Debutti


Schermata 2010-06-02 a 00.02.49Questa sera con Alberto e Milena abbiamo rivisto l'intero filmato del concerto di Brescia e condivido il parere di chi mi ha detto che questo è il più bello degli spettacoli messi in scena in questi tre anni.

Quello che mi colpisce non è tanto la crescita emotiva, tecnica e musicale, (stare sul palco concentrati per un'ora e quarantacinque minuti richiede impegno a un adulto figuriamoci a un adolescente) quanto il fatto che quest'anno ci sono molti nuovi musicisti che hanno debuttato nelle due serate.

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Io sto con Alb

AlbGli amici di mio nipote Alberto hanno cominciato questa geniale e non violenta campagna sul Gruppo di Facebook per dimostrargli affetto e sostegno: foto di gente normale che dice di essergli vicino.

Un iPhone, una stampante e via!

Bravi e bravi ancora.

Accade, non so perchè, ma accade

Stasera Giulio mi porta una busta con un
messaggio di solidarietà per la famiglia di mio fratello da parte della famiglia di Micaela. (grazie)

Ovviamente dico a Giulio che non credo proprio che
lo vedrò dato che domani torno in Sardegna e che il solo modo è di andare a Montichiari a portarglielo.

Passano si e no tre minuti e squilla il telefono: è mio fratello che è qui a Desenzano a un
concerto e mi invita a raggiungerlo: ovviamente, mollo tutto, lo
vado a incontrare e gli porto la busta e lo abbraccio come non accadeva da tempo.

Quando accadono queste cose sorrido. Non so perchè accadano, non so come sia che la vita faccia accadere ciò che ti deve capitare ma è stupendo scoprire che accadono tutti i giorni delle piccole magie. Io ho smesso di cercare risposte, la rispostà è nell'accadimento stesso, sorrido e ringrazio la vita per il suo generoso dispiegarsi.

Gli angeli

Lo confesso : adoro i film come "Ghost" o "Il paradiso può
attendere", mi commuovo e sorrido all'idea che esitono gli angeli, che
quel "custode" che da piccolo mi insegnavano essere una sorta di guardia
del corpo che ciascuno di noi possiede in esclusiva, esista davvero e
magari non con le alucce e la faccia paffuta o ieratica delle statuine
del presepio, ma magari sia una persona dall'aspetto del tutto normale.

Non me lo spiego e non me lo voglio spiegare, anzi non mi interessa
spiegarlo, ma sono certo che gli angeli esistano, che esistano persone
che fanno sentire la loro presenza benefica anche senza esserci
fisicamente, che davvero ti vogliono bene e che ti hanno a cuore.

Altri sono il distillato degli affetti di persone che non ci sono più
fisicamente ma che non smettono di esserci in altra forma.

Con il tempo sono cambiato, è vero: prima non ci facevo caso o non
accettavo ciò che razionalmente era inspiegabile. Ora ho dato un calcio a
questo atteggiamento e con i miei angeli ci parlo e li ringrazio. Non
faccio lunghi discorsi perchè so che sanno, anzi che spesso sono gli
artefici di ciò che mi accade, facendomi incontrare questa o quella
persona, creandomi un piccolo intoppo che però mi apre una nuova
prospettiva.

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Il coraggio dell’impossibile

Ieri un amico mi ha portato a conoscere don Pierino Ferrari, un sacerdote di quelli tosti per davvero: 80 anni e tutti impegnati a cambiare il mondo, a renderlo più solidale, con un'energia che lascia senza parole.

Un incontro di quelli che fanno bene, quando pensi con una certa dose di vanità che stai facendo molte cose, che sei bravo, che sei anche un pochino stanco… poi scopri che sei niente in confronto di chi dopo aver creato tre associazioni, due cooperative, una fondazione, sedici tra ambulatori oncologici, case di riposo, centri diurni, sta ora ultimando un ospedale oncologico da cento posti letto.

Mentre ieri parlava alle persone che con lui stanno lavorando alla costruzione dell'ospedale, mi ha molto colpito una sua riflessione sulla "nullità" sul fatto che (cito a memoria) "facendo il vuoto, essendo nulla, possiamo dare senza nulla chiedere in cambio,perchè nulla ci serve". Sembrava di ascoltare un monaco buddhista sotto un baniano e non un sacerdote cattolico sotto i tigli del giardino del Laudato Sì.

