Esploratori

La visita ai musei delle esplorazioni norvegesi è pieno di suggestioni.
Dalle imprese di Amundsen per raggiungere il polo nord e poi il polo sud a quelle di Thor Heyerdahl http://it.wikipedia.org/wiki/Thor_Heyerdahl e i suoi viaggi in Polinesia prima con il Kon Tiki e poi con il Ra.
Ho il chiaro ricordo dei racconti televisivi della spedizione del Ra II a cui partecipava anche l’italiano Carlo Mauri http://it.wikipedia.org/wiki/Carlo_Mauri
Mi domando se quello spirito di avventura tornerà solo con l’esplorazione dello spazio o è lo stesso che anima chi esplora gli atomi, le proteine o ilfondo del mare.

Esploratori

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Strumenti e attrezzi

134 Ho continue conferme che gli attrezzi giusti fanno la differenza, come uno strumento di qualità aiuta ogni musicista a dare valore al suono.

In questi giorni, nel preparare le quinte, ho apprezzato l'utilità delle pinze a scatto, quelle che alla presa aggiungono la funzione di morsa e tengono fermi gli oggetti a cui si sta lavorando.

Ho già una lista di attrezzi che devo aggiungere alla mia cassetta:

Pinze a scatto, rivettatore, filiera maschio e femmina, levigatrice a nastro, riga a laser.

Età del ferro

Foto Ieri ho passato la mattina nell'officina di un fabbro mio amico che mi lascia utilizzare le macchine e quando serve salda le parti che mi occorrono.

E' un lavoro che mi piace, che richiede attenzione e forza, e in cui il materiale non si lascia facilmente maneggiare come accade con il legno.

Mi piacciono i rumori, i clangori, l'odore del ferro che dopo un pò senti nel palato, anche le mani unte di grasso (con i guanti faccio molta fatica a fare misure di precisione) non mi danno fastidio, anzi, quando a fine lavoro la pasta lavamani le riporta al "colore" originale mi sembra il segno del passaggio da un mondo a un altro.

Anche se a fine mattina ho le braccia indolenzite e le mani segnate da qualche graffio, questo tuffo nell'età del ferro mi fa star bene.

Il teatro è come il software

C'è una "vecchia" regola che dice che quando un programmatore ti fa una stima del tempo necessario a sviluppare un'applicazione, per avere idea del tempo necessario realmente bisogna moltiplicare il dato per due e cambiare un ordine di grandezza.

Ti dice che ci vogliono un paio di giorni? Calcola 4 settimane. DIce che ci vorrà una settimana? Metti in conto un paio di mesi.

Realizzare il teatro della scuola mi pare proprio un progetto software: pensavo di metterci tre di settimane e ci vorranno sei mesi. Viene bene certamente ma i micro- imprevisti sono tanti, i tempi a disposizione non sono sempre continuativi e non possiamo pretendere di più.

Comunque il fondo della sala è pronto e da domani attacchiamo con il palco. Mal che vada faremo a meno delle quinte.

 

Contemplazione

Pedana La struttura della pedana è finita e, come mi aveva insegnato tanto tempo fa Agostino Barbieri, mi fermo e contemplo il lavoro svolto.

Il "cantiere" è pulito e ordinato (Civo è molto scrupoloso in questo) in attesa della gettata di cemento alleggerito che arriva domani o sabato.

Osservo le simmetrie, i dettagli, il senso di forza che hanno le travi multiple incollate che dovranno reggere il fondale e le quinte.

 

 

Riquadri Ogni riquadro visto ora è un ostacolo superato, una trave storta, una sconnessione del pavimento, una vite che non entra.

"Misura cento volte e tagli auna sola" dice il Civo e mantenere le geometrie in uno spazio così ampio non sempre è facile.

Dato che dovrà ospitare musicisti, tuttoè pensato perchè la pedana non interferisca con il suono: tutto è incolletao, isolato dal pavimento con un cuscinetto di gomma, ogni riquadro è fermato da viti e colla.

 

 

Fronte Approfitto del tramonto per immaginare cosa vedrà chi assisterà a una performance, gli spazi, le proporzioni.

Mancano ancora quinte e fondale per cui tutto dovrebbe poi essere più raccolto.

Mi godo la geometria che poi scomparirà sotto i pannelli ignifughi che faranno da pedana primaria, ma anche invisibile sarà presente.

 

 

 

Civo Ho perso il conto di quante ore ci abbiamo impiegato, di quanto tempo abbiamo dedicato a discutere i dettagli progettuali, di quanto passato a misurare, tagliare e avvitare.

Stasera ho risistemato gli attrezzie e guardavo i tanti piccoli oggetti che Civo ha predisposto per rendere pratico e preciso il lavoro.

