Domenica mattina

La domenica mattina è un momento particolare, per tutti: ci si alza tardi (o prestissimo per una escursione) è la mattina del "tutti nel lettone", della colazione che gli altri giorni si fa di fretta, dei rumori suffusi e della musica a palla dallo stereo.

Stamattina è così: Giulio ha preparato omelette per tutti e tre (figlio con sanissimi principi!), dopo un abbraccio collettivo sotto il piumone, stufa accesa e Mahler (sinfonia n.5) in sottofondo.

Invece dei giornali di una settimana leggo i feed di una settimana dei blog che seguo, i filmati, che non ho avuto tempo di guardare, con un caffè di tanto in tanto per corroborare il palato, un paio di chat via Skype.

Non è che la tecnologia modifichi le domeniche mattina, le rende piacevoli come sempre.

Giorni speciali

Gildo Mi piace andare a far visita al cimitero in questi giorni dedicati ai defunti.

Marina ha ripulito e messo una bella composizione alla tomba di mio padre e a quelle dei suoi famigliari e dei nostri amici più cari.

C'è una sorta di ricongiungimento in questi gesti, c'è il mantenere un legame che la fisicità non ha interrotto e c'è, l'ho detto già altre volte, lo scorrere dei volti e delle voci che hanno fatto parte della stessa comunità e che per un momento tornano tutte assieme come fossero in piazza o sotto i portici.

Scorro le date e soppeso i mie quaranta anni a Desenzano con il numero di persone che conoscevo e che ora sono qui, ma nel contempo mi stupisco che già siano passati tre o quattro anni dalla morte di alcune di queste che credevo avvenuta non più tardi di un anno fa.

Oggi è una giornata luminosa e spero che così rimanga quando visiterò anche il cimitero a Sesto, così diverso da questo: quello con le tombe trasformate in minigiardini zen, con una sottile competizione a chi ha la tomba più bella, questo vasto e pieno di fiori che risaltano sul marmo. Quello di Sesto è così intimo e raccolto, pecchio di un paese, questo ricorda la città con la gente ammassata da viva e ora anche da morta con i loculi che sembrano condomini.

Ma è anche l'incontro e l'abbraccio tra i vialetti che rende l'occasione speciale: persone che non vedi da tempo, in gran parte anziani, che si illuminano di sorrisi quando vedono Marina, ed è un ricucire le storie e i legami, "Quello c'è ancora?" "Ma era mica il figlio di…?", "Ha avuto un bambino o una bambina?, "Come è invecchiato, ma sta poco bene?"

Mentre Marina visita tutti i parenti, scrupolosa per non creare disparità negli affetti, leggo le iscrizioni sulle lapidi di fine ottocento, veri miniracconti della vita di paese, minibiografie tutte di umini probi e di donne oneste, di padri impeccabili e di spose miti e operose. Mi riprometto di trascrivere un giorno le più belle come quella con la storia delle due ragazze cadute nel lago mentre ne rimiravano i raggi lucenti.

Ci mancano le castagne e il vino nuovo, ma provvederemo.

Arrivi e partenze

Piero doamni parte per San Francisco, Giulio è appena arrivato da Milano e lo abbiamo atteso per cenare anche se è passata mezzanotte.

Quando i figli crescono gli incontri si fanno più radi ma molto più intensi e piacevoli, ci sono racconti, condivisioni, discorsi che rimbalzano tra il loro essere cuccioli e adulti allo stesso tempo.

Piccole tirchierie

Non sono certo un taccagno, anzi tendo ad essere un capriccioso spendaccione ma ci sono alcune cose che detesto comperare perchè le trovo ingiustificatamente costose: le multilama Gillette, i tergicristallo (quando si potrebbe comperare solo la striscetta di gomma), gli inchiostri per le stampanti, certi hotel dove per dormire (mica ci devi fare chissà che) non bastano 200 euro anche se non stai dormendo a Place Vendome a Parigi, le lampade dei videoproiettori (con il loro costi ti comperi un lampadario).

Adesso però devo cedere perchè la multilama del mio rasoio mi sta facendo i solchi in faccia e devo proprio decidermi.

In compenso ho una vendetta verso il videoproiettore: mi ha fatto comperare una lampada nuova (330 euro!) due anni fa dicendo "lampada in esaurimento, sostituire". Io l'ho comperata ma non l'ho installata e ho solo resettato il contatore d'uso e il videoproiettore continua a funzionare perfettamente.