Stamattina mi sono letto con calma tutto il materiale illustrativo che ieri mi hanno dato e in mezzo a molte frasi dal forte senso religioso che non mi appartengono ma di cui ho grande rispetto, ne ho trovate molte che fanno pensare, soprattutto perchè ad esse è associata un'azione concreta e vera con una fiducia incrollabile nella forza del bene, "con la mente in Cielo e con il cuore e i piedi per terra" come dice lui e (non me ne voglia) sembra di ascoltare una citazione di Gramsci.

Prendete questa: "… sfamare, insegnare, guarire. Dove, meglio che in una casa, è possibile offrire questo servizio d'amore? Una casa dove si ama è il miglior ambiente per nutrirsi di pane, per apprendere scienza e offrire appropriate cure."

O questa: "Può diventare un comodo alibi accure di utopia le persone che si mettono in atteggiamento di servizio. Utopia è invece pensare di risolvere i problemi che assillano l'umanità contestando le istituzioni pubbliche con l'affermazione "tocca al Comune, tocca alla Regione, tocca allo Stato." "

E infine questa che le vale tutte: "… suscitare il coraggio dell'impossibile. L'amore conosce tutte le audacie: perciò è giusto "osare" fin dove la nostra coscienza, mossa da grandi ideali, ci spinge."

Buon 25 Aprile

E' una bella giornata e ho due citazioni da condividere.

La prima me l'ha fatta scoprire Carlo Malaguzzi che è a Seattle ma ha un pezzo di cuore qui:

" Dietro il milite delle Brigate nere più onesto,
più in buonafede, più idealista, c’erano i rastrellamenti, le operazioni
di sterminio, le camere di tortura, le deportazioni e l’Olocausto;
dietro il partigiano più ignaro, più ladro, più spietato, c’era la lotta
per una società pacifica e democratica, ragionevolmente giu
sta,
se non proprio giusta in senso assoluto, ché di queste non ce ne sono.
[Italo Calvino] 
"

La seconda è la versione di Fischia il Vento suonata da Giorgio Gaslini che ho passato ieri su Facebook agli amici e dopo averla riascoltata un paio di volte sono ancora più convinto di quello che ho scritto nel commento e allora lo riporto anche qui:

"In questa esecuzione di Giorgio Gaslini c'è
tutta la bellezza di questa musica evocativa, la tristezza e il dolore
della guerra e la dolce speranza che il mondo che verrà sarà migliore.
Non c'è alcun machismo guerrafondaio nessun segno di vendetta in cui
sangue chiama sangue, ma una musica che spande la pace di cui gli
uomini hanno bisogno.

La dedico a Alberto che ha bisogno di
giustizia e crede che questo mondo meriti comunque l'impegno non
violoento ma inflessibile di ognuno di noi per farlo migliore.
"





Una lettera da mio nipote

Della vicenda di mio nipote Alberto ho raccontato ieri e devo ringraziare i tanti che mi hanno poi scritto in posta privata o su Facebook per solidarizzare e condividere o per rilanciare sui propri blog la storia, come hanno fatto Marco Zamperini, Marco Massarotto, Vincenzo Jacona e altri.

La chiave che può aprire quella cella, l'elicottero che lo può portare via da quel posto orrendo (per usare parole di Alberto) è anche nella informazione che grazie alla rete circola e si alza oltre il muro di cinta, e a chi pensa che Facebook sia solo uno spazio di chiacchiera vana, racconterò un giorno questa storia perchè la solidarietà, l'affetto, l'abbraccio possono anche esprimersi con forza vera e non virtuale grazie alla rete che non finisce di stupirmi per la sua multiforme capacità di farci agire.

Non lo dico a caso, lo dico dopo aver letto la lettera che ieri Alberto ha scritto a sua madre e che lei ha condiviso sulla pagina di Facebook che tiene aperto il canale di comunicazione tra Alberto e tutti gli amici e che nel frattempo è arrivata a 570 adesioni.

La lettera di Alberto

" Come si puo' attraverso semplici parole rendere l'idea
dell'enorme valore che ha per me quello che state facendo? Mi sento
scaraventato in mezzo all'oceano, lontano dai riferimenti e in preda ai
flutti.

Eppure vedo che dalla costa state creando una catena umana che,
iscrizione dopo iscrizione e messaggio dopo messaggio, mi fa sentire la sua straordinaria vicinanza e mi trasmette
una forza di resistere inaudita.

