Cattocomunisti

Ho visto lo spezzone dello show di Brunetta e mi è subito venuto in mente il titolo di un vecchio numero di "Cuore", che commentava il governo Craxi "Hanno la faccia come il culo!".

Ma Brunetta non dovrebbe essere l'esponente di un partito liberale di destra per cui è il mercato che decide e se un'azienda decide di pagare un emolumento milionario non ne deve rendere conto a un politico ma agli azionisti?

Ma come fa serenamente a parlare di cifre elevate uno che vive a corte di chi dell'opulenza e del denaro ha fatto modello e ragion d'essere?

E poi come può, anche solo menzionare, il concetto di spreco chi ha buttato i nostri soldi nell' "affare" Alitalia? Un governante Giapponese, starebbe a testa bassa a chiedere pubblicamente scusa.

Caisco un comunista duro e puro che crede che gli stipendi vadano gestiti e definiti dal Partito, in quanto Garante del Bene Supremo, capisco un cattolico oltranzista che pensa che la ricchezza sia fonte di perdizione, per cui solo la chiesa la può accumulare per impedire che offuschi le menti…, e si sa, il ricco non va in paradiso come la corda di un cammello non passa per la cruna dell'ago.

Il peggio è che Mini-B sa benissimo che il populismo si nutre di attacchi a stipendi d'oro, corre negli stadi ad applaudire calciatori che sono strapagati ma i cui stipendi devono essere oggetto di pubblica disapprovazione, lo stesso populismo che osanna attori e pop star, che ne fa modello di vita e poi s'indigna per gli stipendi da favola che lui stesso alimenta con la sua presenza davanti al televisore, ai concerti, al cinema o allo stadio.

Ecco infatti puntuale anche Grillo, che, si sa, non conosce nulla del mondo dello spettacolo e, come Dario Fo e gli Area, ha sempre fatto solo "teatro militante" e gratuito, uno degli interpreti più grevi della spettacolarizzazione della politica populista, che si scaglia come vergine avvolta di candido manto contro l'esagerazione della RAI e per giunta di una fantomatica incestuosa relazione con Mediaset.

Poi ci si domanda perchè l'Italia non avrà mai una "Facebook", una "Google", un reale mercato del capitale di ventura: la ricchezza non piace, soprattutto a chi non l'ha o a chi ce l'ha e non vuole che altri se la conquistino, ma non piace per falsa morale, per invidia, per diffusa mediocrità.

Non si accetta il fallimento, che poi è il suo esatto contraltare, e si fa pagare alla collettività un'azienda malsana come Alitalia che segue i destini di capitali non di "ventura" ma di "avventurieri" che hanno già dissanguato aziende come Telecom Italia.

L'invidia non concepisce il merito, la mediocrità è l'opposto dell'eccellenza, la ricchezza è applaudita solo se è furba, cafona, ostentata, è sinonimo di furto e mai di lavoro, di impegno, di intelligenza.

In nome del liberismo si è uccisa la scuola pubblica, in nome dell'egualitarismo si è uccisa la quailtà dei servizi pubblici, in nome dell'umanesimo si alimenta l'oscurantismo tecnologico, in nome del progresso si massacra la natura, in nome del popolo la stregoneria viene elevata a scienza.

Non credo ci libereremo facilmente o in poco tempo di questi vincoli
culturali, vere e proprie zavorre a un nuovo modello di sviluppo ma proprio perchè è difficile e ci vorrà tempo, bisogna mettersi d'impegno e cominciare subito a costruire un mondo diverso, anche partendo da un teatro, da un passo di danza, da un orto coltivato con amore o da una suite di Bach.

 

Marco Mi Manca

M_okIeri notte è morto Marco Zamperini, una grande persona, un divulgatore tecnologico come pochi e soprattutto un caro amico.

Le sue lezioni erano un esempio per tutti noi per la sua capacità straordinaria di far comprendere le evoluzioni della tecnologia con una precisione e una simpatia grande quanto la sua umanità.

Qualche anno fa, la vigilia di Natale, era stato colpito da un infarto e ci aveva lasciati tutti con il fiato sospeso ma poi era tornato il "Funky Professor" di sempre: gioviale, arguto, affettuoso, la vita gli aveva dato una seconda chance, diceva.Questa volta non ci ha lasciato nemmeno il tempo di un saluto.

