Già il fatto che Calderoli non sia d'accordo mi basta per pensare che il nuovo governo dovrebbe andare bene.
Poi leggerò con calma.
Pensieri e riflessioni non solo sulla tecnologia ma su molte cose che mi fanno pensare
Già il fatto che Calderoli non sia d'accordo mi basta per pensare che il nuovo governo dovrebbe andare bene.
Poi leggerò con calma.
Sono contento delle dimissioni di Berlusconi e seguo sui giornali e in rete i commenti.
Credo che il buon Monti non avrà vita facile perchè dovrà dare disciplina a un popolo che già di suo non è proprio obbediente e poi dopo vent'anni di ubriacatura, figuriamoci…
Mi aspetto i "sì, però…" i "Sono d'accordo ma…", i soliti bizantinismi di chi soprattutto a sinistra dirà che "il problema vero è un'altro" e non mi aspetto che un governo provvisorio faccia le riforme che non sono state fatte: mi basta che ristabilisca una credibilità del nostro Paese, che cambi il tono e il modo del fare politica, che agisca in economia con rigore ed equità e che vari una riforma elettorale anche minima che consenta di andare al voto in condizioni eque non appena i fondamentali economici saranno ristabiliti.
Intanto trovo che la valanga di dialoghi, post, messaggi che la rete amplifica siano un segno molto positivo: il senso del futuro passa attraverso una nuova partecipazione diretta, una nuova assunzione di responsabilità da parte di ciascuno.
Se abbiamo una colpa, grave, tutti, è stato di credere che qualcuno potesse fare al posto nostro, che la delega fosse sufficiente (non c'è delega senza controllo) che il "meno peggio" fosse una soluzione, che comunque eravamo troppo impegnati in altre cose "più importanti" che non occuparci della qualità della vita del nostro comune, del nostro paese.
Trovo abbastanza allegoriche e poco edificanti le piazzate alle dimissioni: come sarebbe stato più drammatico lasciarlo solo, maledettamente solo!
Non è una liberazione, non è la fine della guerra, non usciamo da una dittatura (se avete amici Siriani, Tunisini, Egiziani, chiedete loro), finisce un'epoca ideologica basata su atteggiamenti che ci hanno portato al dissesto economico, finisce una visione della politica che ha invelenito di interessi e bassezze il rapporto tra cittadini e istituzioni.
Finisce uno stile di vita e sappiamo che ne dovremo assumere un altro: saremo disposti? Non credo volentieri, nessuno ama fare sacrifici ma sarà doveroso farlo. Nessuno ama mettersi a dieta dopo aver socperto di avere il colesterolo a 400!
La cura farà bene comunque e intanto, appena si saranno spente le urla e gli strepiti, i titoloni e le smargiassate, la rete continuerà a favorire il dialogo, lo scambio il commento e si amplifica la possibilità di far sentire la propria opinione.
C’è una bella giornata di sole e ci vuole la musica giusta: musica zingara, da respirare all’aria aperta.
Per chi non lo conosce c’è da scoprie Tchavolo Schmitt, uno dei più straordinari chitarristi gitani ( o se preferite “manouche”).
Se vi piace potete continuare a cercarne i video (live, mi raccomando) su YouTube
Chissà perchè ogni tanto Typepad non ripubblica i miei posto sull'account di Facebook…
Mah, misteri della tecnologia.
Ai miei amici si FB, se interessano i miei appunti, suggerisco di farsi un giro qui sul blog di tanto in tanto, così si trovano piccole sorprese come in una caccia al tesoro.
Rientro da Trento soddisfatto.
Ho fatto la mia parte stamattina con Alfonso Fuggetta, Francesco Sacco, Guodo Sforza e Peter Kruger e ho rivisto amici e persone che sono i più attivi sostenitori dello sviluppo della rete nel nostro paese.
Ho respirato un clima di grande speranza e in mezzo alle molte critiche un "ottimismo della volontà" che mi fa essere positivo rispetto al futuro.
Ho molto apprezzato l'intervento di Rick Falkvinge, l'imprenditore svedese fondatore del Partito Pirata.
Mi ero fatto un'idea diversa del movimento fuorviato dal nome che trovo provocatorio, lo credevo un movimento solo legato all'utilizzo della rete per lo scambio di files (come gli antiproibizionisti per la liberalizzazione delle droghe leggere) e invece ho ascoltato un discorso lucido e puntuale sulla difesa delle libertà civili da chi, con censure, filtri e spyware le minaccia molto seriamente.
E' noto lo scandalo del malware immesso in rete dal ministero degli interni tedesco per spiare alcuni cittadini (ne nacque un putiferio!) e non è un caso che il Partito Pirata tedesco abbia ottenuto clamoroso 9% nelle elezioni del land di Berlino due mesi fa.
Domani si riunirà proprio a margine del Forum anche il costituendo Partito Pirata italiano (se ne parlava a pranzo) e credo sarà utile seguirne l'evoluzione.
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Neanche a farlo apposta nel bell’incontro condotto da Luca (in gran forma devo aggiungere) su Internet e libertà ho ascoltato il racconto di Slim Amamou, il blogger tunisino tra gli artefici della protesta per l’abolizione della censura.
Incarcerato e liberato è ststo nominato ministro per la gioventù e l’innovazione del governo provvisorio.
Essendo fresco del racconto del taxista di Djerba, questa storia è ancora più significativa.
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Riguardo il blog e mi rendo conto di quanto ho scritto!
Forse è meglio che sistemi un pochino i post almeno raddrizzando le foto ma sono contento di non aver lasciato disperse quelle riflessioni.
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