Orecchie contese

Sto leggendo a letto mentre con un orecchio ascolto il primo Cd dell'opera omnia di Ligeti e con l'altro ascolto la ricerca che Marina sta facendo su YouTube per rintracciare la musica catalana di Llac e Raimon che ascoltavamo appena sposati.
Ogni tanto la sento anche cantare e c'é allegria e ricordi di belle giornate.

Buone notizie

A mio nipote Alberto hanno ridotto le restrizioni che gli impedivano di incontrare altre persone, è sempre privato della libertà e non può uscire dal cancello ma ora tutti gli amici lo possono andare a trovare e abbracciare.

E' vero che quando si è al buio anche una candela illumina ma questa è certo una luce nello scenario incredibile in cui si è trovato Alberto.

Non vedo l'ora di andare a guardarlo negli occhi e sorridere con lui. Intanto continuo ad esercitarmi con il Bourrée dlla terza suite per festeggiare quando le accuse cadranno come il Muro di Berlino e potremo festeggiare la libertà, quella vera e giusta.

Arrivederci

SoleUna giornata "floreale" di sole, quasi un peccato tornare a valle ma tanto torniamo presto.

Arrivederci.

In amicizia

Mosta Mario mi aveva spedito un "mostacciolo gigante" da Cosenza in segno di amicizia e noi lo abbiamo mangiato stasera con la nostra cara amica Liddy e i suoi nipoti: amicizia sigillata a livello planetario.

Roba da Alice

Vi sembrerà strano ma oggi ho scoperto che domani è l'11 e non il 12 perchè oggi è il 10!

Il 12 è dopodomani. Che bella notizia.

Scirocco, uffa

Terzo giorno di scirocco, cielo grigio, temperatura sopra zero (+6 ora) e di tanto in tanto pioggerella.

E' del tutto insolito questo clima a metà gennaio quando inizia il periodo più freddo e secco e l'umore non se ne avvantaggia.

Marina e Liddy domani tornano a valle e quasi quasi anch'io…

Gracias a la vida

Stasera eravamo invitati a casa di Pippo e Kiki per un dopocena musicale con il loro cognato Alejandro da poco arrivato dal Cile. Lui alla chitarra e io con il violoncello a fare da contrappunto alla sua melodiosa voce intrisa di sudamerica: una serata magnifica, sembrava che avessimo suonato assieme da sempre.

A me bastava guardare le sue dita sulla chitarra per seguirne la linea melodica e trovare al volo le note piú giuste e poi alcuni brani universalmente belli come Gracias a la vida sono stati davvero il simbolo della serata.

Devo proprio dire grazie alla vita che mi ha dato tanto, come dice la canzone, che mi ha dato amici come Pippo e Kiki, o Liddy appena arrivata, che mi ha dato la musica e uno strumento per suonarla, e il cuore per gustare il calore umano che scaturisce dal semplice stare insieme con la musica.

La bellezza

MeditaX05 Uno dei temi su cui ho dialogato con Alfonso è quello della "bellezza", sostenendo che nell'animo di chi è spinto all'innovazione c'è un desiderio di bellezza, quasi una certezza che il nuovo risponda a un ordine che è intrinsecamente "bello".

Stimolato da queste riflessioni mi soffermavo oggi lungo il cammino per cercare la bellezza che ci circonda, quella a cui non diamo peso, quella che apparentemente non vediamo ma che non sfugge al nostro "occhio interno". (tutte le immagini sono su Flickr)

Guardavo i riverberi dell'acqua imprigionata nel ghiaccio, i pezzzettini di corteccia o gli aghi di pino, sigillati come insetti nell'ambra e trovavo affascinante il gioco che la luce faceva semplicemente spostando lo sguardo da un lato all'altro.

MeditaX01 Anche dove la neve non è più immacolata, lungo la strada dove gli spruzzi delle auto l'hanno sporcata di fango, la bellezza emerge come un giglio sul letame: basta guardare stringendo il campo, escludere il superfluo e cercarla, la bellezza è lì, nascosta agli occhi frettolosi ma ben disposta verso chi la desidera trovare.

