Perché “salve”?

Schermata 2012-07-21 a 20.35.23Già dal titolo si capisce che… non si è capito che è ora di tagliare gli sprechi. E' quella informazione insinuante e scorretta che detesto.

Manca solo un commento che dica che i problemi "sono altri".

Talking Rate

Il talking Rate (indice di chiacchiere) è un indicatore che dice per quanto tempo una persona tornata da una vacanza, chiacchiererà della sua esperienza, ne racconterà agli amici, li inviterà a cena per rivivere assieme ciò che ha provato e tanto più sarà esclusiva e ricca di emozioni e tanto più il racconto si dilungherà estendendo, in pratica, il valore di memoria della destinazione turistica di cui si parla.

Se applichiamo il Talking Rate al concerto di ieri al Podere Lavagno in favore dei terremotati, sta riscuotendo un Talking Rate altissimo: è tutto il giorno che su Facebook girano messaggi e commenti entusiastici, ringraziamenti, foto, commenti alle foto, rimpianti di chi non c'era, gioia di chi c'era e poi tutti i musicisti che si dicono felici di esserci stati.

Per quanto mi riguarda una cosa mai vista da queste parti, forse simile a quanto accaduto a State Of The Net che ha un Talking Rate impressionante.

Dal punto di vista del marketing una operazione (del tutto involontaria) di promozione del Podere Lavagno che ha dell'incredibile: gran parte delle persone non sapevano nemmeno che esistesse e dove fosse e molti commenti si dicono felici di aver scoperto questo bel posto. Come a dire che a volte una operazione "no profit" che non ha in apparenza nessun ritorno economico per il proponente si rivela, se fatta con reale e sincero disinteresse,  un fantastico affare ancora più forte perchè i partecipanti riconoscono "l'onestà" di chi lo ha fatto.

E poi la dimostrazione che la rete consente amplificazioni e diffusioni che sono difficilmente misurabili ma la cui forza è innegabile:

Per quanto mi riguarda, oltre all'orgoglio per essere stato sul palco con altri amici, ho respirato una allegria e una voglia di stare semplicemente insieme che mi ha fatto star bene tutto il giorno e non se ne andrà certo domani.

E poi ho anche ascoltato grandi musicisti che non conoscevo e suonato con altri che ammiro, ma soprattutto mi rallegra sapere che tanti si sono divertiti grazie al nostro impegno e che la musica ha dato ulteriore prova della sua carica di generosa emotività.

 

A pranzo col maestro

Piacevolissimo incontro oggi: ero a pranzo con Alberto De Martini uno dei miei maestri della comunicazione d'impresa.

Era molto contento di ascoltare i racconti delle applicazioni dei suoi principi nei diversi lavori che fatto in questi anni e io altrettanto orgoglioso di mostrargli come il modello si è evoluto e modernizzato anche se rimane fedele ai principi di fondo ben descritti nel suo La comunicazione people oriented.

In fondo quando si incontra un maestro la narrazione diventa una presa di coscienza di come siamo cresciti, l'uno grazie all'altro.

Grande soddisfazione

Ci sono molti modivi per essere contenti del risultato elettorale a Desenzano: per la prima volta nella sua storia una donna diventa Sindaco, i cittadini hanno scelto andando oltre le simbologie guardando alla credibilità del candidato e soprattutto è stato premiato un lavoro certosino di dialogo con la gente.

Io e Cesare che abbiamo curato ala comunicazione siamo particolarmente contenti perchè tutte le scelte, anche quelle più rischiose, alla fine si sono rivelate vincenti: sincerità del messaggio, semplicità dell' esposizione, originalità della parte visiva, coerenza assoluta in tutto e attenzione totale alla sola cosa che conta: dare validi motivi per scegliere tra tutti i candidati, il migliore sindaco.

Rosa ce ne ha dato atto pubblicamente ringraziandoci, e la cosa ci ha fatto ovviamente piacere, ma devo dire che poco avremmo potuto fare se lei non fosse stata la persona che è: serena e decisa, capace di ascoltare, imparare e poi interpretare in modo originale i suggerimenti che le venivano dati.

