Il vizietto

Anche a Desenzano la sinistra non perde l'abitudine di guardarsi l'ombelico anzichè aprirsi a cercare nuovi consensi: dopo le primarie del PD adesso c'è chi vorrebbe fare le "primarie di coalizione" : ossignùr!

Conosco e stimo le due candidate del PD e di SEL che sono entrambe meritevoli di sostegno e consenso e da tempo sono al lavoro per parlare un linguaggio nuovo, almeno a Desenzano, fatto di schiettezza, di trasparenza, di determinazione, un linguaggio che deve arrivare a tutti coloro che pensano che non ci siano alternative o che non sia possibile una città diversa dove vivere meglio.

E' un fatto straordinario per Desenzano che ci siano due candidate donna più una terza che è prevista per la lista dei "grillini": adesso le primarie le faranno i cittadini scegliendo chi andrà al balottaggio.

 

Andiam Andiam

7naniCi si prepara al ritorno.

Fare le valige è già un'attività che anticipa gli impegni della settimana che sta iniziando.

Tecniche sonore

Sono andato a "sbattere" su questo video (ben fatto peraltro) e mentre lo guardo mi chiedo guardando la destrezza delle dita se possiamo parlare comunque di "tecnica strumentale" come quella di un batterista o pianista o violoncellista.

E poi sono anche andato a finire su un festival di ritmica fatta solo con la bocca ovvero di Human BeatBox: c'è un canale video su YouTube per chi vuole "studiare" , in fondo c'è posto per tutti

 

Fiocchi in notturna

Torno dal Passo Montecroce dove sono stato a cena con Damiano: nevica leggermente e sulla strada non ci sono tracce di altre auto.

E' come scendere da una pista appena battuta dal gato delle nevi.

La croce di Mont’Elmo

Helm3Parlando con il maestro Holzer che accoglie i visitatori del museo della Prima Guerra Mondiale a Sesto, ho fatto una bella scoperta.

Quando gli ho detto il mio cognome mi ha chiesto se ero parente di "quel Padre Luigi" che nel '50 organizzò un campeggio di studenti del liceo Leone XIII di Milano: sì era mio zio "Gigi".

Mi ha raccontato che in quell'occasione c'erano studenti di diversi paesi d'europa e alla fine del soggiorno chiesero allo scultore di Sesto di realizzare un crocifisso per portarlo su alla casermetta che segnava il confine, crocifisso che questi realizzò gratuitamente.

L'opera fu portata dai ragazzi su Mont'Elmo e fu posta in modo che lo sguardo del Cristo si rivolgesse a nord e a ovest e dissero che doveva essere di auspicio perchè "un giorno in cui tutti i paesi d'Europa sarebbero stati un solo paese".

Holzer mi ha anche chiesto di aiutarlo a verificare se ci sono documenti di quell'evento all'istituto Leone XIII o in casa mia perchè vorrebbe rintracciare qualcuno dei "superstiti" di quell'evento.

Ho chiamato mia mamma che dall''alto dei suoi 91 anni ha ancora una memoria di ferro e ha ricordato perfettamente la storia del campeggio degli studenti in Waldheim e che lo zio le portava a pranzo i preti del liceo ma per i dettagli della croce mi ha detto che ci avrebbe pensato su.

Quest'estate tornerò di certo a guardare quella croce con uno sguardo diverso e penserò a zio Gigi con affetto.