche la prima parte, ma questa va dritta al cuore) Jobs parla di cosa conta davvero e lo fa da par suo invitando i giovani ad essere "affamati" di cambiamento e ad essere "folli".

Semplicemente splendidi

CarloeMoni2Che aggettivi usare per descrivere due artisti che tengono cento persone incantate per tre ore senza interruzione e senza un'attimo di caduta di tensione emotiva?

E' da stamattina che ci penso e devo ricorrere a due parole : semplicemente  (perchè la scena è scarna, la musica è diretta, la storia è immediata) splendidi (perchè Carlo al pianoforte fa scintillare la musica e Moni è un affabulatore che rapisce e quando canta ti trasporta lontano).

Lo spettacolo di ieri sera al Teatro Libero (già quel luogo incredibile faceva suggesione, un teatro al quarto piano di una palazzina di via Savona, con cento posti rubati a un capannoncino che sembra portato lì da un tornado ) è uno di quelli che resta nel cuore, per la bellezza dell'insieme e per la forza del racconto.

Peccato che ci siano così pochi posti o repliche a disposizione, a fronte di 300 disponibili complessivamente nelle tre serate, mi diceva Carlo, hanno avuto 1500 richieste: ci avrei mandato certamente i miei figli e gli amici più cari.

Per chi lo potesse andarlo a vedere nelle date a Roma o in Piemonte, la raccomandazione è forte, non perdetevelo, io tornerei a vederlo stasera stessa perchè oltretutto ogni sera non è mai lo stesso perchè i due amici, recitano "a soggetto" secondo un canovaccio che si dispiega a seconda del loro sentire e del pubblico che li ascolta.

Mezzo secolo di storia dell'Unione Sovietica, dalla rivoluzione al dissolvimento, narrati con poesia e drammaticità con il filo conduttore dell'ironia, con momenti di grande passione e intelligenza che non lasciano spazio a luoghi comuni o ammiccamenti ma che invitano sempre a riflettere su cos'è accaduto in realtà e come sia possibile che milioni e milioni di persone siano morte e se siano morte inutilmente.

Sulla via del ritorno Marina diceva "Pagherei di tasca mia per farli venire a Desenzano in uno spettacolo per le scuole, perchè la storia riacquisti un senso." e ha ragione, la storia e il racconto marciano assieme, finché ci saranno voci narranti e musiche che l'accompagnano, l'intelligenza non verrà messa a tacere.

Telepresenza

Schermata 2009-11-03 a 08.23.42Ieri alla partenza iniziava a nevicare e mi sarebbe proprio piaciuto risvegliarmi con una bella nevicata.

Mi consolo con la telepresenza grazie alle webcam