E' un discorso scomodo, che imbarazza molti: ma che c'entra la bellezza con la tecnologia?

Vuoi dire che un computer deve essere bello? Stai parlando del packaging? Stai dicendo che una pagina web deve essere ben disegnata?

MeditaX04 Ovvio che sì, ma la bellezza è qualcosa che va oltre l'estetica e la forma.Oggi trovavo una bellezza anche in oggetti casuali, giustapposti senza un senso estetico, spesso dal caso, quasi sempre da chi cercava una funzione e non una forma ma diventavano belli proprio nella loro normalità.

E' la bellezza, quella profonda, quella che ti giunge al cuore attraverso gli occhi, quella che lascia l'estetica per puntare al "sub-lime" a quel punto che è appena sotto il limite massimo di percezione e che spesso ti commuove tanto che sei costretto a tirare un respiro per reggerne l'ondata. E quanti respiri abbiamo fatto oggi, tra rocce innevate e raggi di sole tra i rami.

MeditaX03 Quando la tecnologia punta solo alla funzione e non asseconda l'estetica nè ricerca la bellezza, il risultato è spesso paradossale e ridicolo, patetico addirittura.

Come il ghiaccio che si è aperto un varchio nel secchio così è difficile ingabbiare la bellezza pensando di non doverla assecondare.

Io sono sicuro di essere bellezza nella bellezza del mondo, perchè sento di essere parte e non estraneo a quanto mi sta intorno. Sono certo che la vita sia bellezza, bellezza di abbracci, non solo di oggetti, bellezza di dialogo tra ciò che c'è in me e le stelle.

MeditaX11 A molti non piacerà questo mio modo di pensare, lo giudicherà tra l'enfatico e lo snob, me lo diceva Alfonso, ma guarda caso tutti gli innovatori che ho conosciuto e ammirato (e lui non fa eccezione), non solo hanno un profondo senso per la bellezza immediata (dalla musica, alla fotografia) ma sono di certo animati da valori ben più alti che non il semplice meccanicismo quando vedono nell'innovazione il modo per rendere migliore il mondo.

Ne ho la prova nel compiacimento che ho sempre letto sul loro volto quando mi raccontavano del mondo futuro, quel sorriso estatico e sicuro di sé mi faceva sempre venire in mente un passaggio della Bibbia che al termine della creazione dice "And he saw that it was good".

MeditaX08 Ho fatto un sacco di foto al ghiaccio oggi, il ghiaccio in fondo è acqua che muta continuamente il suo stato e mi pare sia un eccellente terreno per permettere alla bellezza del mondo di manifestarsi.

E' bellezza in movimento, dinamica come la vita, più veloce del mutare di una roccia e più lenta di una foglia che cade. Ma è un movimento con un tempo lentissimo che lo fa diventare la fotografia di un'istante in cui il mondo che si rinnova nel "panta rei" del suo scorrere continuo.

Dovunque girassi lo sguardo vedevo segni di mutamento cristallizzato quasi che la natura li avesse fotografati per me in modo che io non dovessi fare altro sforzo che raccoglierli con l'iPhone.

Mentre scrivo queste note per non perderne traccia, ascolto la nona sinfonia di Mahler, una bellezza struggente, "sub-lime", in cui nella prima parte racconta la bellezza del mondo con accordi e modulazioni dolcissime per poi arrivare alla fine ad una lentezza quasi impossibile e a una evanescenza che racconta il punto in cui la vita passa da uno stato all'altro, finisce quella terrena e inizia l'aldià.

MeditaX12 Come in questa lastra di ghiaccio che ricopriva una roccia in cui non c'è un netto passaggio da un colore all'altro eppure ci sono tutti, dove il ghiaccio è sospeso tra il solidificarsi ulteriormente e il ritornare allo stato liquido per via di quel raggio di sole che lo sta scaldando.

