Una presentazione davvero strepitosa e una riflessione illuminante.
Pensieri e riflessioni non solo sulla tecnologia ma su molte cose che mi fanno pensare
Una presentazione davvero strepitosa e una riflessione illuminante.
Tra le tante cose accadute questo mese c'è stato anche un graditissimo invito di Filippo e Mafe a un incontro con Piergiorgio Odifreddi che presentava il suo ultimo libro a un ristretto gruppi di blogger, scienziati e lettori.
A me il libro non è piaciuto (e l'ho detto a Odifreddi) perchè si tratta di una dotta disquisizione di teologia e francamente il tema non mi avvince, ma l'incontro è stato piacevolissimo e lui è un conversatore straordinario con una conoscenza molto profonda e dotta del tema religione/scienza.
Ora Mafe ha pubblicato un video che sintetizza l'incontro ed è altrettanto piacevole.
Parlare con Piero di quali sono i trend, di cosa accade nell'innovazione è sempre stimolante: ha gli occhi buoni e vede lungo.
Il fatto di parlarne a tavola come una normale conversazione, non abbassa minimamente il livello del contenuto e conferma una acuta osservazione di Udo Humbrecht, il direttore generale di ENISA, fatta al Security Summit: "E' in atto nella tecnologia digitale, un fenomeno sociologico molto rilevante: per la prima volta sono i giovani a insegnare ai vecchi precise nozioni nell'utilizzo di strumenti determinanti alla vita sociale."
Qualche giorno fa, con grande impegno, ma anche divertimento, abbiamo girato qui a casa tre videoclip di trenta secondi che stanno ora passando per tre volte al giorno su Telearena e Telenuovo.
Anche in soli 30 secondi, se si hanno le idee chiare, ci si può far capire.
A Cosenza e in altri paesi della Calabria che ho attraversato ci sono le elezioni amministrative e mi ha molto colpito l'utilizzo dei manifesti così diverso da quello a cui siamo abituati qui "al nord".
Sarà che sono influenzato dal lavoro per la campagna elettorale di Chiara a Isola della Scala ma mi sono chiesto come mai siano così importanti i manifesti al sud, c'erano ovunque, diffusi in modo smodato, sui cassonetti della spazzatura, sui muri delle case, in una lotta continua a coprirseli l'un l'altro.
Molti davvero brutti e altrettanti in palese contraddizione tra testo e mezzo (non puoi scrivere "Una città migliore" e poi appiccicare i manifesti, storti fra l'altro, su un muro a deturpare una piazzetta) ma con una totale identità di atteggiamento e utilizzo tra destra e sinistra in una gara a chi lo fa peggio, più banale, più cialtrone.
Ho anche guardato qualche spot in televisione, anche qui una vera e propria inondazione, con una qualità scadentissima e messaggi che fanno sembrare gli spot che si vedono nelle multisala prima del film, dei veri capolavori da oscar.
A questo punto o sono matto io o qualcosa mi sfugge perché non posso credere che siano tutti così sciocchi da buttare soldi senza una convinzione di utilità (Carlo ha ipotizzato che probabilmente molte tipografie sono in mano alla 'ndrangheta…) e quindi vuol dire che una qualche efficacia ci sia: che sia come quella di chi dice "io non guardo la pubblicità"?.
Mi sarebbe piaciuto fermarmi quanche giorno per studiare e capire il fenomeno, parlare con qualche candidato e capire perchè usano questi mezzi e chi li fa e cosa pensano di ottenere e… una valanga di domande.
Certo è che vedere ancora gli striscioni di traverso sulla strada, le automobili con l'altoparlante a tromba che annuncia il comizio per la sera, mi sono sembrati tuffi nel passato o forse sono io che mi sono perso qualcosa.
Tra le tante cose che si sono accavallate oggi c'è stata anche un'intervista volante che mi ha fatto Radio Popolare per parlare dell'incidente informatico ad Aruba
WYSIWYG è un acronimo che una volta si utilizzava per definire le applicazioni che mostravano in tempo reale sullo schermo le varie manipolazioni di grafica.
Nel marketing è l'approccio che mostra il prodotto nel modo più esplicito possibile per far percepire al cliente le sue caratteristiche uniche e peculiari.
Alois Villgrater, il nostro macellaio ci ha dato oggi un'altra prova del suo talento di markettaro di prim'ordine anche senza aver studiato alla Bocconi.
Ecco i suoi salami tagliati a metà in bella presenza perchè si possa apprezzarne le diverse consistenze dell'impasto: puro marketing!
Anche leggendo l'etichetta il suo talento naturale alla comunicazione commerciale si vede: non si chiama "salame" ma "Salame del Contadino di Sesto", ovvero come trasformare una materia indistinta (il salame) in un "prodotto".
Dieci e lode!
Lavoro con Cesare da quasi trent’anni e ormai basta che gli descriva un’idea, un concetto una finalità che vorrei comunicare che lui la trasforma in immagini, brochures, illustrazioni, manifesti.
Stiamo lavorando alacremente anche fino a tarda notte a un progetto di cui vi racconterò e ancora una volta la “magia” della sintonizzazione automatica si realizza e ora che ho le bozze quasi definitive del lavoro mi compiaccio del lavoro fatto assieme.
Lo ringrazio dedicandogli questa scena, molto simile ai nostri dialoghi quando gli spiego cosa ho in mente…
Tramite un amico americano ho trovato questo post di una signora americana che vive in Giappone e che presenta la realtà del terremoto e l'impatto sulla vita dei giapponesi in modo ben diverso da come viene proposto dai media di tutto il mondo.
E' una lettura fresca e diretta evale la pena per mettersi di buon umore la domenica: finché ci sono i blog c'è speranza, non perchè dicono la verità (ci sono anche i blog che mentono, scrivono scemenze o peggio porcherie) ma poter scegliere, confrontare, farsi una propria opinione è certamente un grande antidoto rispetto al rincoglionimento di massa.
Qualche passaggio:
The foreign media is accusing the Japanese government of hiding information, but the problem is not with the Japanese government hiding information, it’s with the foreign media, not being fluent in Japanese, not UNDERSTANDING the information.
9.0 earthquake + tsunami + Level 4 nuclear accident + gas shortages + food and water shortages + power failures + total stoppage of trains + total blocking of roads and highways + large, dangerous aftershocks that continue to grumble a week later + economic instability = ???
Now ask yourself how your country’s government would handle this situation. Do you believe that your country could do a better job of of keeping 127 million people safe and secure under those conditions? Would they do the right thing and make the right decisions every step of the way?
And, for my final act, I would like to ask you, have you seen any scenes of looting and violence in the aftermath of all of this destruction?
No, you have not.
The reason that things are already going so well in Japan now (and YES, they are), despite the continuing aftershocks, despite the threat of a nuclear accident, despite the shortages, is because Japanese citizens are honest, hard-working, principled, intelligent, and above all resilient people. And their government tends to be the same.