Illuminante

Sono sei spezzoni di video che raccolgono l’intervista di Piercamillo Davigo a “Niente di Personale” di qualche settimana fa.

Una mezz’ora ben spesa per capire cosa accade nel rapporto tra magistratura e potere da Tangentopoli a oggi.

Il discorso del Cairo: A New Beginning

Possono le parole cambiare il corso della storia? Stando ai discorsi di Catone a proposito di Cartagine o di Napoleone prima della battaglia delle piramidi o quello di Martin Luther King, viene proprio da dire di sì.

Per capire meglio la situazione in nord Africa, sono andato a ripescare e riascoltare il discorso che Obama ha fatto all' Università del Cairo rivolto a tutto il mondo islamico il 4 giugno del 2009.

Un discorso netto, semplice, diretto, da grande statista che sposta l'attenzione sui grandi temi della pace, della tolleranza, del futuro, delle donne e dei giovani senza cedere sulla fermezza con cui dire no alla violenza.

Cita più volte il Corano, riconosce il grande valore della cultura islamica nella storia dell'umanità, usa sé stesso come testimonial, fa affermazioni forti su Israele e Palesina, su Afghanistan e Irak ma soprattutto sull' uguaglianza, il diritto, la libertà e la democrazia.

E' sintomatico che nelle rivolte in Egitto, in Tunisia, in Libia non si siano viste le "classiche" scene delle rivolte mediorentali, bandiere USA e Israeliane bruciate, slogan contro gli "infedeli", ma giovani e donne che reclamano libertà e giustizia, democrazia e prosperità.

Sarà effetto di quelle parole? Difficile dirlo con certezza.

Sono le Trombe di Gerico che hanno fatto cadere le mura della città? Come possono delle trombe (in realtà sette corni) far cadere mura salde di mattoni? A leggere il Libro di Giosuè si capisce: non sono le trombe, quelle sono il segnale, è la gente che fa cadere le mura, le trombe servono a innescare e guidare l'assalto.

Allora anche il discorso di Obama diventa importante per capire, potrebbe essere come quelle sette trombe che fanno breccia nel vecchio e aprono al nuovo, al New Beginning, di cui parla Obama.

Qui c'è la trascrizione integrale del discorso e qui la versione in bassa risoluzione. Una curiosità: ma come fa a tenere un discorso di un'ora, tanto determinante per il destino di noi tutti senza leggere? Non posso credere che vada a "a braccio", troppo rischioso, non posso pensare che vada "a memoria", non legge e non ha "il gobbo", guarda la gente, fa lunghe pause: un altoparlantino nascosto che gli suggerisce?

Teneroni!

Certo che i tedeschi sono proprio teneri: il loro ministro della difesa si dimette perchè si è scoperto che ha copiato la tesi di dottorato e ritengono che questo sia moralmente inaccettabile.

Chissà cosa farebbero a uno che froda il fisco o …

Verrebbe voglia di fare una "trasfusione", anche solo qualche litro del loro senso etico per portare un pochino di aria pulita anche qui.

Un singolo può?

Ieri sera io e Marina abbiamo guardato "L'altra voce della musica" il film documentario che racconta la piccola/grande rivoluzione che la musica ha portato in Venezuela con El Sistema lanciato da José Antonio Abreu e commentavamo con ammirazione come un uomo, da solo, possa generare un cambiamento tanto grande.

Io non credo sia questione di forza d'animo o di "persone speciali", credo sia altrettanto grande il lavoro "piccolo" che ciascuno fa per cambiare in meglio ciò che gli sta intorno, chi aiuta un altro, chi guarda a domani e non solo a oggi.

Poi c'è chi si trova, a volte per caso, in posizione di responsabilità perchè deve guidare un'azienda, un comune, una nazione e allora l'impatto è più evidente ma è come cantare in casa mentre fai un lavoro o cantare con un microfono in uno stadio gremito: cambia il volume non l'intensità del cuore.