Dime, cordini, squadre, ganasce, segna-travi, tutto perchè nelle proporzioni grandi, il palco è 10 metri per 9,5, un errore anche minimo in un punto si riperquote poi amplificato e un millimetro di non allineamento diventa un centimpetro e più alla fine.

Pannelli3 Domani cominciamo con i pannelli che racchiudono la zona del pubblico e Civo ha già preparato una dima gigante per realizzare con precisione i 14 pannelli che serviranno.

Se va tutto bene a fine settimana prossima, quando il cemento sarà asciugato, cominceremo con i pannelli delle quinte e del fondale del palco, con le velette per nascondere i fari e infine la pedana.

Ci sono ancora lavori di tinteggiatura e ritocco, le maniglie delle porte antincendio da installare, l'impianto elettrico da sistemare ma se tutto va come sabato scorso, ci saranno altri a dare una mano: anche sollo spostare i pannelli da tre metri per uno è impegnativo se moltiplicato per ventotto.

Pannelli2 A parte il lavoro c'è la piacevolezza dello "stare insieme lavorando" che è una situazione che è sempre più raro assaporare.

Non è la stessa cosa che si prova con i colleghi in ufficio, è un lavorare "liberamente", perchè lo si è desiderato, molto simile a quello che si fa in campeggio o in gita.

Adesso mi sta "cadendo la palpebra" ma  anche solo a riguardare le immagini mi piace ripercorrere le tappe del lavoro, ripensare a chi potrebbe venire ad aiutare, che compito potrebbe svolgere.

 

Cesare Ci sono le "garanzie", quelli a cui, come Cesare, devi solo dire cosa c'è da fare e si organizzano e giungono al miglior risultato possibile senza chiedere più nulla.

Comincio ad avere voglia di vedere il risultato finale, anche perchè molte delle decisioni progettuali le prendiamo man mano che il lavoro prosegue, e non ho idea di quale sarà l'effetto complessivo.

Intanto mentre pulisco il pavimento mi guardo attorno e contemplo.

Festeggio costruendo

Sono contento di come sono andate le elezioni, anche il risultato non vincente di Chiara a Isola della Scala è comunque l'inizio di un processo che sta risevegliando la voglia di fare politica in senso costruttivo e positivo e l'ho visto nettamente alla festa ieri sera.

Oggi ho lavorato sodo per preparare il teatro e lo stesso farò nei prossimi giorni e mi sembra il miglior modo per festeggiare: costruire vite su vite, chiodo su chiodo un futuro di cultura per tutti.

Seconda

FotoFinale Chiara è arrivata seconda, il sindaco uscente ha fatto l'en-plein e ha mantenuto e rafforzato la sua maggioranza.

A Chiara la consolazione di di avere tre consiglieri di minoranza su 5 di avere il doppio dei voti dei Grillini e della Lega e un po' di amarezza per un risultato che sperava fosse numericamente più rilevante (ma comunque sempre tre consiglieri avrebbe avuto anche con il triplo dei voti per via del premio di maggioranza).

Resta la soddisfazione di avere rimesso in gioco la speranza che esista un'alternativa e che in quaranta giorni è ediventata una lista, un progetto, un gruppo di persone.

Stasera sono andato a Isola con Cesare a festeggiare perchè comunque si è accesa di nuovo la passione per la bella politica.

Guardare avanti

Che bella storia quella del sindaco Kotaku Wamura che fece costruire un muro anti-tsunami tanti anni fa.

Fu criticato, deriso, ma lui non mollò convinto della sua lungimiranza.

Oggi Fudai il suo paese si è salvato mentre quelli vicini con difese insufficienti sono stati rasi al suolo.

Da meditare la massima con cui lasciò l'incarico a 88 anni, rivolto ai suoi dipendenti disse:

«Anche se c'è ostilità, abbiate fiducia e finite ciò che avete cominciato, vedrete, alla fine la gente capirà».

Chiara ha vinto

Lunedì sarò a Isola a festeggiare con Chiara e gli amici della sua lista: anti-scaramanzia? No, io sono convinto che Chiara abbia vinto quando ha presentato la candidatura, ha vinto perchè ha detto "non è vero che è impossibile" e ha trasformato il "bisognerebbe" in un "chi viene con me"?

Io sono anche convinto che i numeri le daranno ragione ma anche se così non fosse, ciò che conta è che sono state sconfitte la rassegnazione, l'ineluttabilità,  veri e propri veleni inibitori del futuro.

Mi diceva stamattina che le "voci di paese" non le danno alcuna chance: una donna? con 8 donne in lista? ma figuriamoci!

Eppure..