A Much piaceva molto il "Padre Nostro" in una versione che oggi è stata cantata più volte e questo è il filmato di quanto una bambina glielo cantò la famosa notte in cui dormimmo nei fienili con i bambini.
Much sorride felice accanto a lei.
Pensieri e riflessioni non solo sulla tecnologia ma su molte cose che mi fanno pensare
A Much piaceva molto il "Padre Nostro" in una versione che oggi è stata cantata più volte e questo è il filmato di quanto una bambina glielo cantò la famosa notte in cui dormimmo nei fienili con i bambini.
Much sorride felice accanto a lei.
Oggi siamo stati al funerale di Michele "Much" Happacher, una persona a cui eravamo legati come tutti da queste parti.
Michele era una guida alpina, un rocciatore, è stato gestore del rifugio Comici e poi del Passo di MOnte Croce, mio padre me ne parlava e siamo stati amici.
Ha insegnato i primi rudimenti di arrampicata ai miei figli e ha regalato loro un'indimenticabile notte a dormire nei fienili.
Oggi c'era tutto il paese a salutarlo enon mi so spiegare ma un funerale qui mi è sembrato più
denso di significato, più rispettoso e affettuoso.
Su al passo, nella sua cappella è stato davvero emozionante con il suono del corno di montagna che riecheggiava nella vallata, con le guide alpine a portarlo a spalla per una sosta di fronte al suo albergo.
Il traffico fermo, tutti i collaboratori in fila a salutarlo, tutti con gli occhi rossi.
E poi il corteo qui a Sesto con il carro con il cavallo e tutte le guide alpine delle valli qui intorno a guidare il corteo, un abbraccio, un gesto di affetto come a spianargli il sentiero.
Non sopporto le lettere ai giornali dei dirigenti politici (l'ultima è di Veltroni) che se proprio vogliono fare presenti le loro opinioni hanno le opportune sedi di partito per farlo.
Se fosse una lettera per esprimere una opinione sarebbe assolutamente legittima ma invece è un modo per tirare il sasso e all'occorrenza nascondere la mano.
E poi, uno quando ha perso, per bravo che possa essere stato, come può tornare a dettare l'agenda?
Io farei studiare il discorso del nostro Presidente della Repubblica a tutti i ragazzi delle superiori (e anche a molti più grandicelli).
… soprattutto per quelli che sono in ufficio e senza aria condizionata. 😉
Un bel post di Stefano Quintarelli sul rapporto tra giornali e internet.
Lo suggerisco perchè sembra proprio che Stefano appunti sul blog le sue riflessioni sistemando i molti pensieri che nella sua nuova posizione si trova a dover organizzare e quindi ne esce una lettura semplice e chiara.
Grazie Stefano.
Basta leggere i titoli dei giornali (il resto mi rifiuto di leggerlo) per capire il livello di credibilità:
E sono passati solo due giorni. Quando si dice che la granitica maggioranza affronta con decisione la crisi…
Ma la più “cattiva” è SKY24