Fabio lo dice sempre che l'ukulele è uno strumento con cui si può suonare di tutto, lui ci ha fatto la versone di tre album dei Beatles, ed ecco qui un video che viene dal TED in Giappone.
Un minuto di immensità
Grazie a Luca Conti scopro questa bellissima serie di video e vale la pena di prendersi qualche minuto e guardarli tutti e cinque.
Come si può restare indifferenti a vedere l'immensità del cielo e delle stelle? La straordinaria bellezza di un'aurora boreale? L'umanità di un mercato in Thailandia? La vastità degli spazi del sudoverst degli USA? I fiordi e il cielo che tocca il mare in Norvegia?
Sono indaffarato in mille cose in questi giorni ma trovo terapeutico, e ve lo consiglio, prendersi un minuto di immensità.
The Mountain from Terje Sorgjerd on Vimeo.
Se poi lo guardate in HD e a schermo pieno è anche meglio.
Giuramenti e spergiuri
Il rumore del tagliaerba mi suscita sempre pensieri strani, come se la mente, svuotata dalle riflessioni di tutti i giorni, venisse improvvisamente occupata da immagini e riflessioni che stanno da qualche parte intrappolate in qualche sinapsi e non hanno mai avuto modo di salire a livello conscio.
Pensavo ai discorsi di chi vuole cambiare la Costituzione, insulta la bandiera, dileggia le istituzioni, cosa forse comprensibile da gente comune ma non da chi ha giurato con formula solenne :
(testuale dal sito del Governo Italiano)
"Giuro di essere fedele alla Repubblica, di osservarne lealmente la Costituzione e le leggi e di esercitare le mie funzioni nell'interesse esclusivo della nazione"
Nell'antica Roma e in tutte le civiltà gli spergiuri erano considerati alla stregua dei traditori, incapaci di mantenere un impegno con se stessi di fronte alla loro stessa comunità e per questo indegni di farne parte.
Tramonto con dedica
Sono stato all'inaugurazione della mostra di fotografia di Luciana Mulas a Pozzolengo (molto ben allestita in un negozio di mobili che ha fatto le cose davvero con buon gusto) e ho incotrato molti amici e chiacchierato amabilmente con persone che non vedevo da tempo.
Nel tornare a casa avevo il cuore leggero e mi gustavo il tramonto bellissimo tra le colline a ridosso del lago con il vento caldo che ha pulito l'aria rendendo tutto luminoso e presente.
Passando davanti all'azienda agricola Cadore, dove Gianpiero andava sempre a prendere il vino con cui poi pranzavamo a casa sua parlando di musica e rivoluzione, ripenso a quei momenti intensi, pieni di futuro: dedico a Gianpiero questo tramonto.
Che stagione è?
Mentre tagliavo il prato con un vento caldo che soffiava come fosse fine giugno, guardavo le piante del mio giardino e i cespugli, alcuni in piena fioritura altri ancora sorpresi dal caldo così fuori tempo.
Mi sembrava di ascoltare le piante parlarsi "Ehi ma quanto ho dormito? E' già estate? Ehi ma io non sono ancora pronta, credevo fosse aprile! Guarda gli oleandri, loro se la prendono comoda e sono ancora intirizziti dal freddo di quest'inverno e qui ci sono trenta gradi abbondanti".
Immagino anche i discorsi tra gli umani a proposito di "mezze stagioni" di "è colpa delle radiazioni", "eh si ma non dura"e comunque mi godo il profumo e la fatica che libera la mente.
Buon sabato.
Più di un applauso
Più di un applauso a teatro mi rincuorano le parole sincere che mi ha scritto Alfonso e che ha condiviso con tutti i suoi collaboratori al Cefriel.
"Caro Gigi,
volevo ringraziarti per il seminario di oggi. Chiamarlo seminario mi sembra ingiusto. Certamente ci hai aiutato a capire cosa sia l'innovazione e come la si possa motivare e promuovere. Ma personalmente mi sono sentito toccato nel profondo, ho provato emozioni che sento mie e che vanno al di là del nostro lavoro.
Ti ringrazio perché siamo presi tutto il giorno dal turbinio delle cose, dalle preoccupazioni e dalle occupazioni quotidiane. Fermarsi ad ascoltare il cuore e i sentimenti, con sincerità, senza pensare alla "fattibilità" o all'utilità del nostro agire quotidiano, fa bene all'anima.
Un abbraccio,
Alfonso"
Una giornata in 35 secondi
Il concerto è stato bellissimo: essere in un teatro prestigioso, suonare con il pubblico che si ferma ad ascoltare, suonare con tanti musicisti è davvero una sensazione appagante.
Mentre suonavo, con quel DO ipnotico e continuo che dava il tempo a tutti noi, riuscivo comunque ad ascoltare il suono attorno, le diverse “celle” che ciascun musicista suonava di fianco a me.
Quando poi dalle postazioni sparse nel teatro siamo man mano saliti sul palco è stato un botto di suono per noi e uno spettacolo per gli occhi vedere i palchi e la gente.
A parte gli applausi, mi ha fatto piacere vedere Carlo e gli altri di Sentieri Selvaggi molto contenti della prestazione e li ho sentiti anche commentare fra loro che questa è stata la migliore versione di “In C” degli ultimi tempi.
Sono proprio orgoglioso di esserci stato e per darvi un assaggio di cos’è stato il concerto di oggi, ho fatto un veloce montaggio delle immagini raccolte al volo con la FlipCamera: una giornata condensata in 35 secondi.
Ci vuole pazienza
Avevo perso le speranze di ricevere l'alimentatore della telecamera ordinato su eBay a meno della metà di quanto costa da noi in negozio.
Stavo già rimproverandomi la dabbenaggine di aver ordinato con spedizione via posta normale dato che non avevo nessuna urgenza e stavo valutando se darmi per vinto e ordinarlo da qualche negozio qui: oggi ho trovato il pacchettino nella cassetta della lettere.
Ci ha messo un po' ma è arrivato, era solo questione di pazienza.
Buon venerdì
Oggi è pericoloso dire qualsiasi cosa per il rischio del pesce d'aprile. Potrebbe essere utile dedicare la giornata a un sano "star zitti" visto che siamo circondati da sproloqui.
Mi limito ad augurare a tutti un buon venerdì e a dire agli amici che ho sentito Marina stamattina e si è già alzata e aveva una bella voce.
Piaceri maschili
Nel turbinio di ogg, sono anche riuscito a riparare la pompa della piscina che era bloccata per le incrostazioni delle piogge di quest'inverno.
Devo dire che questi lavori intricati, dove devi smontare e rimontare viti vecchie (benedetto svitol!), trovare il guasto, riinstallare il tutto e sentire il rumore del motore che gira è come quando da ragazzi riaccendevamo il motorino dopo averne smontato il carburatore.
Mani che odorano di grasso e di benzina, tracce di olio sotto le unghie che richiederà una spazzolata energica (comunque fa molto "chirurgo"), le dita dolenti per quel maledetto bullone che avrebbe bisogno di una chiave snodata che hanno i meccanici veri…
Un piacere molto maschile e una stanchezza analoga a quella che ti prende dopo una partita di calcetto.