Scrivi o no?

Giardino Dopo la raffica di post "sestesi", alcuni amici mi hanno chiesto perchè non sto aggiornando il blog e la ragione è semplice: sono preso dagli eventi (anche dagli etrenta dice lo scemo del villaggio).

Ho i muratori che ancora stanno scavando il giardino per riparare i tubi del riscaldamento che perdono, la Scuola è in piena attività e crescita e ci sono molte cose ancora da sistemare e poi solo oggi il pranzo dal papà di Marina per festeggiare Irene che è venuta a trovarci e stasera cena con tutta la famiglia (o quasi) per salutare Piero che sabato parte per San Francisco.

E in mezzo, gli esercizi di violoncello, le prove d'orchestra, il corso di armonia, le prove con i Fuoriclasse e il recupero dei files persi dal disco di backup.

No, non è che non scrivo per pigrizia…

The art of possibility

Negli USA ho finalmente trovato "The art of possibility" il libro di Benjamin Zander che cercavo da tempo.
Mi trascrivo il passaggio che lui cita in apertura del World Economic Forum di Davos lo scorso anno.
"Storicamente gli artisti sono stati ingaggiati dalle istituzioni al potere per dare verità emozionale ai principi stabiliti.
Ora nella nostra nuova società globale, nessuna istituzione ha il grado di consenso per creare valori e direzioni per la maggioranza della gente.
I mercati, nelle società libere stanno rapidamente sostituendo i governi e le istituzioni religiose come regolatori della più elevata autorità, ma i mercati operano senza valori, non dialogano in una lingua umana.
Le arti possono aprire qui nuovi spazi, portando consapevolezza umana per confrontarsi con questo flusso di merci e capitali, dando energia alle nostre connessioni interpersonali e aprendo nuove porte per l'invenzione e la pratica.
Un cambiamento rivoluzionario nelle strutture operative del nostro mondo richiede una nuova definizione di chi siamo e del perchè siamo qui.
L'arte, in fondo,riguarda il nostro "riposizionamento", creando giustapposizioni sorprendenti, aperture emozionali, luminose presenze, percorsi aerei verso l'eterno."

Mucca di legno

SestoOtt4 Che dire di questa mucca di legno nel parco giochi di Moso?

Non è tanto l'originalità di vedere animali intagliati nei tronchi (ci sono gufi e cerbiatti, cani e gatti qui e la), quanto il fatto di averla collegata a una fontanella e di aver costruito quattro tettarelle di gomma in modo che i bambini possano provare a mungerla.

 

 

 

SestoOtt5 Geniale vero?

Foliage a Sesto

SestoOtt2 E' una stagione magnifica questa a Sesto: silenzio, pochissima gente in giro, aria pungente ma non gelida e il bosco che si tinge di pastello.

Mancano i rossi degli aceri del New England ma gli arancioni dei larici e il giallo delle betulle non è meno intenso e luminoso.

Il Mont'Elmo, la Croda Rossa, la Casella sono tutte imbiancate e l'annuncio dell'inverno imminente è ben leggibile.

Una passeggiata di un'ora è sufficiente per liberare la mente anche perchè è come se l'aria ripulisse dai turbamenti.

SestoOtt3 Impossibile non sentire la pace che questo luogo infonde.

In viaggio con Count Basie

Abbiamo fatto il pezzo di val Pusteria con Count Basie in sottofondo, poco traffico, serata limpida: che dire di più.

A Sesto, nella sequenza casuale dell'iPhone, è partito Meneses con le suite di violoncello di Bach: davvero casuale? Uno smartphone quando è smart c'è poco da fare…

Raddrizzata

La giornata era partita maluccio (non ho sentito la sveglia e ho perso il treno) e un po' la tensione per la conferenza un po' l'arrabbiatura residua per il tubo del riscaldamento rotto, i backup guasti e la dormita non perfetta.

Poi uno alla volta i pezzi sono andati a posto: la conferenza è andata benissimo, ho ritrovato quasi tutti i files che rischiavo di aver perso (Damiano è un angelo), Gaetano il mio muratore di fiducia ha già trovato la perdita del tubo e domattina alle 8 è qui per portarlo a vista in modo che Roberto (l'idraulico) possa già domani stesso riparare.

Direi che si è proprio raddrizzata.