Social rimbalzi

Sto vedendo l'effetto che fa (come diceva Jannacci) ad aver pubblicato il video della mia lezione a Napoli su YouTube. All'inizio praticamente nulla, ma poi dal post sul mio blog sono partiti alcuni "rilanci" (grazie a tutti per le belle parole, grazie davvero) e in un giorno le visualizzazioni sono diventate 170.

E' come se in quella saletta da 40 posti ci fosse, attraverso il Nokia di Marco, una finestra spalancata su una nuova audience, ancora più attenta di quella fisicamente presente e mi fa piacere che le riflessioni che invito a fare si stiano allargando ben oltre quel primo spazio.

Facevo una riflessione analoga guardando i dati del Security Summit che è stato tutto messo online e ci sono stati oltre 2000 download degli atti di alcuni interventi. Non è solo questione di numeri ma anche di "persistenza" nel tempo del messaggio: ancora oggi ho gente che commenta un video messo su YouTube più di tre anni fa con i l festival dei cori a Sesto.

Il fenomeno del web e delle reti sociali non mi sorprende ma non finisce di stupirmi.

Un video Pocket Coffee

Marco Martucci uno dei gentilissimi ospiti campani di ieri, ha ripreso con un telefonino la lezione sul talento e ha messo il tutto su YouTube. Mi piace molto il suo commento e lo ringrazio di cuore per questa bella metafora: Un video “Pocket Coffee” da rivedere per “darsi la carica”

Qui la playlist con i quattro spezzoni in sequenza (in tutto sono 37 minuti, davvero sono andato come un razzo per stare nei tempi che mi avevano assegnato) e qui sotto il primo video.

Riflessioni su conversazioni, musica e dialogo

Luca ha aperto una interessante riflessione sul suo blog sul ruolo che la rete sta svolgendo nel favorire la comunicazione collaborativa rispetto a quella competitiva.

Il mio commento a caldo è che la rete sta cambiando non solo le conversazioni ma anche tutte le altre forme di comunicazione come la musica, l'immagine, la televisione e che la distinzione è più tra dialogo e discussione.

Da quando sono tornato da Venezia sto pensando che vedere tutto il dibattito sui nuovi media legato solo al mondo della stampa mi pare riduttivo, ci sono in atto grandi rivoluzioni, nella musica, nell'immagine, nella televisione che forse ci indicano nuovi percorsi se non proprio delle risposte.

Siccome le coincidenze non esistono, sto dialogando intensamente proprio su questi temi con Carlo Boccadoro e ho l'impressione che ne uscirà qualcosa di buono.

Venice Sessions

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Oggi e domani sono a Venezia a Venice Sessions, il meeting organizzato da Telecom Italia e da Nova dove il tema questa volta è "Il futuro dei media".

Questa sessione sarà tra l'altro visibile in webcast e consiglio vivamente di prendersi il tempo per seguire gli interventi previsti. Ma comunque, anche su Facebook e Twitter ci sono continui aggiornamenti e su YouTube si trovano poi i video delle interviste e degli interventi e c'è anche un blog.

Già questo modo di allargare l'evento grazie a tutte le forme di fruizione e di interazione grazie alla rete è di per sè un segnale di come cambia il mondo della comunicazione e va dato atto e merito a Luca de Biase e a Franco Bernabè (che nonostante gli impegni che il suo ruolo di sicuro impone, non manca mai dakll'inizio alla fine dell'evento) di aver dato vita a un evento che incarna il cambiamento e non solo ne discute.

Da quello che capisco dai post di presentazione su Facebook l'asse centrale della sessione attuale è il rapporto tra carta stampata e rete/computer che sta facendo discutere e riflettere gli editori di tutto il mondo.

A me piacerebbe vedere se e come si estende il concetto di "media", come gli utenti sono produttori anzichè fruitori, come la musica diventa "medium", come il video si fa racconto, forse perchè sono i temi che a me stanno particolarmente a cuore, ma cerco di evitare pre-giudizi e ci vado con la curiosità e apertura che mi farà ascoltare tutto.

Come nelle altre occasioni, di sicuro imparerò molte cose e incontrò persone speciali e questo è già un buon motivo per non smettere di ringraziare Luca che mi ha dato l'opportunità di esserci.

Computers televisione e cultura

Molto interessante la segnalazione di Luca di un articolo su Le Monde in cui un'indagine in cui "Si scopre che il maggior tempo dedicato dalla gente allo schermo del
computer e del telefonino per stare online non è sottratto alle altre
esperienze culturali. Anzi: proprio chi usa di più internet fa anche
più esperienze culturali.

Piuttosto è la televisione a non andare d'accordo con le esperienze culturali."

L'articolo di Le Monde.

Le tribù cambiano il mondo

Il concetto di tribù mi è sempre sembrato molto più interessante di quello di "massa" e contrariamente a quello che si pensa sia il risultato della diffusione della tecnologia che "massifica", accade esattamente il contrario o per dirla con John Naisbitt "Più diventiamo globali, più diventiamo tribali".

Ora trovo su TED questa lezione sul fatto che tutti siamo parte di una tribù e che ci sono diversi tipi di tribù (cinque stadi secondo il prof. David Logan) e che si passa dalle tribù che si identificano secondo diversi gradi di ideali: 1 (la vita fa schifo) al 2 (la mia vita fa schifo) al 3 (sono fantastico) al 4 (siamo fantastici) al 5 (la vità e fantastica).

Il leader è quello che guida la sua tribù a passare da un livello all'altro e nel farlo cambia il mondo soprattutto mettendo in contato membri della propria tribù con membri di altre tribù.

Interessante davvero la domanda/sfida finale: "La tua tribù sta cambiando il mondo?"

Piero al Tesicamp

Piero farà l' "anteprima" della presentazione della sua tesi di laurea il 9 ottobre prossimo al Tesicamp: bravo, ha fatto una scelta intelligente, così si costringe a presentare in pubblico il suo lavoro e magari nell'audience trova anche qualche contatto interessante.

Intanto sul sito del Tesicamp gli fanno un complimento esplicito: " Piero Tagliapietra (Bologna, Discipline Semiotiche) oltre ad avere un impeccabile sito di autopresentazione scrive di analisi della comunicazione su Comunicare Stanca — mai titolo fu più azzeccato (e colto) ".

Ebbravo due volte.

Quanti video su YouTube

Mi appunto questo dato che mi servirà per conferenze e articoli e per non perdermi la fonte: leggo dal blog di YouTube che nel gennaio 2009 ogni minuto venivano caricati sul sito 20 ore di trasmissioni video, una cifra impressionante che, per chi capisce cosa significhi questo numero, è l'indicazione che qualcosa di importante sta accadendo.

MI appunto anche il dato che citava Luca De Biase dalla conferenza di Drò a proposito dei libri e di quanta gente li legga: In Italia ci sono 3,2 milioni di persone che leggono almeno un libro al
mese. Ci sono 2901 case editrici. E in un anno si pubblicano circa
61mila titoli. Il 60% dei titoli stampati non vende neppure una copia.
I piccoli editori hanno un invenduto del 95%. I 5 grandi editori
(Mondadori, Rcs, Messaggerie, DeAgostini, Feltrinelli) vendono quasi il
90% dei primi 500 libri più venduti. L'Italia è il settimo mercato del
mondo di libri.