Guardo sempre l'orizzonte sperando di
vedere un elicottero, quello stesso elicottero che mi ha preso e buttato
qui. Io lo so che puo' decidere di venire a riprendermi e riportarmi
fra voi, io lo so che solo lui puo' farlo. Io ci credo e continuero' a
farlo. Ogni momento spero che possa succedere oggi, cosicche' gia'
domani sia un giorno in piu' di nuovo in mezzo a voi.

Possa la mia
tenacia alimentare la vostra forza, possa la mia fiducia accrescere la
vostra speranza. Possa la mia gratitudine abbracciarvi dolcemente.
Possano i vostri messaggi non fermarsi mai perche', vedendo le nostre
mani sempre piu' vicine, accarezzeremo insieme la sensazione di essere
piu' forti e piu' grandi di questa assurdita'

Alberto"

Pratoterapia poetica

Tagliare il prato per me è terapeutico. Specialmente dopo aver riflettuto su qualcosa di spiacevole come la vicenda di mio nipote, sento il bisogno di "lavarmi l'anima" lasciando scorrere in silenzio ciò che di bello mi circonda.

Mentre taglio l'erba la mente si svuota, il ritmo è deciso dal motorino che ne trascina le ruote, i profumi si mischiano e il dispiacere si scioglie per far posto a belle immagini e pensieri.

So che questo gesto fa molto piacere a Marina perchè lo ritiene un "occuparmi del nido" che troppo spesso trascuro per le mie molte attività e passioni e già immagino al rientro il suo sorriso e i complimenti di cui già godo in anticipo.

Osservo un cespuglio di margherite selvatiche che il ritardo nel tagliare l'erba ha lasciato crescere e vincere e decido di girare loro attorno: a volte non occuparsi delle cose ne fa nascere di nuove. E anche questa è una lezione.

Passo sui soffioni ormai alti e pieni di lanuggine e guardo i semi che si spargono in nuvole mentre la falce della morte li attraversa e capisco che vita e morte sono in continuo intreccio, che l'una serve all'altra perchè tutto sia in dinamico rinnovamento.

Sotto il noce di nonno Delo che abita il giardino da quando abbiamo comperato questa casa, ascolto la storia della famiglia di Marina, il racconto della campagna, che si ripete di stagione in stagione, del crescere del legno che si fa noce e liquore come nell'abete si fa pigna e violoncello.

Osservo il melo cotogno e ne osservo i tanti simboli: i fiori bianchi e rosa delicati come la pelle di un bambino così in contrasto con la lanugginosa grinzosità della buccia del frutto maturo, quasi a racchiudere in una stagione la storia della nostra vita dall'infanzia alla vecchiaia. Frutto evocativo di disobbedienza a dio, di tentazione e di libero arbitrio, albero del sapere e della scienza e ora in quei fiori riassunto della magnificenza della vita.

Due mesi nel tunnel

Il 22 febbraio mio nipote Alberto è stato arrestato: una denuncia per "molestie" su minori, un'accusa grave che non prevede arresti domiciliari, ma porta subito al carcere preventivo.

E' giusto essere severi con questo tipo di eventi, peccato che mio nipote non abbia fatto nulla.

Da anni Alberto si occupa di educazione attraverso lo sport, studia medicina ma la sua vera passione è fare l'allenatore di calcio e l'edcuatore occupandosi con particolare attenzione di casi di disadattamento anche gravi.

Con oggi sono sessanta giorni che sitrova rinchiuso senza poter fare nulla perchè bisogna attendere la "fine delle indagini" e non passa giorno che non lo pensi perchè questa storia assurda potrebbe capitare ai miei figli quando fanno gli istruttori in palestra o a un insegnante di musica mentre si trova da solo a spiegare le posizioni delle dita su uno strumento.

Basta la parola di un minore e finisci dentro in attesa di giudizio ma ahimé nel nostro sistema il "giudizio" è merce rara. Basta una voce e subito monta la condanna, serpeggia la calunnia "se lo hanno arrestato ci sarà sotto sotto un motivo", "io lo pensavo, uno non può fare l'allenatore gratis, chissà che interessi c'erano sotto".

Peccato che di fronte a storie ignobili di abusi sui minori ci sono anche storie di ingiustizie non meno gravi, di insegnanti messe alla gogna senza aver fatto nulla, di notizie usate come clave, di giornalisti che per fare cronaca fanno poltiglia della dignità e del rispetto e se ci cadi dentro rischi lo stritolamento.

