Martedì sera con i Beatles al college Bocconi

Martedì 22 alla sera faccio ancora una volta la "lezione" sul talento agli studenti. Questa volta tocca agli studenti della Università Bocconi impegnati in un Business Game che si protrarrà per sei incontri che ha tra gli animatori Paolo Cerini, un caro amico che conosco letteralmente da quando era un ragazzino.

Sono affezionato a questo racconto che non invecchia mai come la musica dei Beatles.

E’ andata proprio bene

Sono contento. La serata sulla musica di Mahler è andata bene, c'era la sala piena, tutti hanno apprezzato e seguito il discorso e anche il "dopo", con l'assaggio del rosso Madér di Selva Capuzza, i biscotti (e lo speck di Villgrater…) è stato piacevolissimo.

Alla fine il tempo è rimasto di 2 ore e venti e come aveva detto Paolo Valdemarin alla prova: si vede che questa è una conferenza che deve durare due ore e venti minuti!

La musica ha comunque reso scorrevole e appassionante il tutto e nessuno si è accasciato sulla sedia o è fuggito, devo anche dire che nel pomeriggio avevo chiesto a Stefano Castagna di venire a valutare la qualità del suono dell'ascolto e i suoi suggerimenti sono stati preziosi: rifatte le connnessioni, lui ha riequalizzato il mixer e l'impianto Bose che ci ha regalato Damiano ha fatto il resto.

Adesso mi godo il completamento e poi con calma, smonto il tutto e lo riassemblo per la conferenza sulla motivazione e l'innovazione. E' un peccato perchè mi pare appassionante e interessante anche solo questa parte ma è come mangiare una delle casette di pan pepato di Marina: c'è tanto lavoro ma il fine è quello di "cibarsi" di quel lavoro.

Io sono felice dell'abbraccio di tanti amici che mi hanno ringraziato per averli aiutati a cogliere la straordinaria bellezza di questa musica e più di un applauso la loro soddisfazione mi appaga.

Adesso smaltisco un po' di adrenalina e poi credo proprio che dormirò come un sasso.

E tre

Approfitto della domenica di tranquillità per apportare tutte le modifiche che derivano dai suggerimenti avuti dagli amici che hanno visto in anteprima la lezione sulla musica di Mahler.

Ieri ho modificato completamente l'impianto audio della sala perchè quello che usiamo con l'orchestra non va bene per un ascolto di musica registrata e dato che un amico ha regalato alla scuola un magnifico impianto Bose questo è il momento id usarlo.

Oggi ho riposizionato il videoproiettore per gestire meglio l'immagine che Paolo mi ha raccomandato di portare a 16:9 e in effetti il tutto risulta più "cinematografico".

Domani me la riprovo tutta da solo anche senza pubblico, tanto per vedere se nella nuova stesura i tempi rientrano nelle due ore.

Tutto pronto

Tutto è pronto per la "prova generale" di domani. Ho amici gentilissimi che si prestano e oggi ho preparato l'audio della sala per non avere sorprese domattina.

Stasera gli ultimi ritocchi grazie ai consigli geniali di Carlo per la scelta di un paio di brani da aggiungere che faranno certamente effetto e ora lasciamo riposare come un impasto che deve lievitare.

 

Serata del 7 febbraio

SERATE D'ASCOLTO - CLASSICA 07-02-2011 La locandina è pronta e anche la sequenza del racconto e i brani selezionati per l'ascolto mi pare renda il tutto molto accattivante.

Credo proprio sarà una bella serata.

Seconda stesura

Stamattina Marina mi ha fatto da "revisore critico" della prima stesura della conferenza e come sempre mi ha dato ottimi suggerimenti e oggi ho già messo a punto la seocnda stesura.

Con il taglio di alcuni passaggi dovrei anche stare nel tempo massimo (due ore) che mi sono imposto. Adesso lasciamo decantare un giorno o due e poi faremo una seconda prova. Devo trovare le "cavie" giuste.

Ho tratto il dado

Il lavoro di gestazione della mia conferenza 2011 è ancora abbastanza lungo ma ho deciso di completare la parte "musicale" prima di quella del messaggio e di presentarle alla prossima serata d'ascolto alla Scuola di Musica.

In questo modo so di obbligarmi a rompere le ultime esitazioni e poi avere pronta la conferenza completa per fine marzo.

L'appuntamento è per lunedì 7 febbraio alle 20.45.

Il titolo (provvisorio) "Mahler la rivoluzione musicale del '900"

Adesso scrivo e verifico come fare a tenere tutto nelle due ore e poi vediamo se il titolo cambierà.

Se non conoscete Mahler, segnatevi la data in agenda e se lo conoscete … so che avete già segnato la data.

La bellezza

MeditaX05 Uno dei temi su cui ho dialogato con Alfonso è quello della "bellezza", sostenendo che nell'animo di chi è spinto all'innovazione c'è un desiderio di bellezza, quasi una certezza che il nuovo risponda a un ordine che è intrinsecamente "bello".

