Abbracci

Pres1E' pronto il presepio con le figurine che di anno in anno mi regalano gli amici del cuore.

Tutto è cominciato con la capanna che chiesi espressamente a mia mamma per ricordarla quando non ci fosse più stata: e così è.

Ogni volta che lo preparo il pensiero va agli amici, alle persone care, a quelle lontane che magicamente appaiono nella mia mente reali come solo l'immaginazione sa fare. Tolgo le statuine dalla carta velina e compio il gesto lentamente per donare a ciascuna il tempo giusto dell'attenzione.

E' un rituale che amo per il significato laico che gli attribuisco, non meno sacro di quello religioso: un abbraccio alle persone che tengo vicine nella capanna del mio affetto.

Marco Mi Manca

M_okIeri notte è morto Marco Zamperini, una grande persona, un divulgatore tecnologico come pochi e soprattutto un caro amico.

Le sue lezioni erano un esempio per tutti noi per la sua capacità straordinaria di far comprendere le evoluzioni della tecnologia con una precisione e una simpatia grande quanto la sua umanità.

Qualche anno fa, la vigilia di Natale, era stato colpito da un infarto e ci aveva lasciati tutti con il fiato sospeso ma poi era tornato il "Funky Professor" di sempre: gioviale, arguto, affettuoso, la vita gli aveva dato una seconda chance, diceva.Questa volta non ci ha lasciato nemmeno il tempo di un saluto.

Io mi tengo nel cuore quell'estate in Pusteria, le chiacchiere e le camminate, i consigli e gli incoraggiamenti, i ricordi comuni di tanti momenti professionali vissuti assieme, la torta per il suo compleanno: ci chiamavamo reciprocamente "fratellone" e per me non c'è termine migliore per definirlo.

Mi mancherà la sua allegria contagiosa, mi mancherà la sua affettuosità, la sua lucidità nel cogliere i segni del futuro.

Anzi, Marco mi manca già.

 

 

Fiorellini

FotoLa mattina di Ferragosto, davanti alla chiesa, vendono piccole composizioni floreali per le quali vale la pena di vincere la pigrizia del letto.

Anche quest'anno sono sceso a prenderli, a Marina piacciono tanto e mi pare un piccolo gesto per ringraziarla di esserci e per celebrare la bellezza che ci circonda.

Piccoli (grandissimi) privilegi

Meneses_lo_2Organizzare un master di musica classica è un grande lavoro e sono mesi che ci sono immerso.

La ricompensa è sapere che stiamo facendo una cosa grande e importante per gli allievi, per la città, per la musica stessa, anche se in questi mesi non sono mancati gli inevitabili scontri con l'imbecillità, l'insensibilità, il pressapochiscmo e l'arroganza.

Qualche volta ti viene voglia di "madarli a stendere" di mollare e di dire che non ne vale la pena …. ma poi vedi un papà generoso come Alberto Leali, che va a caricare le pesantissime teche per la mostra di liuteria e poi oggi è ancora alla scuola a preparare lo spettacolo di giovedì e poi Maurizio con i suoi figli che viene ad aiutare… e allora bastano due, cinque dieci, belle persone per far passare in secondo piano i cento cretini perchè ognuno di loro non vale un decimo delle persone splendide che ruotano attorno alla scuola.

E poi un piccolo privilegio finale stasera: a cena con Antonio Meneses, uno dei più grandi violoncellisti del mondo.

Siamo andati alla Taverna, a mangiare carne alla brace e polenta e a chiacchierare del mondo, della musica, del senso delle cose, di cosa ci insegnano i maestri e di cosa possiamo restituire insegnando.

Mi ha persino offerto di prendere lezioni da lui durante il master (offerta che mi sono affrettato a rifiutare con una specie di "dominus non sum dignus…" ) e per ora mi appago delle sue storie, dei racconti, degli accenni alla tecnica violoncellistica di un grande maestro e delle sue riflessioni sulla ricerca che ciascun artista compie facendo musica.

