Sgt. Pepper sezionato

Un pubblico grazie a Paolo che nella tappa del suo viaggio ha trovato un attimo per segnalarmi questo fantastico video su YouTube che suddivide il brano di apertura di Sgt. Pepper nelle sue tre componenti fondamentali (poi nel finale si sentono tutte e tre assieme) e aiuta a gustare la maestria di questi musicisti straordinari e a capire come mai Sgt. Pepper richiese mesi e mesi di lavoro.

Nella traccia ritmica (quella verde) si sentono all’inizio le voci, il "ten" probabilmente riferito al numero del "take" (la registrazione) e il conto one-two-three-four per l’attacco. In quella blu si sente bene il lavoro di George Martin come arrangiatore e orchestratore (con l’uso dei corni) e il taglio di un inserto di chitarra per farlo coincidere con l’attacco di corni. In quella rossa con le voci si capisce che i Beatles avevano questa capacità unica di combinare le voci non semplicemente con gli accostamenti di terza o di quinta (come per i canti di montagna per capirci) ma sapevano armonizzare in modo del tutto originale.

Non va dimenticato che da quei suoni sono passati 40 anni e davvero non li dimostrano.

 

Prodotti e servizi

E’ tornato il caldo a casa: il mio idraulico stamattina ha installato una nuova caldaia e dal primo pomeriggio era già in funzione.

Qualche anno fa avevo fatto una consulenza a una grande azienda che opera proprio, tra le altre molte cose che fa, nel mercato delle caldaie e li invitavo a riflettere sulla domanda "chi sono i vostri clienti?" gli utenti finali o gli idraulici?

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Backup a legna

In fondo la stufa a legna e il caminetto sono sistemi di backup per quando si rompe la caldaia (sì, è kaputt e domani la cambiano).

Ci pensavo anche qualche giorno fa guardando la centrale del teleriscaldamento di Sesto e ricordavo che però in molte case hanno la stufa a legna per ornamento ma anche per "non si sa mai".

Murphy e la caldaia

Al rientro da Sesto ieri sera c’era freddo in casa: la caldaia fa i capricci.

Il nostro bravo idraulico è arrivato già oggi pomeriggio e ha riparato subito il guasto. Il primo guasto perchè si è subito rotto un altro pezzo proprio mentre stavo dicendo "Beh, per fortuna era solo un filo staccato." dimenticando che c’è un Murphy anche delle caldaie ed era lì ad ascoltare.

Adesso sto aspettando che arrivi con il pezzo di ricambio (sperando che lo abbia a magazzino) e non dirò e non penserò a niente sperando che Murphy vada a farsi un giro da qualche altra parte.

Ritorno in palestra

Ho messo subito in atto il primo dei "buoni propositi" del 2008: ho ripreso a fare Thai Chi che avevo interrotto la scorsa primavera.

E’ sorprendente come i moviementi tornino alla memoria senza un processo razionale, come se i muscoli sapessero cosa devono fare senza che tu consapevolmente lo decida.

Certo potrei (anzi dovrei) fare Thai Chi a casa, magari quotidianamente ma l’impegno della palestra, il lavorare con il maestro e con gli altri del gruppo è parte della "disciplina" che mi ero imposto e che avveo interrotto.

Ci vorrà un pò per "tornare in forma" ma sono contento di aver dato gambe a questo primo impegno dell’anno nuovo.

Beatocello

Su La Repubblica di oggi un lungo articolo di Federico Rampini racconta la storia di un pediatra svizzero, il dr. Beat Richner che ha aperto tre ospedali per bambini in Cambogia e per finanziarli effettua concerti di violoncello di cui è un discreto suonatore con lo pseudonimo di "Beatocello". (qui il link al suo sito)

Il dr. Richner se la prende con l’OMS e con tutti quelli che pensano che non si debbano realizzare strutture d’avanguardia o offrire servizi di eccellenza nel terzo mondo (ce l’ha con chi dice "Ai poveri date medicine povere").

Che bella storia! Un novello Schweitzer che al posto dell’organo usa il violoncello e salva la vita di migliaia di bambini. E dopo non dicano che la musica non cambia il mondo.

Sgt. Pepper. La vera storia

PepperNon avevvo voglia di letture "pesanti" in questi giorni e mi ero portato questo "Sgt. Pepper. La vera storia." per continuare l’approfondimento che sto facendo sulla musica dei Beatles.

Un libro per cultori del genere, sicuramente, ma anche un flash su un anno mitico, il 1967, che è lo spartiacque di un cambiamento che segnerà i decenni a venire, nella musica come nella società e nel costume.

Io avevo tredici anni ma mi ricordo benissimo quando andai a comperare Sgt. Pepper e lo ascoltammo con gli amici in religioso silenzio sullo stereo di casa mia (dei privilegiati perchè avevamo il complesso e l’impianto era uno strumento di lavoro).

Non si era mai ascoltata una musica del genere, suoni nuovi, rumori, i pezzi tutti di seguito senza silenzi tra l’uno e l’altro, le follie della copertina (la prima con i testi, la prima con i gadget da ritagliare, la prima a libro), le tracce nascoste, gli ultrasuoni che solo i cani potevano sentire.

Come scrisse un critico musicale (Langdon Winner) nel 1968,

"Dai tempi del Congresso di Vienna, 1815, la civiltà occidentale non fu mai così vicina all’unità come nella settimana in cui venne pubblicato il Sgt. Pepper. In ogni città europea o americana, giradischi e radio suonavano  ‘what would you think if I sang out of tune’, ‘woke up, got out of bed’, ‘look much older, and the bag across her shoulder’, ‘Lucy in the sky with diamonds’, e tutti ascoltavano. Non avevo mai ascoltato nulla di tanto straordinario. Per un breve momento, la frammentata coscienza del mondo occidentale si riaggregò, quantomeno nelle teste dei giovani."

Buon viaggio

6gennaio_5Sveglia presto stamattina per salutare Paolo e gli altri amici di Foligno che tornano a casa.

Paolo è uno di quegli amici a cui ci si lega per sempre, nell’intreccio delle vite e del crescere dei figli.

Buon viaggio!

Che dire?

6gennaio_3Guardo e tanto mi basta.

C’è chi si è lamentato della poca neve, chi del cambiamento delle stagioni, chi del freddo.

Sembra quasi che nessuno sia più disposto ad accettare che la natura faccia ciò che fa senza curasi dei nostri desideri, seguendo un ritmo cosmico di cui poco sappiamo.

E invece trovo incantevole sapere che non controlliamo tutto ma che c’è il ritmo del sole e del vento, il tempo delle rocce e quello delle nubi a cui apparteniamo senza possederli.

Finalmente un pò di neve

6gennaio_4Stanotte finalmente il paese si è coperto di bianco, i tanti che stanno partendo stamattina andranno via con una bella immagine negli occhi.

In tre giorni siamo passati dai -20 ai 2 sopra di questa domenica in cui già il sole fa capolino.

Io partirò più tardi possibile, per evitare il traffico ma anche per "fare il pieno" di questa vista e farne scorta fino al prossimo ritorno.