Io mi tengo nel cuore quell'estate in Pusteria, le chiacchiere e le camminate, i consigli e gli incoraggiamenti, i ricordi comuni di tanti momenti professionali vissuti assieme, la torta per il suo compleanno: ci chiamavamo reciprocamente "fratellone" e per me non c'è termine migliore per definirlo.

Mi mancherà la sua allegria contagiosa, mi mancherà la sua affettuosità, la sua lucidità nel cogliere i segni del futuro.

Anzi, Marco mi manca già.

 

 

Riflessioni sulle notizie

Si discute del prezzo pagato da sette turisti a Venezia (per poco ancora, poi si passerà ad altro) e la cosa mi fa riflettere.

1 – La dabbenaggine

Non riesco a capire come sia possibile solidarizzare con chi entra in un negozio qualunque, ordina della merce di cui può verificare il prezzo e poi si lamenta: "i ragazzi avevano fame e siamo andati Al Pescatore a Canneto… sai quanto ci hanno staccato per un piatto di pasta?"…

Se una merce non ha il prezzo che ritieni equo, semplicemente non l'acquisti, se un un servizio non lo ritieni proporzionato al costo, semplicemente non lo richiedi, e se non chiedi un "preventivo" o non leggi il listino, o non lo capisci…

Se infine non riesi a capire dove sei e confondi Piazza San Marco con il bar di Maria la Vunciona, non ci sono scuse

2 – La cultura del piagnisteo

Non capisco poi, che senso ha chiedere "solidarietà" per la tua stupidaggine: sono entrato in un locale, mi hanno "fregato" (così credo) e allora mi metto a piangere perchè gli "altri" sono "cattivi" e io sono Calimero e tutti ce l'hanno con me perchè sono "piccolo e nero".

Lascio l'immondizia dove capita e mi lamento dello sporco, parcheggio in doppia fila per entrare al bar a discutere del traffico che è diventato impossibile, mille esempi quotidiani di chi si lamenta di conseguenze delle proprie azioni o non-azioni.

3 – La decadenza del giornalismo

Una notizia del genere mi pare abbia lo stesso valore dell'annuncio della nascita del vitellino alla mucca del maso di Malga Nemes, è vero che d'estate i giornali sono a caccia di notizie di "costume" ma la dov'è la "notizia"? Ho comperato una cosa e mi hanno fregato! WOW! Stupore! Non si era mai visto!

In realtà la notizia è più cattiva, fuorviante, è più insinuante e quindi bastarda "dentro", istiga al rancore e al piagnisteo: "i commercianti sono tutti ladri", "i turisti sono tutti poveri", "cento euro per un caffé! (in realtà i caffé erano 4 e poi la correzione e poi tre amari e la musica) ".

Con la protervia di fare sempre i conti in tasca agli altri, rapportando poi il tutto alla propria miseria (o presunta tale): "Sai quanto mi danno per scrivere un articolo? 7 euro!, Ne devo scrivere 15 per pagare un conto simile!", "ma sai quanto prende quel personaggio televisivo?" (omettendo che tu stesso lo guardi e ne sei pubblico e ragion d'essere)

4 – L'amplificazione acritica

La rete, o meglio Facebook con la sua caratteristica di apertura e divulgazione acritica, diventa tribuna facile anche per gli starnazzanti: passiamo dalla politica (si fa per dire) locale "sai quanto hanno speso per coprire le scritte in dialetto?", alla ricerca di solidarietà da questuante: "mi hanno trattato male…" (omettendo che sei entrato con le scarpe infangate, 4 marmocchi urlanti e volevi mangiare i panini che ti eri portato dal Conad).

Così come cadiamo nell'inganno dei bambini che hanno bisogno di trapianti, di sangue, di notorietà prima di morire, così come qualunque notizia imbecille viene presa e rilanciata, un "click", come un "dott." non si nega a nessuno: non si pensa, non si valuta, non ci si chiede se si hanno tutti gli elementi oggettivi per valutare.

All'onda degli indignados usa-e-getta si accoda immediatamente, la seconda ondata degli idioti istituzionali: il parlamentare che fa l'interrogazione, il consigliere regionale che chiede una commissione d'inchiesta (ci sarebbe giusto mio cognato che dovrei "piazzare"..), addirittura il presidente dell'Ente Nazionale del Turismo, istituzione nota al mondo per la sua energica azione svolta a potenziare il valore della nostra immagine che dichiara all'Huffington Post "…Venezia è un bene di tutti…questa notizia farà sicuramente il giro del mondo e il messaggio che ne
verrà fuori sarà sempre lo stesso: in Italia c'è chi se ne approfitta".