Si confermano alcune regole della comunicazione d'impresa applicabili anche alla comunicazione politica: (1) innanzitutto il "prodotto" deve essere ottimo, altrimenti non c'è comunicazione che tenga, (2)  la sincerità è la sola opzione, le bugie si scoprono, (3) lavorare sodo per trovare i vantaggi per gli utenti e parlare solo di loro, (4) concentrare lo sforzo per definire visione e missione, sintetizzare il messaggio della promessa e non cambiarlo più, (5) credere nella forza dell'emozione e nella efficacia della concretezza ( o per dirla con Rosser Reeves "vendere un vantaggio con un'emozione" ).

Ma soprattutto il detto "Una goccia di ispirazionne e litri di traspirazione", ovvero tanto lavoro, impregno, disciplina e passione che è l'ingrediente principale che Rosa ha messo per poter vincere.

 

 

Divoratori

ScampoloPeccato che si concluda la campagna elettorale perchè la saga degli "zombie" che divorano il terreno a Desenzano stava diventando davvero intrigante.

 

Piccoli gioielli

SpotLo spot della Procter & Gamble per sottolineare la loro sponsorizzazione alle Olimpiadi di Londra è un piccolo gioiello di intelligenza e poesia.

Un racconto filmato con una storia che si sviluppa ai quattro angoli del mondo e un claim finale essenziale e diretto.

In due minuti si può raccontare molto e in un linguaggio che tutto il mondo può capire.

Una chicca quella M maiuscola.

Trend e derive

Da mesi mi sembra che su Facebook ci sia una crescita di immagini di cani e gatti: che siano tutti diventati amanti degli animali?

Noto invece con maggiore preoccupazione la deriva qualunquista dei messaggi contro il governo, i parlamentari, le tasse,  e mi chiedo se sia solo lo specchio di un paese che ha perso l'intelligenza o se Facebook aumenta particolarmente la voce degli stupidi.

O forse è che Facebook rappresenta antropologicamente il concetto di "massa" ed escono i lati peggiori di chi da persona diventa massa, allo stadio o in rete non credo faccia differenza, anzi: in rete è anche più facile.

Stronzate

StrojpegIn uno slancio di sincero affetto, ieri Fabio Koryu Calabrò mi ha regalato un illuminante libretto: Stronzate di Harry G. Frankfurt, un saggio che fa il pari con l' "Allegro ma non troppo" di Carlo Maria Cipolla che ci ha dischiuso la comprensione della differenza tra la persona intelligente e il cretino.

Frankfurt è un eminente filosofo morale che insegna all'Università di Princeton e questo testo, che si legge in un'ora (ma che fa poi riflettere ben più a lungo! ) ha tutto il rigore metodologico e scientifico di uno studioso serio.

Appunto qualche passaggio particolarmente utile alla comprensione di cosa si possa definire una "stronzata" rispetto a una menzogna o anche solo a una sciocchezza.

– La stronzata è una falsa rappresentazione ingannevole, dei propri pensieri, sentimenti e atteggiamenti

– Con le stronzate un oratore vuole comunicare una certa impressione di sé

-E' l'assenza di un legame con un interesse per la verità, l'indifferenza per come stanno davvero le cose, che è essenziale per la definizione di stronzate

– L'essenza delle stronzate non è di essere false, è di essere finte

– Dire una bugia è un'azione con un fine preciso, il bugiardo non può non preoccuparsi dei valori di verità: per inventare qualunque bugia , deve credere di sapere cosa è vero

– chi racconta stronzate non è né dalla parte del vero né dalla parte del falso. I suoi occhi non sono rivolti ai fatti, non si preoccupa che le cose che dice descrivano correttamente la realtà. Le sceglie, o le inventa, perché si adattino ai suoi scopi.