Lo dicevo a Filippo commentando la verniciatura del suo ultimo violoncello stamattina: anche fare uno strumento che durerà nel tempo, che nel tempo tramanderà bellezza e armonia contribuisce a realizzare il cambiamento a non cedere al "tanto non si può fare niente".

Nel filmato Abbado racconta che in Venezuela, come in Israele fa piantare alberi e gli ridono gli occhi dicendo che "poi mi piace sapere che verrà un bosco" come anche raccontare la musica contemporanea a settanta persone  come è accaduto l'altra sera vuol dire piantare settanta semi che faranno un giorno un bosco intero.

Riempire di bello e di giusto ogni spazio vuoto contendere ogni millimetro di etica a chi ne fa scempio: non c'è "impossibile" per chi crede he anche sordomuti possano fare un coro.

 

 

Serata perfetta

Foto Serata perfettamente riuscita, sala piena e sedie aggiunte al volo, Carlo impeccabile nelle scelte che faceva seguendo l'istinto del momento.

Ha certamente smontato a tutti l' idea che la musica contemporanea sia una "palla" e che ci siano autori "inascoltabili" come Cage o Stockhausen di cui ha invece proposto brani delicati e sorprendenti.

Anche il "dopo" è stato perfetto con il Lugana di Selva Capuzza e la gente che si è fermata a commentare a ringraziare e a riconscere la qualità delle serate d'aswcolto.

La coda a casa nostra con il menu preparato da Marina meriterebbe un discorso a parte ma è stata la degnissima conclusione di una serata perfetta.

Musica cium! cium!

Piero aveva poco più di un anno, forse due e i Simply Red avevano appena rilasciato il loro primo album e quella musica gli piaceva proprio, batteva le mani e si agitava e la voleva ascoltare sempre: la chiamava "Musica cium cium!".

Mise a dura prova le orecchie di Lorenzo Musicco che lo accompagnò con Marina in auto da Desenzano a Enschede in Olanda e per tutto il viaggio… "Musica Cium Cium!"

Ora ne ritrovo una versione con ottimo audio su YouTube, che vale la pena di gustare di nuovo: non si riesce a star fermi con la "Musica cium cium!"

Tutti i video del canale ufficiale dei Simply Red su You Tube sono molto belli

Se non fosse vero …

Ci vuole una forza non comune, non c'è dubbio (e anche una faccia) per andare a un'assemblea di cattolici e dopo aver baciato Gheddafi, avere uno "stato di famiglia" imbarazzante, una vita notturna, diciamo quantomeno turbolenta, avere il coraggio di parlare di ideali della famiglia che la scuola di stato non rispetta.

"El g'ha la forsa d'en liun", come diceva Jannacci a proposito della "televisùn che rimpirlisen la pupulasiun", i fatti di pochi momenti prima, di pochi giorni non esistono, scompaiono, invenzioni. E' una casa sorprendente che non si riesce a spiegare a chi non ha vissuto la storia degli ultimi vent'anni.

Ieri il cappello da carabiniere, oggi il discorso da salesiano, ieri prudenza con Gheddafi, oggi Gheddafi deve andarsene: chiunque sulla faccia della terra, troverebbe impossibile dire tutto e soprattutto fare, il contrario di tutto.

Ma quello che mi disgusta non è lui, non mi da più fastidio la sua voce, non più di quanto ogni volta me ne dia: trovo vergognoso l'applauso di chi lo ascoltava, di chi poi pretende di andare nelle chiese, negli oratori a "educare", che plaude una morale indegna e predica la castità e la modestia.

Vermi schifosi.

Bach per sciogliere la giornata

Un sabato intenso questo (come molti altri del resto) e anche se piuttosto stanco non mi va di andare a letto a ribaltarmi in attesa di sciogliere l'adrenalina.

E allora una bella ora di cello e Bach ripassando i tre frammenti che da anni mi fanno compagnia ed è come per chi va in palestra per farsi una bella sudata: i muscoli si rilassano, la mente si libera, e l'armonia delle note massaggia le tensioni del corpo finchè anche le corde interne vibrano assieme a quelle del violoncello.

Una camomilla finale e "buona note".