Piero ha scritto un bel post sulle sue ultime riflessioni in materia di Social Networks e visto che lui cita me e una mia definizione nata nei discorsi che abbiamo fatto a Natale (i mercati sono emozioni) io cito lui: ecco qui il suo post.
Autenticità nella ripetizione
Marina mi ha riportato una frase da uno dei suoi corsi che mi ha particolarmente colpito: "L'autenticità è nella ripetizione".
Solo quando un gesto viene ripetuto in modo quasi istintivo potremo dire di averlo fatto autenticamente nostro, solo quando non ci sforzeremo di essere gentili ma lo saremo sempre, ripetutamente, potremo dirci autenticamente gentili.
Una autenticità che ritroviamo anche da Klaus cdove oggi siamo stati per un Kaiserschmarren in bilico fra il pranzo, la merenda e la cena e un'altra volta la frase si concretizza: ripetizione dell'eccellenza in una cosa piccola e apparentemente marginale come una frittata spezzata e zuccherata eppure così autenticamente precisa nel suo ripetersi.
Noi ripetiamo a nostra volta la routine di capodanno degli ultimi tre anni, a letto non troppo tardi, risveglio lento, bagno di fieno e massaggio al Patzenfeld, concerto alla chiesa di sesto, buone letture, musica di sottofondo.
E' ancora presto perchè il tutto divenga autentico, ma è così piacevole che abbiamo già deciso di ripetere il tutto anche il prossimo anno.
Buon Anno
Guardavo oggi questo albero stagliato contro il cielo blu intenso.
Come il 2010 ha finito di dare i suoi frutti e le sue foglie, ancora fra i rami ha qualche residuo di neve passata che il sole dell'ultimo giorno dell'anno oramai scioglie.
Si vedono però già le gemme del nuovo: ecco lì il 2011 che arriva!
Buon Anno a tutti e che sia forte come un albero, pieno di opportunità come le sue foglie e luminoso come il cielo che lo accoglie.
Piccolo grande amore
Guardo Marina preparare i ravioli di zucca per gli amici, osservo i gesti, veloci di esperienza ma soppesati meticolosamente come se ogni raviolo fosse un pensiero dedicato a loro, il segno dell'affetto che diamo e riceviamo dai nostri amici più cari, il ricordo di un momento, di uno sguardo, di un abbraccio.
C'è grande amore in questo piccolo gesto.
Arrivederci 2010
Mi spiace che finisca questo 2010. E' stato un anno molto intenso, pieno di incontri, viaggi, novità, soddisfazioni, con la sola ombra della disavventura kafkiana di mio nipote Alberto.
Non vorrei dirgli "addio" ma "arrivederci", augurandomi di avere occasioni felici per ricordarlo ancora dicendo "… come nel 2010 quando…" e mentre passeggio per fare la spesa come tutte le mattine ripenso a cosa è successo quest'anno, alle tante cose piccole e grandi straordinarietà che ho vissuto.
Ricami
Chi siamo?
Mio fratello Ezio mi ha fatto un bel regalo, semplice semplice: il link a uno stupendo video di TED che racconta l’esperienza di una neuroscienziata che, colpita da emorragia cerebrale, analizza passo passo l’evento “dall’interno” e torna a raccontarlo.
Offfre un racconto emozionante, da nodo alla gola su chi siamo e chi possiamo scegliere di essere.
Buon Natale
Rubato
Sto trascrivendo i commenti di Ben Zander alle sinfonie di Mahler e ho appena tradotto il pezzo in cui spiega il concetto di "rubato" presentandone due tipi. Nel primo il battito rimane stabile mentre la voce o il solista trattiene in ritardo il tempo e poi corre per recuperare quanto ha perso: tutto il rubato nel jazz è di questo tipo. Ascoltate Frank Sinatra o Billy Holiday per una resa perfetta di questo tipo di rubato.
Nella musica classica il rubato è molto spesso di un secondo tipo ed è quando il tempo viene momentaneamente sospeso o elasticizzato per dare tempo a un evento armonico o dinamico sorprendente, delizioso o scioccante che sia, di manifestarsi.
Le giornate qui sono tutte con il "rubato Mahleriano": si dilatano e si restringono, alcuni momenti durano tantissimo, altri passano in un baleno.
Mi alzo tardi dopo aver letto o ascoltato con calma della musica (ieri il DVD con le due sinfonie di Brahms dirette da Bernstein, possenti) e la mattina sembra durare più del normale ma poi velocemente arriva il pranzo e subito il momento di uscire a fare due passi e il tempo si dilata nuovamente. Incontriamo Alberto e Veronica alla Croda e i caffé diventano subito due e il racconto di un anno si prende il suo tempo.
Le chiacchiere da Pippo e Kiki, i preparativi per il cenone, il relax, la cena, la partita a carte con Giulio e Micaela: il pomeriggio e la sera sono un continuum di accelerazioni e lentezze, di allegria e silenzio.
E' mezzanotte e non me ne sono accorto. Volevo finire la trascrizione almeno della prima sinfonia ma il tempo è volato, però se ci ripenso è stato tutto così intenso che è sorprendente che ci sia stato tutto in una sola giornata.
Domani partiamo con i buoni propositi di alzarci presto… tanto il tempo è elastico.