– Le stronzate sono un nemico della verità più pericoloso della menzogna

– Le stronzate sono inevitabili ogni volta che le circostanze obligano qualcuno a parlare senza sapere di cosa sta parlando

– La produzione di stronzate è stimolata ogniqualvolta gli obblighi o le opportunità di parlare di un certo argomento eccedono le conoscenze che il parlante ha dei fatti rilevanti attorno a quell'argomento.

– C'è la diffusa convinzione che in una democrazia ogni cittadino debba avere un'opinione su tutto. L'assenza di qualunque legame significativo tra le opinioni di una persona e la sua comprensione della realtà avrà conseguenze ancora più gravi.

– Come esseri coscienti esistiamo solo nella nostra relazione con le altre cose, e non possiamo in nessun modo conoscere noi stessi senza conoscere quelle.

Una buona sintesi del tema la offre Umberto Eco nella sua recensione al libro in cui conclude :

"Quello che caratterizza la stronzata rispetto alla sciocchezza è che essa è una affermazione certamente errata, pronunciata per far credere qualcosa di noi, ma chi parla non si preoccupa affatto di sapere se dice il vero o il falso. "Quello che di sé ci nasconde chi racconta stronzate, è che i valori
di verità delle sue asserzioni non sono al centro del suo interesse.". Affermazioni del genere fanno subito rizzare le orecchie, e infatti Frankfurt conferma i nostri peggiori sospetti: "I campi della pubblicità e delle pubbliche relazioni e quello, oggi strettamente correlato, della politica, sono pieni di stronzate così assolute da essere diventati ormai indiscussi paradigmi del concetto". Il fine della stronzata non è neppure quello di ingannare su degli stati di cose, è quello di fare colpo su uditori dalle scarse capacità di distinguere il vero dal falso – o anch'essi disinteressati a queste sfumature. Credo che chi pronuncia stronzate confidi anche nella debole memoria del suo uditorio, il che gli consente anche di dire stronzate a catena che si contraddicono tra loro: "Il produttore di stronzate cerca sempre, in un modo o nell'altro, di passarla liscia" "

Adesso capisco perchè mi danno tanto fastidio alcuni dei testi che sto leggendo in campagna elettorale: sono un concentrato di stronzate.

Austriaci

Post3Come l'anno scorso, anche quest'anno mi arriva dall'Hotel Post di Bad Kleinkirchheim la cartolina di auguri per il compleanno, come lo scorso anno arriva ESATTAMENTE oggi e non credo l'abbiano portata di persona: avranno un algoritmo sofisticato per calcolare la data in cui spedire perchè arriva esattamente nel giorno da festeggiare compensando le imprevedibilità delle poste italiane?

Il timbro postale di Bad Kleinkirchheim dice che è stata spedita il 5 marzo: 3 giorni fa, fortuna?

Forse è solo meticolosità, attenzione e semplice bravura.

Intanto mi guardo i dettagli della cartolina: la foto in copertina con la famiglia Ronacher, i proprietari dell'hotel che "si giocano" in prima persona e così non serve dire "gestione familiare", ci sono loro a dirlo implicitamente.

Il retro è personalizzato non tanto perchè cita il cognome (piccola svista lessicale quel "Signore") quanto per il riferimento al fatto che siamo ancora a inizio dell'anno.

Anche le firme raccontano storie, dal piedino della piccola Marie alla firma decisa ma leggibile di Markus Ronacher.

C'è poca "vendita", un leggero accenno al piede ai nuovi servizi di wellness e buona cucina, ma tanto marketing: il soggeto della lettera è il destinatario, non l'hotel. Bravi

Costo contatto: 70 cent il bollo, 10 cent (???) la cartolina, la stampa, la consegna in posta, la gestione del database. Diciamo 1 euro per cliente e quanti ne avranno di nominativi unici? 10.000? Quindi una campagna da 10.000 euro di costo per fidelizzare i clienti esistenti, non mi pare una follia.

DI certo un'operazione sobria, efficace, elegante e ben proporzionata rispetto all'obiettivo.