Vie di comunicazione

StradaPer la prossima conferenza sto riflettendo sul fatto che le strade si sono chiamate a lungo "vie di comunicazione": ma lo sono ancora?

La comunicazione è ancora legata allo spostamento?

O le strade comunicano una storia che è la somma dei racconti di chi le percorre?

I romani davano un nome alle strade per dare loro una vita autonoma, oggi hanno sigle o acronimi BREBEMI, A36, che forse rispecchiano che ben poco ci sia da narrare in uno sfrecciare veloce in terza corsia.

Se la strada è fatta solo per unire due punti distanti allora che sia un tunnel il più veloce possibile: meno distrazioni.

Se è inutilmente ingolfata come la strada da Desenzano a Salò ogni istante racconta dei nostri sbagli nella gestione del territorio, della pochezza degli amministratori, dell'assenza di una visione e di amore per la bellezza.

Senofonte e MarcoPolo non hanno raccontato solo i viaggi, hanno raccontato mondi che ciascuno ricostruiva nell'immaginario della propria fantasia ed è quello che ancora accade oggi, solo che i narratori sono diventati migliaia, decine di migliaia e scrivono, filmano, twittano scattano immagini che impietosamente dicono come stanno le cose.

C'è poco da stare allegri se Goethe diceva "Conosci la terra dove fioriscono i limoni?" mentre oggi i racconti in rete dicono "ma hai visto che scempio di capannoni".

L’attacco

Trovare l'inizio di una nuova conferenza è un'operazione difficile, tortuosa fatta a volte di molti tentativi e fallimenti.

E' come trovare "l'attacco" ad una parete da scalare: se non è quello giusto dopo qualche tempo ti rendi conto che non puoi proseguire e devi ritornare indietro, spostarti e trovare una nuova soluzione.

Nella ricerca dell'attacco, della metafora, del filo conduttore, vago tra i cespugli della rete a cercare l'indizio e spesso mi perdo tra filmati di YouTube e racconti di Wikipedia che mi spostano di qui e di là come le sirene di Ulisse.

Il segreto non è razionale, non so se accade anche agli scalatori ma a me accade, continuo a provare, non insisto, quando trovo il sentiero giusto, la via giusta, lo "sento" e finchè non accade l'aggancio è inutile insistere.

Devo parlare di una strada, di stonature e di intonazioni, di armonia e di funzione e come sempre ricorro alle metafore artistiche che mi sono più vicine, ai linguaggi in apparenza distanti dal tema ma proprio per questo forse quelli più giusti: come il sentiero più lungo a volte è l'unico che porta alla meta

 

Ispirazione 2014

Come "magicamente" accade qui, stamattina nel dormiveglia ho avuto il flash dell'ispirazione per la conferenza 2014, ovvero di cosa voglio parlare, se me lo chiederanno, il prossimo anno.

Per fortuna avevo l'iPad sul comodino per cui ho fissato quanto più possibile del turbinio che mi ha quasi travolto e ora inizia il lungo, a volte lunghissimo, lavoro di ripulitura, ovvero di togliere tutto ciò che è di troppo per arrivare alla sintesi.

Poi la consueta lunga chiacchierata con Marina che critica, commenta, sviluppa l'idea e spesso me la complica o l'allarga ma comunque è il primo segnale che sono sulla strada giusta.

Adesso vado a farmi una camminata, l'aria di Sesto aiuta a togliere la pula dal grano.

Why Bach

Grazie a State Of The Net per la prima volta guardo e ascolto per bene il mio racconto sulla complessità e devo dire che mi piace, in questa versione in particolare, che temevo frettolosa quando l'ho preparata, mi pare ci sia tutto e con un ritmo che non stanca.

E poi c'è Tullio Zorzet che accetta di suonare in una condizione scomoda e inusuale… e poi c'è Bach.

Bene bene

Stasera alla Capuzza c'era parecchia gente, un allestimento all'aperto con le poltrencine che faceva sembrare il prato un teatro e noi dal lato opposto sentivamo l'emozione del pubblico e abbiamo dato il meglio di noi.

E poi c'erano amici e c'erano Marina e Piero e un clima da fine estate fresco e piacevole.

Proprio bello raccontare così: una signora sinceramente colpita dal nostro racconto, alla fine è venuta a congratularsi e mi ha detto "Grazie, che Dio la benedica".

Belle parole.

Stasera sotto i gelsi

Mi hanno appena annunciato da Cascina Capuzza che questa sera, dato
il ritorno di una piacevolissima temperatura, sia lo spettacolo  "Qui Per Caso Quel Giorno" che la cena saranno all'aperto.

Spettacolo in giardino alle 19.30 e cena sotto i gelsi !

Ricordate che la prenotazione va confermata telefonicamente allo 030 991 0279.

Qui per caso ancora

Giovedì 6 settembre alla Cascina Capuzza ennesima replica di Qui Per Caso Quel Giorno, il racconto della battaglia di San Martino e Solferino che recito con Fabio Calabrò.

Sto perdendo il conto del numero delle repliche ma non la voglia di farlo e sto scoprendo che ci sono amici che tornano ad ascoltarlo anche solo per il gusto di essere lì, non per caso, perchè c'è una bella atmosfera, buon cibo e amici con cui condividere.

Servono altri motivi per esserci?

Mi merito una buonanotte

QpqgIl racconto della battaglia è stato bello, questa sera eravamo all'aperto nel bel parco di Cascina Capuzza e il profumo dell'aria di giugno aggiungeva un tocco di realismo alla scena.

La presenza di molti amici mi rendeva più facile trasformare il racconto complessivo in una narrazione a tu per tu e anche Fabio ha cantato e suonato con grande passione e poi la cena e le chiacchiere hanno reso ancora più piacevole il tutto.

Adesso mi merito proprio una bella dormita.

P.S. Grazie a Gabri per la foto.