Ancora sul Corriere

Sul Corriere di oggi, due pagine fitte che parlano di sicurezza  e del grado di diffusione della vulnerabilità dei sistemi. C’è anche una diretta citazione delle cose che vado dicendo da tempo.

Che i giornali si occupino in modo puntuale del tema è di grande aiuto per far crescere la consapevolezza che la sicurezza è un problema serio.

L’articolo è anche ripreso nella versione online.

Io e Steve Jobs

L’intervista di ieri sera al Corriere è oggi "in pagina" e devo dire che mi fa un pò di effetto vedere il mio parere in fianco all’articolone che parla di Steve Jobs.

E’ come fare il complesso "di spalla" a un grande musicista (mi è capitato di farlo tanti anni fa con Celentano e con Lucio Dalla) è ovvio che la star è lui ma fa piacere lo stesso esserci.

ICE – In Case of Emergency

Massimo mi segnala una buona idea che credo venga dalla Protezione Civile e che non costa nulla:

Gli operatori delle ambulanze hanno segnalato che molto spesso, in occasione di incidenti stradali, i feriti hanno con loro un telefono portatile, ma gli operatori non sanno chi contattare tra la lista interminabile dei numeri salvati nella rubrica.

Gli operatori delle ambulanze hanno lanciato l’idea che ciascuno metta, nella lista dei suoi contatti, la persona da contattare in caso d’urgenza sotto uno pseudonimo predefinito.

Lo pseudonimo internazionale conosciuto è ICE (In Case of Emergency). E’ sotto questo nome che bisognerebbe segnare il numero della persona che operatori delle ambulanze, polizia, pompieri o primi soccorritori potrebbero contattare.

In caso vi fossero più persone da contattare si può utilizzare la definizione ICE1, ICE2, ICE3, etc….

I visitanti delle cascade del Niagara

Perla002Mi ha divertito la lettura di questa pagina pubblicitaria sul catalogo del forum "Safety & Security" di Roma.

Non solo i "visitanti" delle cascade ma tutto il testo è una "perla" di italiano spannometrico che per evitarvi una difficle lettura del JPG vi riporto più sotto.

Mi sono detto che forse era la classica operazione di pubblicità fatta dagli USA con un traduttore locale e spedita al giornale ma poi ho visto che la pagina riprodotta a striscione faceva bella mostra di sè allo stand della LENEL (l’azienda era presente nello spazio espositori) e dello stesso tono erano le slides che un rappresentante dell’azienda utilizzava nel workshop.

Ma come si fa! Non avevano un centinaio di euro per farsi scrivere il testo da un italiano?

E poi dicono che i clienti sono confusi quando parlano di sicurezza: hanno ragione se i fornitori comunicano in questo modo.

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Non tutti paranoici

Gg550Non tutti gli esperti di sicurezza sono paranoici, anzi: eccone alcuni che giocano a tennis virtuale poco prima del pranzo.

Non è la valle dei VIP

Leggo le cronache della frana di ieri e mi fanno arrabbiare i titoli di alcuni degli articoli che definiscono la Val Fiscalina come "La Valle dei VIP": ma che significa? solo perchè la Merkel ha scelto l’hotel Dolomitenhof per fare le vacanze in pace come una "comune mortale" decidendo di stare in un Hotel a tre stelle invece che nella villa del Cavaliere in Sardegna?

O perchè tanti anni fa la Marta Marzotto ci voleva fare una festa (mi risulta prontamente cacciata) ? Forse perchè non è distante da Cortina, vera risreva faunistica dei VIP che però ci passano lo stretto necessario del mese di agosto e il povero giornalista che fa fatica a distinguere una montagna da un paracarro ha semplicemente guardato la cartina e misurato in spannometri.

La Fiscalina non è la valle dei VIP (troppa fatica a scarpinare e non c’è nemmeno una boutique!) è la valle di chi ama la montagna e certamente ci viene tanta gente ma solo perchè è uno dei più bei posti al mondo dove quando giri lo sguardo contempli la magnificenza della natura e quando frana ne senti tutta la forza.

I miti della creazione

MitiHo appena finito il bellissimo "La leggenda dei monti naviganti" e ho preso in mano questo libro che avevo trovato nel gift shop di un centro culturale indiano a Santa Fe (o forse era al museo di Buffalo Bill a Cody?) dove mi aveva incuriosito il concetto di "origine" nelle diverse tribù indiane.

Alcune ritengono che l’uomo venga dal cielo, altre dall’acqua, altre ancora dalla terra (in fondo come per la Bibbia, la storia del fango ecc.) e la più interessante di tutte, quella Navajo per cui veniamo da sottoterra dopo diversi stadi di "purificazione".

Vediamo, in fondo è una lettura non troppo pesante e spero che spieghi semplicemente senza "tirarsela" troppo.

Ancora dal saggio sull’apprendimento

Ritaglio alcune frasi che possono tornarmi utilli

Students can become more active and independent learners, with the teacher serving as consultant, not chief executive. Instead of dividing up the curriculum into separate disciplines (math, science, social studies, language), we should focus on themes and projects that cut across the disciplines, taking advantage of the rich connections among different domains of knowledge.

Instead of dividing students according to age, we should encourage students of all ages to work together on projects, enabling them to learn from one another (and to learn by teaching one another). Instead of dividing the school day into hour-long slices, we should let students work on projects for extended periods of time, enabling them to follow through more deeply and meaningfully on the ideas that arise in the course of their work.

Finally, and perhaps most importantly, we need to transform curricula so that they focus less on “things to know” and more on “strategies for learning the things you don’t know.”

As new technologies continue to quicken the pace of change in all parts of our lives, learning to
become a better learner is far more important than learning to multiply fractions or memorizing the capitals of the world.

In the 1980s, there was much talk about the transition from the “Industrial Society” to the “Information Society.” In the 1990s, people began to talk about the “Knowledge Society.”  the key was how people transformed information into knowledge and managed that knowledge.

But I prefer a different conception: the “Creative Society.” As I see it, success in the future will be based not on how much we know, but on our ability to think and act creatively.

The importance of a well-educated, creative citizenry is greater than ever before.

We must make sure that children’s creativity is nourished and developed, and we must help children learn how to extend and refine their creative abilities, so that the creativity of childhood persists and grows throughout life.

The ultimate goal is a society of creative individuals who are constantly inventing new possibilities for themselves and their communities.