Differenze

E’ ovvio che Obama sia su un altro pianeta rispetto al nostro PresDelCons quando parla di cose serie, quando pronuncia discorsi da statista, quando propone e difende leggi a sostegno dei più deboli, ma anche quando fa lo spiritoso lo fa con una classe ben diversa: niente battutacce grevi, niente barzellette sconce, niente gesti da buzzurro.

Qui risponde in una trasmissione televisiva per la comunità ispanica e alla domanda se possieda un computer risponde prima secco “si, ho un iPad, si, ho il mio computer” ma poi non resiste e dice “Hey sono pur sempre il presidente degli Stati Uniti, credi che debba farmelo prestare da qualcun altro un computer? Hey mi presti il tuo? E tu, mi presteresti il tuo…”

La scomparsa dallo scaffale

"Lampedusa libera in 48 ore", "Entro tre giorni non ci sarà più spazzatura a Napoli", "A l'Aquila a settembre faremo tornare le persone nelle loro case", se fossero poi sostenute dalla verità dei fatti, queste affermazionisarebbero perfette USP per un governo del "ghe pensi mi".

Ma Rosser Reeves dice anche che: "affermare caratteristiche che il prodotto non possiede o promettere vantaggi che non garantisce, accorcia solamente il tempo in cui il comnsumatore scopre l'ingranno e aumenta la velocità con cui il prodotto scomparirà dagli scaffali".

Bella idea

Idea Era già intelligente comperare le "ricariche" dei detersivi per casa ma non avevo ancora trovato chi ha capito che in fondo venderti anche l'acqua è un peso inutile: quella ce la puoi mettere tu.

Evviva le ricariche concentrate.

Taci il nemico ti ascolta

A parte la massima storica che campeggiava sui manifesti di propaganda durante la seconda guerra mondiale, mi pare che queste guerre "mediatiche" facciano perdere il senso di cosa si deve e non si deve fare.

Da una parte è giusto che si voglia informare, si cerchino notizie, testimonianze, ma dall'altra chi è in azione (penso al pilota che rilascia dichiarazioni come se niente fosse) deve semplicemente tacere, come dovrebbero tacere i generali, i ministri, i funzionari che sono impegnati in prima linea. Se l'azione è seria allora devono essere serie anche le attività di contorno.

Certo, si potrebbe dire che la cosa non è seria ed è giusto che Frattini, La Russa, Bossi e tutti gli altri straparlino: peccato che stiamo parlando di una cosa che invece è maledettamente seria, e provate a chiederlo ai libici dall'una e dall'altra parte se non è vero.

Si ha l'impressione che nessuno sappia più stare al suo posto.

Notizie cattive

Leggo, come tutti, credo, con grande apprensione le notizie sulla catastrofe giapponese.

Non mi piacciono i titoli che aumentano senza nulla aggiungere a fatti che sono gravi e tristi per conto loro: perchè quel "terrore a Tokio" " "Paura atomica" "apocalisse"  ? Non soi come dire ma ci trovo un che di esaltazione, di voyeurismo. Insomma mi sarebbe piaciuta più compostezza, per rispetto nostro, che vediamo, ascoltiamo, leggiamo e di quella gente.

Non mi piacciono quelli che dicono "andiamo avanti con il nucleare" e non mi piacciono quelli che dicono "basta nucleare", non ci sono elementi per decidere o dire alcunché, ora, bisogna tacere, e attendere sperando che si riesca a limitare il danno.

Tacere per rispetto dei dati come dicono gli scienziati, per rispetto della nostra incongruenza umana tra reazione e progresso: non dovremmo forse riflettere sui 120.000 morti (centoventimila!!!) all'anno per incidenti stradali, un milione di morti ogni otto anni!

Non dovremmo riflettere sui danni del petrolio, sui disastri ambientali, sulle polveri sottili che uccidono migliaia di persone silenziosamente a seguito dell'inquinamento da combustibili fossili?

Non dovremmo riflettere sui costi di una catastrofe come quella giapponese su chi dice che il nucleare costa meno?

Adesso credo sia il caso di stare zitti, essere emotivamente vicino a della gente straordinaria che si è ricostruita la vita dopo una vera apocalisse atomica non causata da una centrale ma dalla stupidità della guerra, che lotta per sopravvivere in condizioni naturali difficili e che affronta, per quanto è dato capire, questa immane tragedia con una compostezza che ci deve far impallidire.

Continuiamo a leggere, a informarci, scansando titoli e grida truculente, ci servirà per capire.

Il discorso del Cairo: A New Beginning

Possono le parole cambiare il corso della storia? Stando ai discorsi di Catone a proposito di Cartagine o di Napoleone prima della battaglia delle piramidi o quello di Martin Luther King, viene proprio da dire di sì.

Per capire meglio la situazione in nord Africa, sono andato a ripescare e riascoltare il discorso che Obama ha fatto all' Università del Cairo rivolto a tutto il mondo islamico il 4 giugno del 2009.

Un discorso netto, semplice, diretto, da grande statista che sposta l'attenzione sui grandi temi della pace, della tolleranza, del futuro, delle donne e dei giovani senza cedere sulla fermezza con cui dire no alla violenza.

Cita più volte il Corano, riconosce il grande valore della cultura islamica nella storia dell'umanità, usa sé stesso come testimonial, fa affermazioni forti su Israele e Palesina, su Afghanistan e Irak ma soprattutto sull' uguaglianza, il diritto, la libertà e la democrazia.

E' sintomatico che nelle rivolte in Egitto, in Tunisia, in Libia non si siano viste le "classiche" scene delle rivolte mediorentali, bandiere USA e Israeliane bruciate, slogan contro gli "infedeli", ma giovani e donne che reclamano libertà e giustizia, democrazia e prosperità.

Sarà effetto di quelle parole? Difficile dirlo con certezza.

Sono le Trombe di Gerico che hanno fatto cadere le mura della città? Come possono delle trombe (in realtà sette corni) far cadere mura salde di mattoni? A leggere il Libro di Giosuè si capisce: non sono le trombe, quelle sono il segnale, è la gente che fa cadere le mura, le trombe servono a innescare e guidare l'assalto.

Allora anche il discorso di Obama diventa importante per capire, potrebbe essere come quelle sette trombe che fanno breccia nel vecchio e aprono al nuovo, al New Beginning, di cui parla Obama.

Qui c'è la trascrizione integrale del discorso e qui la versione in bassa risoluzione. Una curiosità: ma come fa a tenere un discorso di un'ora, tanto determinante per il destino di noi tutti senza leggere? Non posso credere che vada a "a braccio", troppo rischioso, non posso pensare che vada "a memoria", non legge e non ha "il gobbo", guarda la gente, fa lunghe pause: un altoparlantino nascosto che gli suggerisce?

We do big things

Il sogno di chi osa credere che ci sia un futuro da costruire, di gente normale che osa sognare.

C'è il disegno del futuro, il ruolo della tecnologia, dell'innovazione, il ruolo fondamentale dell' istruzione, il ruolo delle energie pulite, della biotecnologia. Il tutto in un contesto di grande rispetto istituzionale.

Un discorso pieno di riflessioni non valide solamente per gli americani, ma uno "Stato dell'Unione" che deve far riflettere tutti "Reinventing ourselves". Un discorso che richiede un'ora ma è un'ora ben spesa.