Abbiamo parlato dei nostri genitori, della disciplina che la musica impone, di come ciascuno sappia accogliere il compito che il destino gli ha posto, e in mezzo a tutto questo qualche pillola di saggezza figlia dell'esperienza.

Domani c'è un sacco di lavoro da fare ma stasera mi godo l'accaduto.

 

I temi della maturità sono un inganno o una realtà che non vogliamo vedere?

Ho letto tutte le tracce dei temi della maturità e li trovo tutti affascinanti: c'è Pasolini, la storia dal delitto di Sarajevo alle Brigate Rosse, c'è la ricerca scientifica, una citazione di Fritjof Capra: ma davvero i ragazzi della maturità di oggi sanno affrontare questi temi?

Ho l'impressione di un inganno: la scuola non mi sembra il luogo che alleva coscienze critiche, che stimola la curiosità, che incoraggia la lettura del nostro tempo ma poi per coprirsi le vergogne ecco che sceglie dei temi che vengono da un'altro mondo.

E' come se dopo averli fatti studiare (si fa per dire) con i flautini di plastica, alla maturità proponessero di scegliere tra tre esecuzioni di Brahms, Stravinski e Frank Zappa.

O forse la realtà è diversa: i ragazzi, NONOSTANTE la scuola, sono davvero capaci di svolgere questi temi perchè loro vivranno in un mondo senza frontiere, loro sanno i danni della società dei consumi e la smonteranno semplicemente senza rinfacciarlo a noi padri. Sono curiosi del presente senza doverlo leggere sui libri perchè loro sono il presente e capiscono l'ecologia meglio di chi ha creduto nella chimica e nel potere salvifico del moplen e del napalm.

Li vedo alla Scuola di Musica, li vedo al teatro di Viandanze, li ho visti a Mezzogiorno in Famiglia e li vedo su Facebook: vedo conformismi e banalità ma anche solidarietà, voglia di amicizia, vedo impegno, dedizione, allegria intelligente.

Spero che tanti abbiamo fatto bene con la prova di italiano per dimostrare che c'è una realtà che non vogliamo vedere solo perchè la gerontocazia ha un solo modo per mantenersi: rendere impossibile l'accettazione che un ragazzo sappia il fatto suo.

Tempo

Ciao diario-blog, è più di un mese che non mi prendo il tempo per riflettere con calma, sono travolto da molte cose tutte piacevoli, nessuna a cui voglio rinunciare.

Il tour delle conferenze è andato benissimo, come meglio non poteva, la preparazione del Master procede a tappe forzate, Piero si è soposato, mi sono rimesso a giocare a golf con i ragazzi, e poi le band e poi le attività del progetto Qui Base Luna e il Qui Per caso e la nuova opera e il CD con Marco e le attività per DOC e DOC Academy e… sì lo so sto esagerando.

Ho raccontato tutto a Facebook ma come in una piazza chiacchierona, non è rimasto nulla.

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Papà e mamme

MammaMontagnaMi pareva strano che a mio papà di tanto in tanto "mancasse" la sua mamma: era morta quando era piccolo e ormai era un adulto con una sua famiglia, con la sua vita.

Come era possibile che sentisse ancora la mancanza, l'assenza della mamma?

Era contento di vederci festeggiare la festa della mamma ma c'era nel suo sguardo un velo di tristezza dato dal ricordo della sua che non c'era più.

Adesso capisco.

Oggi ho fatto IL regalo

Mi piace moltissimo fare regali (anche riceverne, s'intende) ma oggi per la prima volta ho fatto IL regalo, nel senso che il regalo ero io.

Qualche settimana fa la moglie di Pinuccio, mio amico d'infanzia che non vedo da quarant'anni, mi ha contattato su Facebook per mandarmi una foto che ha ritrovato tra le vecchie immagini (quella con i pantaloni a zampa d'elefante) e mi ha chiesto se nel mio spostamento da Desenzano a Sesto potevo fermarmi da loro a Rovereto per fare una sorpresa a Pinuccio che compie 60 anni dopodomani.