Per fortuna c'è anche un vento che soffia in direzione opposta, una solidarietà che cresce a spingere via le nubi dell'infamia, un intero paese che si mobilita a riconoscere quanto di bene in realtà è stato fatto da Alberto e che gli esprime solidarietà sincera.

In questo tunnel ci sono segni che non tutto il mondo ha perso il lume della ragione.

Pochi giorni dopo l'arresto i suoi amici hanno creato un gruppo si Facebook e hanno mantenuto un dialogo aperto con lui, invitando altri amici a raccontare chi fosse Alberto, che persona fosse, quanto abbia positivamente inciso nella vita di tanti ragazzi, evitando in fondo che l'ingiusto isolamento ne scalfisse il calore umano facendogli sentire tutto l'affetto che lo circonda.

Oggi i suoi "fan" sono 540 e ogni giorno si aggiunge qualcuno, che lo ha conosciuto o che conosce bene mio fratello e la sua famiglia e gli vuole esprimere la solidarietà che in questi casi è importante quanto l'acqua per un assetato e più saranno e più si difenderà Alberto dal male che gli stanno facendo quelli a cui lui ha teso la mano, che forse pensavano di fargli "uno scherzo" o una ripicca magari per una sgridata più severa delle altre.

L'attesa kafkiana è infatti uno dei pesi più gravi in queste situazioni, non sai nulla, non ti dicono nulla, non puoi dire nulla per non compromettere gli eventi, non puoi fare nomi, non puoi gridare cosa è accaduto in realtà, non pui dire che ci sono adolescenti indifesi e vittime e altri che, pur sempre vittime, spacciano, commettono reati o sparano come nel filmato appena visto a Napoli e trasmesso dalla Guardia di Finanza.

Ogni giorno mi chiedo cosa farei io in questo caso, se invece di Alberto ci fossero Piero o Giulio: riuscirei ad accettare pazientemente? Riuscirei a non reagire, riuscirei ad avere fiducia? Ad avere "fede"?

Alberto sta mantenendo una forza d'animo incredibile, in fondo è lui che sta mitigando il dolore di mio fratello e non viceversa. Ho letto una sua lettera di risposta ad una scrittagli da Marina e mi ha molto emozionato la frase conclusiva: Non mi cambieranno, non mi piegheranno, vi voglio bene.

No, non è giusto che lui sia in carcere, chi indaga dovrebbe sentire che ogni minuto in cui una persona è privata della libertà è un minuto grave e se è colpevole che la cosa si definisca subito perchè se invece è innocente, si sta commenttendo una gravissima ingiustizia.

Non credo che ci sarà vendetta alla fine di questa storia: il troppo dolore crea una spossatezza che toglie forza alla violenza. So che ci sarà giustizia, una giustizia che alcuni credono venga dall'aldilà e io invece credo sia parte della vita stessa.

Basterà infatti che chi lo ha accusato, chi si attarda a fare luce in questo tunnel, un giorno cominci a provare un briciolo di rimorso anche un briciolo solo, quello che non fa dormire, quello che ha descritto Manzoni nei Promessi Sposi, basterà un minuto per ogni ora di dolore causata, basterà come il grano di riso che raddoppia per ogni casella della scacchiera.

Ecco, anche stamattina ho dedicato del tempo a Alberto e so che in qualche modo gli arriva il nostro calore, il nostro abbraccio virtuale dai blog e da Facebook, come arriva a mio fratello a Gabri e a Giulia e in fondo arriva anche a chi partecipa a questo abbraccio collettivo perchè tutti siamo in qualche modo addolorati e abbiamo tutti bisogno di una parola di conforto di un "vedrai che andrà tutto bene".

Superato lo sconforto e il dispiacere, pensare a lui e all'assurdità di questa storia costringe a pensare a ciò che è giusto e a ciò che non lo è, all'utilità dell'abbraccio quando tutto sembra fatto di grettezza, alla forza che la dignità sa imporre anche nei momenti più terribili.

Pensare a lui fa bene a me, mi rallenta nella mia corsa quotidiana a fare mille cose se lo penso sulla brandina a leggere, pensare a lui fa bene a me come a voi che avete letto questo testo fin qui perchè non potete averlo letto tutto senza esservi fatti delle domande.

Stare "Dalla Parte di Alberto" fa bene a me come agli altri 540, 541, 542,543, 544, 545, 546…