Sì, userò la metafora della musica ancora molte volte per dire ciò che penso perchè c'è in lei la stessa dinamica bellezza che ho visto oggi, che chiede agli innovatori di avere il coraggio di ricercarla per essere il raggio di sole che la sbloccherà dalla temporanea prigionia del freddo meccanicismo.

 

 

Meditazione

MeditaX09 Il sentiero della meditazione è un percorso che si snoda tra pietre e boschi sulla costa di Mont'Elmo proprio dietro casa mia.

Non lo avevo mai fatto in inverno e devo dire che alla sua suggestività la neve aggiunge qualcosa di speciale, di magico.

Di tanto in tanto lo sguardo si apre e intravedi scorci che allargano vista e cuore come questo in cui si vede tutta Val Campodidentro.

L'occasione della passeggiata era la presenza di amici cari come Alberto e Veronica ma in realtà avevo bisogno di riflettere dopo la chiacchierata con Alfonso a proposito del lavoro che sto facendo per preparare la mia nuova conferenza.

MeditaX02Un dialogo con Alfonso è come mettere in bocca un confetto: non puoi inghiottirlo, devi rigirartelo in bocca un bel po', sciogliere lentamente tutti gli strati per arrivare al vero nocciolo, il più gustoso.

Lo so, io sono forse un po' maniaco quando faccio questi lavori e rimugino di continuo, dubbioso, incerto e poi convinto e ansioso di mettere in pratica per poi tornare ad arrovellarmi.

Una passeggiata è quello che ci vuole per pensare-non-pensando e cioè lasciare che i pensieri si sviluppino senza cercare una logica lasciando che siano loro ad assumere una forma che poi si tratta di leggere come una radiografia.

MeditaX06 Quel sentiero ha tutto ciò che serve, dettagli di bellezza nascosti, tronchi intagliati a farne statue che la neve impreziosisce e trasforma, come questo Cristo che perde la sua divinità per diventare eroe medievale con stola e corona.

La meditazione serve in fondo a prendere tempo, a non avere fretta di finire: se il pensiero è quello giusto non scapperà.

Infatti ora che sono qui a risistemare i pensieri … non mi pare di aver nulla da sistemare, la risposta che cercavo è nel cammino, negli amici con cui ero, nel guardare dove mettevo i piedi. Attenzione e presenza. Hic et nunc.

In fondo la sfida che mi sono dato (e che è tutta mia, nessuno me la chiede o impone) è di fare meglio di quanto ho fatto prima ma non ho una vera unità di misura, come non aveva una vera meta la nostra passeggiata di oggi, anzi pensavamo di andare in su alla Baita del Cacciatore e invece siamo andati in giù verso San Candido.

 

MeditaX10 Quale sarà la via che prenderà il mio pensiero non lo so, ma guardando San Candido dalla collina dove termina il sentiero mi appagavo della bellezza che sprigiona senza bisogno di aggiungere altro e forse è proprio questa la conclusione.

Mi sono eclissato nello studio

C'era l'eclissi stamattina ma non l'ho vista, non avevo uno schermo adeguato per guardare il sole che splendeva luminoso tra il col Quaternà e la Croda Rossa. Una giornata leggermente velata che ha fatto da sfondo a una mi avoglia di riprovare a suonare dopo molti giorni di sospensione per una fastidiosa epicondilite al braccio destro.

E così il tempo è volato tra la trascrizione del commento alla terza sinfonia di Mahler e i miei esercizi che ho ripreso da pagina 1, datata febbraio 2005, tanto per vedere l'effetto che fa suonare ora ciò che allora mi pareva tanto ostico.

Come è lontana la difficoltà quando stai affrontando nuovi e più duri ostacoli! Eppure quanto è lungo il cammino dell'apprendimento e della e-ducazione, del condurre se stessi da un punto all'alltro, da una sponda all'altra della conoscenza.

Ci sono volute quasi due ore per ritrovare una certa dimestichezza ed è normale che così sia, ho solo tolto un pò di ruggine dell'inattività.