Stimolato da queste riflessioni mi soffermavo oggi lungo il cammino per cercare la bellezza che ci circonda, quella a cui non diamo peso, quella che apparentemente non vediamo ma che non sfugge al nostro "occhio interno". (tutte le immagini sono su Flickr)

Guardavo i riverberi dell'acqua imprigionata nel ghiaccio, i pezzzettini di corteccia o gli aghi di pino, sigillati come insetti nell'ambra e trovavo affascinante il gioco che la luce faceva semplicemente spostando lo sguardo da un lato all'altro.

MeditaX01 Anche dove la neve non è più immacolata, lungo la strada dove gli spruzzi delle auto l'hanno sporcata di fango, la bellezza emerge come un giglio sul letame: basta guardare stringendo il campo, escludere il superfluo e cercarla, la bellezza è lì, nascosta agli occhi frettolosi ma ben disposta verso chi la desidera trovare.

E' un discorso scomodo, che imbarazza molti: ma che c'entra la bellezza con la tecnologia?

Vuoi dire che un computer deve essere bello? Stai parlando del packaging? Stai dicendo che una pagina web deve essere ben disegnata?

MeditaX04 Ovvio che sì, ma la bellezza è qualcosa che va oltre l'estetica e la forma.Oggi trovavo una bellezza anche in oggetti casuali, giustapposti senza un senso estetico, spesso dal caso, quasi sempre da chi cercava una funzione e non una forma ma diventavano belli proprio nella loro normalità.

E' la bellezza, quella profonda, quella che ti giunge al cuore attraverso gli occhi, quella che lascia l'estetica per puntare al "sub-lime" a quel punto che è appena sotto il limite massimo di percezione e che spesso ti commuove tanto che sei costretto a tirare un respiro per reggerne l'ondata. E quanti respiri abbiamo fatto oggi, tra rocce innevate e raggi di sole tra i rami.

MeditaX03 Quando la tecnologia punta solo alla funzione e non asseconda l'estetica nè ricerca la bellezza, il risultato è spesso paradossale e ridicolo, patetico addirittura.

Come il ghiaccio che si è aperto un varchio nel secchio così è difficile ingabbiare la bellezza pensando di non doverla assecondare.

Io sono sicuro di essere bellezza nella bellezza del mondo, perchè sento di essere parte e non estraneo a quanto mi sta intorno. Sono certo che la vita sia bellezza, bellezza di abbracci, non solo di oggetti, bellezza di dialogo tra ciò che c'è in me e le stelle.

MeditaX11 A molti non piacerà questo mio modo di pensare, lo giudicherà tra l'enfatico e lo snob, me lo diceva Alfonso, ma guarda caso tutti gli innovatori che ho conosciuto e ammirato (e lui non fa eccezione), non solo hanno un profondo senso per la bellezza immediata (dalla musica, alla fotografia) ma sono di certo animati da valori ben più alti che non il semplice meccanicismo quando vedono nell'innovazione il modo per rendere migliore il mondo.

Ne ho la prova nel compiacimento che ho sempre letto sul loro volto quando mi raccontavano del mondo futuro, quel sorriso estatico e sicuro di sé mi faceva sempre venire in mente un passaggio della Bibbia che al termine della creazione dice "And he saw that it was good".

MeditaX08 Ho fatto un sacco di foto al ghiaccio oggi, il ghiaccio in fondo è acqua che muta continuamente il suo stato e mi pare sia un eccellente terreno per permettere alla bellezza del mondo di manifestarsi.

E' bellezza in movimento, dinamica come la vita, più veloce del mutare di una roccia e più lenta di una foglia che cade. Ma è un movimento con un tempo lentissimo che lo fa diventare la fotografia di un'istante in cui il mondo che si rinnova nel "panta rei" del suo scorrere continuo.

Dovunque girassi lo sguardo vedevo segni di mutamento cristallizzato quasi che la natura li avesse fotografati per me in modo che io non dovessi fare altro sforzo che raccoglierli con l'iPhone.

Mentre scrivo queste note per non perderne traccia, ascolto la nona sinfonia di Mahler, una bellezza struggente, "sub-lime", in cui nella prima parte racconta la bellezza del mondo con accordi e modulazioni dolcissime per poi arrivare alla fine ad una lentezza quasi impossibile e a una evanescenza che racconta il punto in cui la vita passa da uno stato all'altro, finisce quella terrena e inizia l'aldià.

MeditaX12 Come in questa lastra di ghiaccio che ricopriva una roccia in cui non c'è un netto passaggio da un colore all'altro eppure ci sono tutti, dove il ghiaccio è sospeso tra il solidificarsi ulteriormente e il ritornare allo stato liquido per via di quel raggio di sole che lo sta scaldando.

Sì, userò la metafora della musica ancora molte volte per dire ciò che penso perchè c'è in lei la stessa dinamica bellezza che ho visto oggi, che chiede agli innovatori di avere il coraggio di ricercarla per essere il raggio di sole che la sbloccherà dalla temporanea prigionia del freddo meccanicismo.