Paola e la figlia hanno architettato tutto a sua insaputa e oggi quando ci siamo trovati al ristorante è stata grandissima la sua sorpresa e la sua gioia (anche la mia, ovviamente) nel vedermi ed è stato un magnifico flashback con ricordi che si allacciano e immagini sbiadite che tornano vivide.

Sua madre, che chiamavo "Mamma Tea" era una sorta di seconda mamma per me negli anni a Vigo di Fassa in cui le nostre famiglie vivevano nella stessa caserma dei carabinieri e poi quando loro si sono trasferiti a Rovereto e noi a Montichiari, siamo rimasti in contatto finchè mia mamma andava a trovare mamma Tea e poi Pinuccio si è sposato e poi …

Poi ci sono le "coincidenze": la figlia suona il violino in un'orchestra e il suo fidanzato è di Lonato, il loro cane si chiama Blue (è maschio però) e Pinuccio e Paola hanno un'azienda cartotecnica e guardacaso sto cercando una soluzione per il packaging dei dischi per il nuovo progetto di Doc. Ma questa è un'altra storia…

Insomma oggi ero "un regalo" e mi è piaciuto anche perchè mi sono regalato una bellissima giornata.

Giada 35 anni

Jade stoneDopo 35 anni si festeggiano le "nozze di giada", almeno stando a una richiesta generica su Google.

E' facile il gioco di parole: già da 35 anni?

Eppure non me ne rendo conto o almeno non riesco a tradurre gli anni con Marina in un numero.

Stando a wikipedia "Secondo la tradizione, alla giada si riconoscono proprietà calmanti,
rasserenanti e lenitive degli stati d'animo turbati. Come tutte le
pietre verdi e rosa, è legata al 4º chakra, quello del cuore.

La giada viene definita la pietra dei medici in quanto aiuterebbe a
calmare il cuore e a trovare la giusta compassione per prendere le
giuste decisioni."

Mi pare che tutto coincida: il legame con il cuore, la serenità, la cum-passio, il sostegno per compiere le scelte più corrette.

Di certo è che so di aver preso 35 anni fa la giusta decisione.

Diecianni

La scorsa settimana a Sesto ho rinnovato la carta d'identità che stava scadendo: sono già passati dieci anni e non me ne rendo conto.

Se non ci fosse l'ufficialità del documento direi che ne sono passati forse la metà e la riflessione sullo scorrere del tempo va e viene da qualche giorno.

L'altroieri ho letto che iTunes compie 10 anni: ma come? "Solo" 10 anni? Si direbbe che iTunes ci sia da molto più tempo, è così lontano il tempo in cui la musica era solo nei concerti e sui dischi.

E in 10 anni tutto è cambiato, forse non proprio tutto, ma tanto certamente.

Poi ieri ho rivisto i filmati di Francesco Testa e Cristina Lastrego che preparano il loro nuovo gioco animato e sono identici a come li ho conosciuti quando abbiamo passato una bellissima giornata a casa loro sulle colline del Roero.

Una verifica veloce: Tommasone Cyberpoliziotto è del 2000, quindi ci siamo conosciuti l'anno prima… sono passati più di dieci anni eppure loro sono esattamente come li ho conosciuti: come i loro personaggi, Tommasone, Ciccio, Giovanna, il Barone Gualtiero, eterni nel loro mondo di fiaba.

Il tempo non ha eguale velocità e non c'entra Einstein, forse c'entra la nostra percezione della vita, o forse il fatto che enumerare in anni il fluire di molte emozioni è semplicemente privo di senso: come misurare in anni un'amicizia? Come pesare con numeri il mio ritorno alle radici profonde dell'infanzia?

I personaggi dei libri sono senza tempo, come tutte le opere d'arte e le persone che non ci sono più: mio papà ha sempre gli stessi anni nella mia memoria, e Gianpiero e Stefan e ora anche Luciano.

Rigiro la carta d'identità e leggo la scadenza: 8 marzo 2023. Come sarà? Come sarò? Ci sarò poi? Chi mancherà all'appello?

Ho voglia di ascoltare musica possente che mi dia il senso di tutto ciò, non una risposta, ma solo la lucida consapevolezza del fluire di qualcosa di smisurato o meglio di non misurabile.