Esattamente un anno abbiamo registrato"Praticamente dal vivo" e anche oggi ci ritroviamo da Marco a fare festa.
I sogni continuano.
Pensieri e riflessioni non solo sulla tecnologia ma su molte cose che mi fanno pensare
Esattamente un anno abbiamo registrato"Praticamente dal vivo" e anche oggi ci ritroviamo da Marco a fare festa.
I sogni continuano.
Ho passato alcune ore a seguire la storia di un brano "El cant dels ocells" ed è una bella storia.
Si tratta un canto natalizio catalano di origine medievale che Pau Casals ha reso celebre avendola eletta a simbolo della sua lotta contro il regime franchista e la eseguiva prima di ogni concerto.
E' famosa la sua esecuzione alle Nazioni Unite nel 1971 quando non solo la eseguì alla veneranda età di 95 anni ma fece un discorso memorabile il cui disse che la Catalogna è una delle più antiche democrazie del mondo e che fin dall' undicesimo secolo aveva la pace come tema primario (poi l'emozione lo interrompe mentre abbraccia il Segretario Generale U Thant).
Casals si rifiutò sempre di suonare in paesi che appoggiavano il regime franchista e fece due eccezioni, una all'ONU, che pur essendo a New York era in fondo "extraterritoriale" e la sede perfetta per fare il suo discorso sulla pace. (qui l'audio di quell'esecuzione) e un'altra nel 1961 dove la eseguì per il presidente Kennedy (qui l'audio).
Ne ho trovato una grande quantità di esecuzioni da quella di Casals a quella di Joan Baez, a quella dei Manheim Steamroller, di Carreras, della Montserrat Caballé di Jordi Savalls e un intero album del Canzoniere Popolare Catalano con quel solo brano eseguito da diversi gruppi musicali con un bel libro che ne racconta la storia dal 1500 a oggi, da canto natalizio che annunciava la nascita di Gesù raccontata da 32 diversi tipi di uccelli, alla sua attuale collocazione come canzone simbolo della Catalogna e della tenacia di Casals contro la dittatura.
E il 25 aprile?
Secondo me è il brano perfetto per oggi,: un canto dolce che inneggia alla pace, triste perchè ancora ci sono guerre, morti e distruzioni, triste come un esiliato può essere, ma deciso come Casals a non smettere mai la sua battaglia contro la dittatura.
Ecco qui l'esecuzione che ne è la sintesi: lui da solo, con la moglie al piano, una finestra e la dolcezza della musica.
Se c’è un brano di musica perfetto per un giorno di festa pieno di simbologie come la Pasqua è proprio il finale della seconda sinfonia di Gustav Mahler.
A parte il titolo della sinfonia stessa (Resurrezione) c’è un tale senso di apoteosi, di gioia, di splendore in questa musica che qualunque versione ascoltiate, o meglio guardiate su YouTube vedrete sempre che anche i direttori più compassati alla fine cantano a squarciagola guidando il coro nell’ “Auferstehen”, “risorgere”.
La versione che preferisco è questa di Bernstein, proprio perchè leggendo dal suo volto tutta la potenza della musica riusciamo anche noi a farcene travolgere.
Il testo cantato prima dai soprani dice ” Credi, mio cuore credi, nulla andrà perduto…” e prosegue dicendo che non si soffre inutilmente perchè nella vita c’è uno scopo e poi pian piano il coro entra e arriva al finale dicendo “Con ali che mi sono conquistato,mi librerò nell’aria! Risorgerai, si risorgerai
mio cuore, in un attimo!” (Qui il testo integrale con la versione a fronte in tedesco per chi vuole seguire)
Non poasso che dedicare questo stupendo brano a mio nipote Alberto, che alla fine risorgerà dall’ingiustizia che ha subito in un tripudio di gioia di tutti noi che gli vogliamo bene.
(Schermo pieno e volume a palla please)
E' tradizione che il sabato della vigilia di Pasqua, tutte le famiglie preparino un cestino con pane, salumi, uova sode, cren, (qualcuno ci mette anche l'insalata russa o l'arrosto freddo) e il cestino viene portato in chiesa per una cerimonia che si conclude con la benedizione di questo che diventerà il pranzo principale di Pasqua: il geweitz ovvero il cibo benedetto.
Anche noi abbiamo chiesto al macellaio di prepararci il cestino nel pieno rispetto della tradizione e abbiamo segiuto la sua indicazione di coprirlo con un panno bianco: per discrezione non si deve mostrare il contenuto, per rendere uguale chi ha tanto e chi poco.
Abbiamo assistito alla lunga cerimonia del sabato pomeriggio uscendocene alla fine con il nostro cestello come tutti gli altri, soddisfatti di aver preso parte a questo che per noi è più un rito di appartenenza alla comunità che non una vera e propria benedizione del cibo.
Prima a casa di Pippo abbiamo assaggiato pezzi del suo Geweitz con un poderoso cren in radice tagliato fine come il ginger che ha cacciato tutte le occlusioni nasali presenti e future!
E poi a casa nostra a contemplare il contenuto del nostro cestino che sarà solo di contorno al pranzo che Marina ha preparato con l'agnello al forno.
Auferstehen, resurrezione! Dello spirito ma anche del corpo e la bottiglia di buon vino è già in frigo.
Oggi è il compleanno di Piero, di Matthias e anche del Maggini. Bello ricordarli tutti insieme.
Auguri!
Per qualche giorno abbiamo ospiti da noi Alessandro e Irene con il suo bel pancione: zia Marina gongola.
La giornata era iniziata con un bel video sulla vastità dell'universo e finisce con una bella riflessione sul nostro essere umani, sull'imprevedibilità delle cose, sullo stupore della nostra imperfezione che rende la vita così bella e sorprendente.
Buona notte