Appunto, c'è chi approfitta di una notizia inesistente per darsi un'immagine che non ha.

La notizia che rischia di fare il giro del mondo è "Gli italiani sono così imbecilli che non sanno dove sono, comperano servizi che non si possono permettere e si mettono a piangere sapendo che qualche potente, che nel frattempo ha tagliato i fondi al turismo, lo sosterrà."

5 – Il valore della musica

Ma la parte più grave della notizia è che nessuno ha difeso il fatto che "pagare" per ascoltare della musica sia giusto e doveroso.

Nessuno si è domandato quanti musicisti ci fossero, nessuno ha riflettuto che a Venezia spesso i "pianobaristi" sono in realtà musicisti diplomati al conservatorio,, nessuno ha sottolineato il fatto che la musica, Vivaldi, la classica di facile ascolto, sono parte essenziale e non accessoria della nostra offerta, di ciò che ci rende unici e di ciò che i turisti vogliono "comperare".

A Austin sono andato ad ascoltare del sano rock dal vivo (è il tipico prodotto locale…) e per un'ora di musica ho pagato 5 dollari, oltre alla birra. Per stare un'altra ora, ahimé non potevo, avrei dovuto pagare altri 5 dollari e nessuno dei presenti aveva nulla da ridire sul fatto che ascoltare della musica dal vivo sia un "prodotto" non meno valido della birra che hai sul tavolo.

Mi domando se i sette turisti che hanno pagato 6 euro (quanto il caffé…) per ascoltare musicisti veri, suonare della musica ben eseguita (non ne ho le prove ma ne sono convinto), abbiano ascoltato in silenzio, abbiano colto la magia di ciò che veniva loro offerto e il posto magico in cui godevano di questa situazione.

Ho pagato 23 euro per ascoltare una suite di Bach alla chiesa di Saint Ephrem a Parigi e c'erano solo 25 sedie e non suonava Rostropovich, ma ogni minuto di quell'ora è valso i 38 centesimi che è costato.

E se il conto fosse stato: caffé gratuito, correzione "omaggio della casa", tre amari offerti dal barman, ascolto di musica classica, con musicisti diplomati e seduta in posizione privilegiata 14,30 euro a testa? Ci sarebbe stato da ridire? Ci avrebbero fatto sopra un articolo il Corriere, La Repubblica, sarebbe sceso in campo il Presidente dell'ENIT?

Questa storia cialtrona ha un virus al suo interno: parla di soldi e non di valori, lamenta l'esagerazione e non apprezza il vero contenuto di ciò che è stato comperato, non accetta che un'ora di musica possa valere quanto un caffé.

 

 

Fiorellini

FotoLa mattina di Ferragosto, davanti alla chiesa, vendono piccole composizioni floreali per le quali vale la pena di vincere la pigrizia del letto.

Anche quest'anno sono sceso a prenderli, a Marina piacciono tanto e mi pare un piccolo gesto per ringraziarla di esserci e per celebrare la bellezza che ci circonda.

Un colpo all’altezza del cuore

OggeroLettura deliziosa come sempre l'avventura della prof.Camilla Baudino alle prese con delitti di cui diventa testimone e solutrice.

L'ultimo libro  di Margherita Oggero "Un colpo all'altezza del cuore" è una bella storia che si sviluppa in modo intrigante senza essere cervellotica e tutti i personaggi si fanno voler bene.

Molto accattivante la stesura con capitoletti di due/tre pagine al massimo per cui a forza di "finisco il capitolo e poi…" ti ritrovi che non lo metti giù finchè non lo hai finito.

Perfetto per chi è in vacanza (io l'ho letto in terrazza e sul divano) ma anche per chi fa il pendolare in treno: il tempo vola.

Resa dei conti

MarkarisMarkaris è una certezza, anzi questo suo ultimo libro "Resa dei conti" è tra i più belli che ho letto di tutta la sua saga del commissario Charitos.

Interessante poi l'ambientazione: un 2014 in cui Grecia Spagna e Italia escono dall'euro e affrontano una situazione economica devastante.

Bellissima l'immagine dei giovani e impietoso il ritratto della classe dominante uscita dalla resistenza ai colonnelli.

Impossibile smettere di leggere una volta iniziato, e infatti…

 

 

Ispirazione 2014

Come "magicamente" accade qui, stamattina nel dormiveglia ho avuto il flash dell'ispirazione per la conferenza 2014, ovvero di cosa voglio parlare, se me lo chiederanno, il prossimo anno.

Per fortuna avevo l'iPad sul comodino per cui ho fissato quanto più possibile del turbinio che mi ha quasi travolto e ora inizia il lungo, a volte lunghissimo, lavoro di ripulitura, ovvero di togliere tutto ciò che è di troppo per arrivare alla sintesi.

Poi la consueta lunga chiacchierata con Marina che critica, commenta, sviluppa l'idea e spesso me la complica o l'allarga ma comunque è il primo segnale che sono sulla strada giusta.

Adesso vado a farmi una camminata, l'aria di Sesto aiuta a togliere la pula dal grano.

Un mezzo miracolo

Schermata 2013-07-27 a 21.43.15Tanto per rinfrescarmi la memoria sono entrato in ONDE e ho "fatto un giro" tra le cartelle.

Che strana sensazione, come entrare in una casa in cui sei stato da giovane, con stanze impolverate e altre che sono ancora attive in cui è passato qualcuno poche ore prima.

Metà museo storico vivente della tecnologia civica, di una delle tante occasioni perdute dalla città.

Ho trovato cartelle che hanno "cristallizzato" discussioni politiche di 13 anni fa, messaggi che dicono come eravamo, cosa era importante.

Come aprendo uno scatolone con i vecchi documenti dello "zio d'Argentina", ho trovato un file con le statistiche del laboratorio e della mediateca del 2002 … impressionante.

A pensarci è un mezzo miracolo che sia ancora attiva: l'anno prossimo compirà vent'anni, un secolo per l'orologio di internet. Forse un giorno qualcuno racconterà questa storia.

Io intanto ho aggiornato il client e cancellato lo spam … ho tolto la polvere e pulito i vetri e ho chiuso la porta con rispetto.

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Un podcast da… scienziato

Jekyll è il blog realizzato dagli studenti del Master in Comunicazione della Scienza della Sissa di Trieste per il loro servizio di podcast sono stato intervistato nella rubrica "Mr Hyde" ed è interessante la presentazione:

Mr. Hyde, lo scienziato che non ti aspetti, abbiamo intervistato
Gigi Tagliapietra, un informatico violoncellista che si definisce
mastrotecnologo, perché ha imparato tutto ciò che sa del suo lavoro
direttamente sul campo. Alla passione per la tecnologia Tagliapietra ha
unito quella per la musica, che cerca di trasmettere anche ai bambini e
ai loro genitori.

Bello essere "catalogato" come scienziato… Il podcast è qui.

Piccoli (grandissimi) privilegi

Meneses_lo_2Organizzare un master di musica classica è un grande lavoro e sono mesi che ci sono immerso.

La ricompensa è sapere che stiamo facendo una cosa grande e importante per gli allievi, per la città, per la musica stessa, anche se in questi mesi non sono mancati gli inevitabili scontri con l'imbecillità, l'insensibilità, il pressapochiscmo e l'arroganza.

Qualche volta ti viene voglia di "madarli a stendere" di mollare e di dire che non ne vale la pena …. ma poi vedi un papà generoso come Alberto Leali, che va a caricare le pesantissime teche per la mostra di liuteria e poi oggi è ancora alla scuola a preparare lo spettacolo di giovedì e poi Maurizio con i suoi figli che viene ad aiutare… e allora bastano due, cinque dieci, belle persone per far passare in secondo piano i cento cretini perchè ognuno di loro non vale un decimo delle persone splendide che ruotano attorno alla scuola.

E poi un piccolo privilegio finale stasera: a cena con Antonio Meneses, uno dei più grandi violoncellisti del mondo.

Siamo andati alla Taverna, a mangiare carne alla brace e polenta e a chiacchierare del mondo, della musica, del senso delle cose, di cosa ci insegnano i maestri e di cosa possiamo restituire insegnando.

Mi ha persino offerto di prendere lezioni da lui durante il master (offerta che mi sono affrettato a rifiutare con una specie di "dominus non sum dignus…" ) e per ora mi appago delle sue storie, dei racconti, degli accenni alla tecnica violoncellistica di un grande maestro e delle sue riflessioni sulla ricerca che ciascun artista compie facendo musica.

Abbiamo parlato dei nostri genitori, della disciplina che la musica impone, di come ciascuno sappia accogliere il compito che il destino gli ha posto, e in mezzo a tutto questo qualche pillola di saggezza figlia dell'esperienza.

Domani c'è un sacco di lavoro da fare ma stasera mi godo l'accaduto.